30 novembre 2022 alle 17:42 · Archiviato in Empatia, InnerSpace, Letteratura, Recensioni and tagged: Giorgio Manganelli, Giovanni Agnoloni, La nave di Teseo, Lankenauta, Lietta Manganelli
Su Lankenauta la recensione di Giovanni Agnoloni a Giorgio Manganelli. Aspettando che l’inferno cominci a funzionare, scritto dalla figlia di Giorgio, Lietta Manganelli. Un estratto:
Aspettando che l’inferno cominci a funzionare (La Nave di Teseo) racconta tutto l’arco dell’esistenza, prima di tutto umana e naturalmente anche letteraria (combinazione che, nel percorso di un creatore di mondi mentali e di alternative alla piatta successione delle cose cui spesso la vita si riduce, è inevitabile, tanto che Lietta ha dovuto fare un lavoro di ricerca e “sfrondatura” della verità da tutte le sovrapposizioni “mitiche” create dallo stesso “Manga”, come lei chiama affettuosamente il padre). Qui l’itinerario dei giorni, mesi e anni di questa interessantissima e tormentata vita di artista e grande intellettuale – perché di questo parliamo, quando ci occupiamo di Manganelli – viene, appunto, raccontato. L’intenzione di Lietta, cioè, non era, fin dall’inizio, quella di scrivere una “biografia”, ma di stendere una sorta di racconto orale, che avrebbe benissimo potuto essere offerto a un uditorio ristretto davanti a una tazza di tè freddo o a un caminetto acceso (a seconda delle stagioni) – tanto è vero che diversi degli episodi riportati li conoscevo già, avendomene Lietta parlato in privato in varie occasioni d’incontro.
È precisamente questo il fascino di un libro che – mi si perdoni l’espressione un po’ cliché – cattura dalla prima all’ultima pagina, trascinando nel mistero viscerale e coinvolgente di una vita segnata da molteplici sofferenze e carenze affettive (soprattutto dal lato della madre e della moglie), ma, forse proprio per questo, alimentata da una continua necessità di mettere a fuoco o, junghianamente, di individuare, come il Manga avrebbe, presumo, amato dire, rifacendosi alle sedute psicanalitiche con Ernst Bernhard che tanto lo aiutarono. In questa segreta fornace di immagini e temi intimi, filo conduttore e àncora di salvezza di un uomo geniale e profondamente lacerato, si inserisce il bellissimo – e sia pur “strano”, con lunghe stagioni di assenza, inizialmente neanche dovute a lui – rapporto con Lietta, che diventa la sua vera “seconda metà”, in una vita in cui nessuna donna riuscì mai a dargli quello che, in primis, non aveva saputo trasmettergli sua madre.
Ben più di tutte le compagne che ebbe dopo la separazione dalla moglie, fu la figlia a riuscire a tirargli fuori tutta la tenerezza di cui aveva bisogno (nel senso di riceverla, ma anche, e forse ancor più, di darla), come dimostra una bellissima lettera che le indirizzò e che l’autrice ha riportato per intero nel libro. Solo con lei – e qui azzardo una mia opinione – era autenticamente se stesso. Non a caso, Lietta sarebbe poi diventata la depositaria del suo lavoro, creando il Centro Studi Giorgio Manganelli e curando la catalogazione e la pubblicazione della maggior parte dei suoi scritti, tanto che la mole di opere manganelliane uscite postume (ivi inclusi i suoi numerosissimi editoriali e le tante recensioni) supera nettamente quella delle pubblicazioni avvenute mentre era in vita.
31 marzo 2020 alle 12:43 · Archiviato in Accadimenti, Creatività, Editoria, Kipple, Letteratura, Recensioni, Sociale and tagged: Capsule, Infection, Lietta Manganelli, Lukha B. Kremo, Pierluigi Straneo, Ridefinizioni alternative, Satira
[Letto su KippleBlog]
Su PulpLibri e apparsa una recensione a Pop-politics, il pamphlet di Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di cogliere l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti. Un estratto della critica:
Leggere questo agile pamphlet di Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo fa lo stesso effetto di assistere a uno spettacolo pirotecnico. È costruito come una galleria di ritratti di leader politici contemporanei, non solo italiani, con un processo linguistico che sembra ricalcare la satira più cinica e intelligente, quella che fino dai tempi di Cuore faceva ridere a denti stretti l’intelligencija radicale e gli studenti universitari. Per gustarlo in pieno, bisogna leggere il libretto parola per parola, con attenzione, perché è farcito di doppi sensi, riferimenti storici, eventi di cronaca di qualche anno fa, giochi di parole, inciampi linguistici — una potenza di fuoco tale da richiedere un delizioso (e spassoso) apparato di note che di per sé è un pamphlet nel pamphlet, quasi un sesto della lunghezza totale del libro.
E non c’è da stupirsi se gli autori l’hanno definito pamphlet, perché ha tutte le caratteristiche della parte migliore dell’invettiva, quella che non si limita a demolire, ma che sostiene con dati di fatto le argomentazioni. Gli autori si accaniscono infatti su una galleria di personaggi emblematici della degenerazione populista delle democrazie occidentali, ricordando eventi che ormai fanno parte del buon senso comune e portandone a galla altri molto meno conosciuti, o ignorati a bello posta dai media se non da un pubblico sempre più arroccato sulle proprie convinzioni.
“Nulla è inventato, anche se a volte ci piacerebbe, anche se vorremo che gli autori avessero scritto un libro di fantascienza o almeno di fantapolitica e non una rappresentazione della realtà, a volte folle, assurda, ma realtà.”. E così è da leggere il libro, seguendo appunto l’intuizione di Lietta Manganelli, accettando il gioco che mescola realtà e irrealtà, provocazione e terrore.
Gli autori
Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).
Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.
Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.
La collana
Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.
Pee Gee Daniel & Lukha B. Kremo | Pop-politics. Batracomiomachia cinobalanica
Prefazione di Lietta Manganelli
Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato cartaceo — Pag. 128 – € 12.00 — ISBN 978-88-32179-20-0
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 123 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-21-7
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