Archivio per aprile 27, 2018
27 aprile 2018 alle 21:20 · Archiviato in Sociale and tagged: Alessandra Daniele, CarmillaOnLine, Infection, Liberismo, Proteste

[Letto su CarmillaOnLine – senza commenti aggiuntivi, ché non ce n’è bisogno]
Sono fattorini di Foodora. Li chiamano rider. Li trattano da schiavi. A cottimo, in bicicletta sotto la pioggia e sotto controllo via GPS, come droni telecomandati della Gig Economy. Gig Robot. Hanno chiesto il diritto di essere riconosciuti come lavoratori dipendenti.
Il tribunale gli ha dato torto.
Erano operai dell’Olivetti. Respiravano amianto. Senza sapere che ciò che gli dava da vivere li stava uccidendo. Sono morti di mesotelioma. Le loro famiglie hanno chiesto giustizia.
Il tribunale gli ha dato torto.
E c’è chi ancora promette la via giudiziaria al Cambiamento. Come se la sola causa delle mostruosità del capitalismo fosse la corruzione, e quindi potesse esistere un capitalismo buono perché “sano”.
La mostruosità è connaturata al capitalismo, che produce solo “giustizia” classista.
Fra una settimana ritorna il Primo Maggio, ma i lavoratori non hanno niente da festeggiare.
Questa settimana ritorna il 25 Aprile, ma la guerra continua.
La lotta di classe è una guerra, che il Capitale sta vincendo con la sistematica disumanizzazione dell’avversario da sfruttare.
È una guerra che devasta i territori e deporta i popoli, che mette le sue vittime l’una contro l’altra per annientarle entrambe.
È una guerra di dominio e di sterminio, che fa milioni di morti più o meno “bianche”, e distrugge speranze e dignità di intere generazioni.
È una guerra nella quale è consentito l’uso di qualsiasi arma chimica, dai lacrimogeni ai cancerogeni, e dalla quale non c’è rifugio, perché se scappi dalla fame sei un “migrante economico”, cioè un clandestino. E uno schiavo.
È la madre di tutte le invasioni coloniali, e di tutti i regimi fascisti, torvi, farseschi, o entrambe le cose, più o meno camuffati da democrazie.
La lotta di classe è la guerra, e si combatte ogni giorno in ogni angolo del mondo.
La guerra per il predominio delle cose sulle persone.
Per chi potrà permetterselo, il ponte fra il 25 Aprile e il Primo Maggio s’avvicina. La liberazione dei lavoratori però è ancora lontana.
27 aprile 2018 alle 19:18 · Archiviato in Catarsi, Connettivismo, Deliri, Energia, Erox, Experimental, Futuro, Oscurità, Passato, Surrealtà and tagged: Deserto, Interrogazioni sul reale, Luce oscura, Nefandum psichico, Olosensorialità, The God Machine

Il deserto consuma ed evapora la tua forma falsata.
27 aprile 2018 alle 16:40 · Archiviato in Catarsi, Creatività, Empatia, Experimental, InnerSpace, OuterSpace, Surrealtà, Tersicore and tagged: Brian Eno, David Bowie, Ernesto Assante, Interrogazioni sul reale, Luce oscura, Mario Gazzola, Olosensorialità, Postmoderno, Ridefinizioni alternative

Due puntate su due siti diversi per Mario Gazzola e il suo articolo sulle visioni fantascientifiche al Fuorisalone di Milano; la prima è su Mediatrek di Ernesto Assante, la seconda su PostHuman.
Al Fuorisalone milanese le avanguardie del design e dell’architettura rendono attuali le visioni della fantascienza.
“Tu suoni lastre di ghiaccio atonali che, limpide, rimangono sospese nell’aria e stendono uno sfondo di colore cangiante dietro la musica”. Brian Eno scrisse queste righe nelle sue strategie oblique per guidare i musicisti della band di David Bowie verso orizzonti inesplorati durante le registrazioni dell’album Outside.
La citazione di Brian Eno che avete letto in apertura del mio articolo sul blog di Ernesto Assante (e che ritrovate nel libro edito da Giunti di cui vedete la copertina a lato) sembra scritta (vent’anni prima) apposta per gettare un abbagliante fascio di luce fantascientifica sul nuovo concept di diffusori audio presentato da AGC Asahi Glass nell’installazione Soundscape al Fuorisalone 2018: un avveniristico sistema di diffusione sonora attraverso lastre di cristallo a tre strati che sono sicuro intrigherebbe non poco il papà dell’ambient music.
Ebbene, per chi non l’avesse vista di persona, qui di seguito vi mostriamo anche una piccola fotogallery (scatti di Akihide Mishima) dell’installazione come appariva allo Spazio Ventura (di cui qui a destra vedete gli esterni) vicino alla Stazione Centrale.
Il futuro irrompe dal passato? Sembra questa la lezione postmoderna che Mario disegna, e il fascino è infinito.
27 aprile 2018 alle 08:38 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Infection, Interrogazioni sul reale, More human, Nefandum psichico
Aggiungo le personali esternazioni al flusso di dolore interiore, e tutto diventa un magma di nero e dolore, viscosità che uccidono la personale resistenza all’estinzione.