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William Shatner ce l’ha fatta | Fantascienza.com
14 ottobre 2021 alle 10:34 · Archiviato in Catarsi, Empatia, InnerSpace, OuterSpace, Surrealtà and tagged: Jeff Bezos, Siderale, Star Trek, William Shatner
Su Fantascienza.com la notizia del viaggio spaziale – vero – del capitano Kirk, ovvero William Shatner, primo uomo a essere andato nello spazio nel Cinema e nel reale. Prendo dall’articolo:
Shatner ha descrivendo con una certa commozione (anche qualche lacrima) l’emozione che ha provato.
Tutti dovrebbero provarloha detto, rivolgendosi a Bezos.È incredibile. Mi hai dato l’esperienza più profonda che abbia mai provato. Sono così pieno di emozione per ciò che è appena successo. Spero di non riprendermi mai da questa cosa. Spero di poter tenere in me quello che sto provando ora. Non voglio perderlo. Guardi in alto e vedi il blu del cielo, e un attimo dopo sei lanciato in alto e a un tratto c’è il nero, è come togliere una coperta, il blu del cielo e ti trovi nel nero, nel nero!, e guardi giù e c’è il blu, la madre Terra, e su c’è il nero, la morte? È quella la morte? non lo so… è davvero una grande emozione.
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Chi vuole vivere per sempre? I miliardari della Silicon Valley, ovvio | Esquire
9 aprile 2018 alle 22:40 · Archiviato in Cyberpunk, Experimental, Futuro, Postumanismo, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Aubrey De Grey, Elon Musk, Entropia, Fascismo, Interrogazioni sul reale, Jeff Bezos, Liberismo, Singolarità Tecnologica, Teoremi incalcolabili, Transumanesimo
Su Esquire un post che indaga il mondo molto più che transumano, quello postumano, che sta uscendo fuori dai progetti di longevità della Silicon Valley. Come appendice del post precedente, questa disquisizione approfondisce le possibili derive tecnofasciste, che se non fossero immerse in un mondo iperliberista avrebbero pure un loro profondo perché positivo. Ma magari mi sbaglio…
C’è gente strana in Silicon Valley: un esercito di tech-miliardari divenuti più ricchi di Creso e che oggi utilizzano i loro soldi per inseguire sogni talmente bizzarri che, almeno da noi comuni mortali, sarebbero da classificare alla voce “follie da megalomani”. Ma c’è un problema: con le risorse economiche più o meno infinite che alcuni di questi personaggi hanno a disposizione – da Peter Thiel a Elon Musk, da Larry Page a Jeff Bezos – le loro follie potrebbero anche diventare realtà.
1. Vivere per sempre
Calico, Unity Technology, 2045 Initiative: sono solo alcune delle startup che stanno inseguendo il sogno dell’immortalità (o che almeno stanno provando ad allungare il più possibile il nostro ciclo vitale). Secondo Bill Maris, fondatore di Calico – società finanziata da Google che sta conducendo un colossale studio in cerca del gene dell’invecchiamento – è possibile vivere fino a 500 anni. Più modeste le prospettive di Unity Technology (società che ha ricevuto 127 milioni di euro da Bezos), che punta invece ad allungare la vita media del 35% eliminando le cellule che hanno smesso di dividersi. Ma nessuno è più ambizioso di Dmitry Itskov e della sua 2045 Initiative, secondo cui nel giro di trent’anni fonderemo uomo e macchina conquistando così l’immortalità.
Sul tema, il guru indiscusso è però Aubrey De Grey, scienziato capo della SENS Research Foundation della Silicon Valley, il cui motto è “longevity escape velocity”. In poche parole, seguendo la logica del divide et impera, dobbiamo gradualmente ringiovanire i tessuti, sostituire le cellule che hanno smesso di dividersi, rimuovere quelle che sono diventate tossiche, evitare le conseguenze delle mutazioni del DNA e tutta una serie di interventi mirati che, come il tagliando di una macchina, ci permetteranno di andare avanti molto più a lungo di quanto fosse inizialmente previsto.
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Amazon Prime Air, droni volanti consegneranno pacchi in 30 minuti
2 dicembre 2013 alle 15:30 · Archiviato in Creatività, Cyberpunk, Postumanismo, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Amazon, Controllo sociale, Infection, Jeff Bezos, Neal Stephenson
Tutto ciò mi ricorda molto la finzione cyberpunk di Snow crash, di Neal Stephenson, per la rapida consegna dei pacchi (non delle pizze, come nel romanzo). E invece il fatto è realtà, o quasi, e comunque è un progetto a firma di Jeff Bezos, il boss di Amazon, per l’immediato futuro. Ce lo racconta Gadgetblog, e io vi incollo qui sotto i principali temi:
Amazon ci porta in gita nel futuro con un’anteprima di un servizio che ha del fantascientifico: un parto dell’intraprendenza Jeff Bezos, CEO non proprio tradizionalista della corporation, Amazon Prime Air è un programma di consegna entro 30 minuti tramite drone volante.
Avete capito bene: mini quadricotteri porteranno un giorno pacchi leggeri come PC, tablet, libri e altra elettronica direttamente a casa dei destinatari senza aiuto da parte di un pilota umano. I quadricotteri hanno una portata superiore a 2kg, un’autonomia di 8km, e secondo Bezos dovrebbe essergli impossibile perdere il pacco facendolo cadere sulla nostra testa o ribellarsi e darci la caccia casa per casa allo scopo di sterminarci.
Secondo i piani, il pacco dal centro di smistamento alla porta di casa ci dovrebbe mettere una trentina di minuti al massimo. Consegne in trenta minuti sono cose che talvolta fatichiamo a credere persino da un portapizza che vive in linea d’aria a 100 metri da casa nostra. Ma nonostante lo stile di guida spericolato, un fattorino non può sfidare un robot volante. Neppure un fattorino con i rollerblade capace di passare attraverso i tunnel sub-spaziali – come una vecchia dipendente di Amazon, Ramona Flowers del fumetto/film Scott Piglrim.
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