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Il nuovo disordine mondiale / 9: la guerra nell’era del totalitarismo neoliberale – Carmilla on line
29 marzo 2022 alle 19:35 · Archiviato in Cognizioni, Oscurità, Recensioni, Sociale and tagged: CarmillaOnLine, Fabio Armao, Gioacchino Toni, Guerra, Infection, Liberismo, Ridefinizioni alternative
Su CarmillaOnLine la recensione a La società autoimmune. Diario di un politologo, di Fabio Armao, ben introdotta da questo paragrafetto:
Viene analizzata l’ingarbugliata trama del potere che contraddistingue la contemporaneità: un “totalitarismo neoliberale” che, al di là delle differenti sembianze che assume – mafie, gang, neofascismo, finanza underground, capitalismo clientelare, femminicidio, ecocidio e persino, come si vedrà, privatizzazione della guerra – ha, secondo l’autore, nella rinascita del clan la struttura di riferimento del sistema sociale.
Le frontiere della truffa liberista vengono rimarcate ancora una volta, semmai ce ne fosse di nuovo bisogno, sottolineando le regole di coinvolgimento nella guerre e diffondendo, così, l’arte del crimine.
Tale convincimento, attorno a cui ruota il volume, si inserisce all’interno di una più generale riflessione a cui Armao ha dedicato due suoi precedenti testi: L’età dell’oikocrazia (Meltemi, 2020) [su Carmilla] e Le reti del potere (Meltemi, 2020). Secondo lo studioso la struttura del clan, in grado com’è di interporsi tra individui e istituzioni e di mediare tra locale e globale, risulterebbe particolarmente adatta alla gestione della globalizzazione neoliberale nel suo imporre gli interessi economici privati sull’interesse politico pubblico. Si tratterebbe dunque di una “oikocrazia”1 assurta a modello universale, capace di adattarsi sia alle esigenze dei regimi democratici che a quelle delle autocrazie.
Come argomentato dallo studioso nei lavori precedenti, nell’edificazione del modello del totalitarismo neoliberale clanico, un ruolo fondamentale spetta alla città, dopo che questa è stata a lungo marginalizzata dal punto di vista politico dal sistema stato-nazione, non a caso, sottolinea l’autore, le cronache contemporanee rimandano più spesso a New York, Parigi e Madrid, a Raqqa e Kobane, a Kabul e Kunduz, piuttosto che ai rispettivi stati in cui si trovano. La società autoimmune si apre prendendo atto di come le società contemporanee sembrino «sempre più attratte da un insano desiderio di autodistruzione, al punto da trasformare le proprie patologie collettive in autentiche “malattie autoimmuni”, invece di sforzarsi di debellarle». E tale pulsione di morte, continua l’autore, «si rivela tanto più profonda, quanto più avanzate ci appaiono dal punto di vista economico e tecnologico» (p. 11).
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L’età del totalitarismo neoliberale e della guerra civile globale permanente – Carmilla on line
12 giugno 2020 alle 21:43 · Archiviato in Recensioni, Sociale and tagged: CarmillaOnLine, Fabio Armao, Gioacchino Toni, Infection, Liberismo, Truffa
Su CarmillaOnLine la recensione a un saggio di Fabio Armao, L’età dell’oikocrazia. Il nuovo totalitarismo globale dei clan, che è brevemente l’equiparazione, alla luce del nostro mondo contemporaneo, del dominio capitalistico – e quindi liberista in tutte le sue declinazioni – con il concetto di truffa. Un estratto, a chiarire le idee:
L’analisi proposta da Fabio Armao (L’età dell’oikocrazia) è incentrata sulla convinzione che al sistema politico novecentesco, ruotante attorno ai grandi partiti di massa, si sia ormai sostituito un sistema clanico in grado di coniugare locale e globale meglio delle vecchie istituzioni statali anche grazie ad una minor presenza di vincoli imposti dal rispetto delle regole democratiche. La criminalità organizzata è un esempio clanico evidente ma non mancano casi eclatanti di gestione del potere politico ed economico da parte di cerchie assai ristrette.
«La politica dei partiti di massa, della lotta di classe e della difesa degli interessi collettivi ha lasciato il posto a una congerie molto più ricca e diversificata di attori, capaci di attingere, a seconda delle necessità, alle risorse tipiche delle diverse sfere sociali: politica, economica e civile, producendo di volta in volta delle proprie, originali, configurazioni di potere.» (p. 9)
Secondo l’autore si è di fronte al diffondersi di una nuova forma di governo contraddistinta da due principali elementi: il fondarsi sul clan come struttura di riferimento del sistema sociale e l’evidente anteposizione degli interessi economici (privati) rispetto a quelli politici (pubblici). Tale forma di governo può essere detta “oikocrazia”, dall’unione di kratos (potere) e oikos (casa, famiglia, clan, oltre che radice del termine economia, “amministrazione della casa”).
Il diffondersi di regimi oikocratici, sostiene Armao, conduce ad un nuovo tipo di totalitarismo combinante la distopia orwelliana e quella huxleiana. Se il primo modello pare prevalere nei regimi più esplicitamente autoritari, il secondo contraddistingue quei modelli che si presentano formalmente più democratici. In entrambi i casi, sostiene lo studioso, si è di fronte ad un’analoga matrice clanica.
Nel passaggio dall’assolutismo monarchico al parlamentarismo liberal-democratico, la politica si è trasformata di pari passo con l’affermarsi di un’economia di mercato nelle sue espressioni commerciali, industriali e finanziarie. È con i processi di globalizzazione e con il trionfo dell’ideologia neoliberale che si è rivelata l’entrata in crisi della tradizionale diarchia tra stato e capitalismo.
Secondo lo studioso è con il 1989 che si determina una «frattura epocale, il punto di arrivo di una sequenza di crisi che produce una grande trasformazione degli spazi sociali tradizionali, frattura destinata a generare una trama sempre più complessa di attori provenienti dalle società politiche, economiche e civili (secondo il paradigma adottato della società triadica) che interagiscono tra di loro, dal territorio al web, innescando un’accelerazione senza precedenti (un vortice) nei processi di globalizzazione; tale, oltretutto, da rendere sempre più permeabili i confini dei rispettivi ambiti.» (p. 13)
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