HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Swans
La stessa vibrazione
Quando senti percepire le distanze nei tuoi neuroni, muscoli, atomi
ogni altro pensiero si attiene e attiva alla difficoltà di essere unito
olografico e oltre ogni barriera.
Tu sei la barriera
tu sei la frontiera del mio stesso essere e differenza inesistente.
Noi siamo la stessa essenza del sangue che diviene polvere
conserva le sue caratteristiche vitali
nella profondità dell’illusione che vive di bellezza cupa oscura, buia.
Swans – Blood Promise Live | Le rose oscure
Nel castello incantato
a portare le rose oscure ovunque sul tappeto bagnato notturno scivoloso dove si cammina…
Trovo le tue orme che mi avvinghiano
e muoio di sorrisi rinati.
Deison & Mingle – Everything Collapse | Neural
[Letto su Neural.it]
Ai moniker di Deison & Mingle corrispondono due italiani, l’udinese Cristiano Deison e il mantovano Andrea Gastaldello, autori che conosciutisi su un social network hanno poi cominciato a collaborare a distanza, forti evidentemente d’un background comune, fortificato infine dalla scelta di avere al mastering finale un altro sperimentatore autoctono, Simon Balestrazzi, certo non nuovo ai suoni di ricerca e alle tematiche acusmatiche-ambientali. Le atmosfere che ci avvolgono all’ascolto di Everything Collapse – e con un titolo del genere non potrebbe essere altrimenti – risultano abbastanza cavernose, oniriche, fratturate da field recording, infarcite da inviluppi ricorrenti e notturne visioni, non estranee a trasalimenti romanticheggianti e malinconici seppure venati da lievi glitch e minimalismi astratti. La citazione per gli Swans, gruppo celeberrimo dell’era no wave, ancora attivo e in qualche modo “responsabile” dell’incontro degli autori, arriva soltanto alla fine, grazie a una ghost track dove fa capolino la voce di Daniele Santagiuliana, cover di “Failure”, brano della seconda metà degli anni novanta composto da Michael Gira, a sua volta musicista ancora in carriera e dalle venature dark ambient e drone. L’attenzione per i dettagli è minuziosa e anche il puntualissimo lavoro di artwork di Rev Laboratories (emanazione del grafico olandese e produttore Bas Mantel) restituisce appieno la passione in gioco, subito colta dalla crew della Aagoo, una label che ama particolarmente le commistioni parecchio lavorate, ricolme di più influenze, pulsioni e tecniche compositive.
www.posthuman.it – Swans – confusion is sexy
Bellissima recensione apparsa su PostHuman, a firma di Mario “Black M” Gazzola, su un concerto che gli Swans hanno tenuto recentemente a Milano, band che non ho mai visto ma che ho apprezzato da lungo tempo su disco.
I toni entusiastici non fanno fatica a trovarmi d’accordo, le note di cui gli Swans son capaci sono notevoli, e a me non rimane che mordermi le mani per essermi lasciato sfuggire un live del genere; vi incollo sotto qualche stralcio della rece:
Per una volta, la frase usata dal leader per definire il suo ultimo disco (“Ci sono voluti 30 anni per realizzare ‘The Seer’. E’ il culmine di tutti i precedenti album degli Swans, così come di qualsiasi altra musica io abbia fatto od immaginato”) non suona banalmente promozionale ma esattamente la realistica: nei lunghi brani degli ultimi Swans si ritrovano distillate sotto controllo la furia noise degli esordi, le atmosfere dark, le ballad cupe alla Nick Cave… fino alla sintesi finale, che il live set rende ancor più evidente con le sue volute strumentali cosmiche. La saldatura definitiva, in quelle litanie circolari, di un cerchio, un uroboro i cui due estremi s’erano sempre considerati antipodici: la psichedelica progressiva di Ummagumma e le dissonanze chitarristiche noise dei Sonic Youth (anche quelli più sperimentali dei dischi con Jim O’Rourke), un po’ come scrivevamo qualche mese fa nell’articolo su prog e wave.
Fortunatamente, quando la nostra resistenza fisica comincia a mostrare qualche crepa, Gira e i suoi allentano un attimo la tensione: parte un brano che sa tanto d’apertura di Set The Controls For The Heart Of The Sun e, quando le sue spire si sono dispiegate nell’aria, il leader ci regala finalmente una delle sue rare performance vocali della serata: peccato, perché il timbro morrisoniano accende subito nella memoria il ricordo di una When The Music’s Over dei Doors, che è un bellissimo sentire. Ma perché così poco canto, Michael?
Swans – The Center of Your Heart
Ascoltare ogni movimento e lamento del mondo incarnato rende prossimi alla discesa finale nell’abisso. O forse alla cognizione di esso, e alla fuoriuscita immediata dalla spirale distruttiva.
Swans – Blood And Honey
Gli occhi chiusi, e la percezione si riverbera sulla notte, nella notte, lungo le linee neurali della mia anima.
Swans – Please Remember Me
Attendo il solstizio, la notte infinita, con questo mood d’armi. Armi interiori, per una stretta cerchia interiore, per ricordarsi. Sempre. Nell’eterno presente.

