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NeXT Hyper ObscureArchivio per Oblio
Forme di oblio
Un simbolo si sfila dal rumore di fondo e si palesa alle attenzioni distratte del tuo mattino, ma è soltanto un falso istante, un inutile moto di attenzione: presto tutto scivolerà in una nuova forma di oblio.
Necessità di proteggersi
Quest’orrido novembrino che avvolge ogni visione possibile, donandogli la visibilità degli abissi e ispessendo le tue difese con necessità di proteggersi dall’estremo oblio: dilaniare le consapevolezze in un istante, devi evitare ciò per continuare a essere ancora da qualche parte…
In viaggio da oblio
In viaggio, assaporando i chilometri divorati con evanescenza mentre i demoni escono e rientrano dalle bocche, affamati per essere poi sfamati, quando il gioco di un premio sa di riconoscimenti trascesi, fino alla lussuria più sfrenata da oblio…
Ziku, Dea sumera della creazione e della vita | Iridediluce
Le divinità non vanno dimenticate, sennò muoiono. L’oblio uccide ogni cosa. Da IrideDiLuce l’invito a non dimenticare:
Nel vuoto silenzioso, prima che il tempo avesse inizio, Ziku, la dea sumera, regnava come essenza primordiale. Era la dea madre, colei che dava la vita e l’eterna nutrice dell’esistenza. Nota come Zi nella tradizione accadica e legata al Sige babilonese, Ziku incarnava la fertilità, la creazione e l’ordine cosmico. Le civiltà antiche la veneravano come la forza sacra da cui nascevano gli dei e i mondi.
Molto di questa dea è ormai perduto nel tempo. Della sua eredità restano solo piccoli sussurri. Nessuna immagine o scultura conosciuta rivelava la forma di Ziku. La sua essenza, come le forze cosmiche che incarnava, era percepita più che vista.
Ha plasmato la vita con mani delicate, guidando l’esistenza dal vuoto. Il simbolismo sfuggiva a Ziku. Lei era l’essenza stessa della creazione, la forza invisibile dietro l’inizio della vita. Era la forza silenziosa che plasmava l’esistenza, la madre invisibile dell’universo.Nessuna città antica la rivendicò come sua patrona e non vi fu alcun luogo sacro in suo onore. Alcuni credevano che la sua esistenza andasse oltre la necessità di santuari terreni, dimorando invece nei cuori di coloro che ricercavano il suo potere silenzioso. I rituali dedicati a Ziku, se mai sono esistiti, sono andati perduti nel tempo. L’assenza di riti documentati non ha fatto che accrescere il mistero che circonda questa antica dea.
Archetipale
Un perfetto manuale di autodissolvimento, perché nulla rimanga intentato alla legge dell’oblio, cui sfuggono soltanto divinità archetipali.
Carmilla on line | Il valore dell’oblio
Su CarmillaOnLine alcune considerazioni sull’oblio, di varia forma e natura; vi incollo dal post:
Di solito è la memoria, il ricordo, la rimembranza ad avere un ruolo importante nell’immaginario collettivo e nel bagaglio valoriale delle persone. La memoria è sedimento, struttura, esperienza, induce alla previsione degli accadimenti, è pedagogia, sostegno al futuro e lotta all’imprevedibilità del destino. E l’oblio, invece?
Esiste un oblio attivo? Può essere una risorsa? Forse l’oblio è per se stesso memoria, la favorisce, nel momento in cui si sceglie di non recuperare i ricordi negativi e disturbanti, né gli spazi inibenti e irrilevanti, creando nel vuoto della dimenticanza una dimensione nuova di vita. Così l’oblio può consentire l’acquisizione della conoscenza e predisporre condizioni positive per il pensiero creativo. Per questo motivo dimenticare significa anche misurare le emozioni, setacciarle, regolarle, cancellarle, conservarle, bilanciarle. In poesia l’oblio appare sullo stesso piano della memoria, come uno spazio e un attraversamento, un luogo dove le cose capitano ed esistono.
Nella poesia di Jorge Luis Borges intitolata Everness, lo scrittore sembra sostenere che l’oblio non esiste. Gli nega uno spazio e pare relegarlo in un vuoto non definibile. Nessuna energia per l’oblio, né logoramento, né forza generativa: «sólo una cosa no hay. Es el olvido». Nel tentativo di definire l’oblio, Borges non si ferma alla sua «negazione», alla stregua di chi sostiene ad esempio che il male è solo assenza del bene. Per lo scrittore argentino è importante ciò che esiste davvero, e non esiste nulla che non possa essere ricordato.
La ricerca degli spazi dell’oblio riconduce al suo opposto, o quanto meno, se viene percepito anch’esso come una attività della nostra mente e dunque del nostro spirito non può che essere dedotto o argomentato in relazione/contrapposizione con la memoria. L’oblio può essere immaginato come l’opposto di mneme o di anamnesi? Nella scia di quanto suggerito da Platone, la prima rappresenterebbe una sorta di registrazione e catalogazione degli eventi e dei dati, la seconda una vera e propria attività: una ricerca. Se la considerazione che si dà all’oblio corrisponde alla sua alterità «assoluta» nei confronti della memoria, lo si potrebbe definire come uno spazio di inattività, quasi di nascondimento, di volontaria incoscienza di ciò che è stato vissuto, visto, fatto. La perdita della memoria in riferimento all’oblio è dunque ipotizzabile come perdita del passato: è invece prezioso nella memoria, utile forse, addirittura pedagogico, mentre al contrario quando è relegato al vuoto della dimenticanza è per evitare terribili dolori, mancamenti, attraversamenti patologici, ripetizioni, noia, dubbi.
La chiosa all’intero discorso è altrettanto interessante:
L’oblio esiste. Esiste quel luogo cancellato dalle cartine delle coscienze, dalle mappe dello spirito, da ogni segnale che indichi una direzione. La poesia ancora una volta assolve al suo furore tacito, alla sua fulgida capacità di permeare nel buio di ogni passato cancellato o consapevolmente dimenticato il dono di una nuova vita. Sia essa tragica o felice, dolorosa o delicata gioia, si insinua, talvolta atterrisce, altre esplode in un battito di luci. Questo è l’oblio necessario avamposto anche dell’amore, per se stessi, per il prossimo. Gettare nell’oblio ogni senso di dolore, di torto subito, di angoscia, è preludio alla gioia, forse alla felicità. Il ricordo e la memoria sono spesso un punto di arrivo insanabile, definitivo, una zavorra dalla quale non si è in grado di liberarsi. Quale pace e quale ricostruzione con la memoria di un male che apparirà per sempre invincibile? Che sia l’oblio la proposta di una rinascita?
E voi, quale opinione avete al riguardo? È forse giusto ricordare tutto, oppure è meglio avere una memoria selettiva che possa garantirvi la possibilità di una sempre nuova interpretazione?
Sense
Nel profondo delle idee rincorse il percepire una catalessi che ricopre come sabbia acquisisce vigore, e senso.
È solo nebbia onirica
Gli allineamenti liminali si stratificano fino ad acquisire solidità, poi ne rendono strani e stanchi filamenti al tuo tocco, ti sembra di palpare la neve ideale dei tuoi sogni.

