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Tavole sumere vs Bibbia: alla scoperta di antiche credenze e contrasti | Iridediluce
I paralleli. Sono quelli che in modo analitico mettono in risalto le differenze tra versioni, in senso lato, di verità che prese singolarmente sembrano fatti scolpiti nella roccia. O nelle tavolette di terracotta, come in questo caso; sul blog IrideDiLuce le versioni di stessi eventi emersi tra la Bibbia e il punto di vista sumero.
Il Pantheon degli Dei sumero
La civiltà sumera aveva un ricco pantheon di divinità che svolgevano ruoli significativi nella mitologia e nella vita quotidiana. Il sistema di credenze politeistiche dei Sumeri ruotava attorno a molteplici divinità, ognuna con i propri poteri e responsabilità divine.
Tra le divinità più importanti figuravano An, il dio dei cieli, Enlil, il dio dei venti e delle tempeste, e Inanna, la dea dell’amore e della guerra. Queste divinità erano adorate e venerate attraverso rituali, preghiere e offerte di sacrifici, profondamente radicati nella cultura sumera.Il monoteismo nella Bibbia
A differenza del pantheon sumero, la Bibbia presenta un sistema di credenze monoteistiche, incentrato su un’unica divinità onnipotente. Il monoteismo ebraico, così come descritto nella Bibbia, ruota attorno al culto di Yahweh, un Dio onnipotente che ha creato il mondo e ne governa gli affari. Il concetto di monoteismo nella Bibbia la distingue dalle credenze e dalle pratiche politeistiche di antiche civiltà come i Sumeri. La Bibbia sottolinea il rapporto esclusivo tra Dio e l’umanità, delineando principi morali ed etici per una vita retta. Leggi il seguito di questo post »
IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE | THE COMPLETE ENOCHIAN DICTIONARY
Dal blog di Marco Moretti una recensione fulminante: il dizionario Enochiano. Cos’è? A cosa serve?
Sinossi: Nel 1581, il dottor John Dee, un consigliere alla corte della regina Elisabetta I, iniziò una serie di esperimenti volti a esplorare la capacità di contattare il mondo degli spiriti. Con Edward Kelley che fungeva da medium in questi esperimenti, Dee è stato in grado di registrare queste comunicazioni mentre venivano trasmesse in Enochiano, il linguaggio degli angeli. Donald Laycock ha analizzato a fondo il lavoro di Dee e Kelley. In questo volume racconta la storia dei loro esperimenti. Il resto del lavoro consiste in una guida alla pronuncia delle ventuno lettere, significative per districare sia il significato che la derivazione dei messaggi tramandati da Dee e Kelley, e un dizionario di base Enochiano-Inglese/Inglese-Enochiano. Il risultato è un’affascinante storia di mistero linguistico e magico, parte integrante di qualsiasi studio sulla tradizione enochiana. La lucida prefazione di Stephen Skinner definisce il tono e il contesto storico per i lettori di oggi.
Quello che segue è un breve estratto dalla rece di Moretti:
Non mi risulta che quest’opera meritoria e interessantissima sia mai stata tradotta in lingua italiana. Potrei anche decidere di occuparmene di persona, informandomi sulle questioni legali relative alle traduzioni e ai diritti d’autore. Nella sua prefazione, Skinner ci fa una lunga cronistoria, che fa dal Conte Dracula a Elizabeth Bathory, da Rabbi Loew col suo Golem plasmato nel Ghetto di Praga ai Rosacroce. Si accenna anche al Nuovo Mondo e alla riforma del Calendario Giuliano. Vengono citati esempi di un supposto “Enochiano primitivo”, in contrasto a quello pienamente compiuto. Dee è considerato uno studioso che perpetuò la tradizione di Ermete Trismegisto e che tentò di cristianizzare la Cabala. Poco di tutto ciò è a mio avviso degno di essere considerato un gioiello. Sono molto più interessato agli aspetti meramente linguistici, come fonologia, vocabolario, grammatica e semantica, piuttosto che a quelli cabalistici. Trovo oziosi i giochetti criptici e numerici, che non hanno molta attinenza con l’oggetto della mia passione.
La natura della lingua Enochiana: Cos’è ora della fine l’Enochiano? La domanda di Laycock e dei suoi collaboratori è anche la mia. La si può riassumere in questo estratto del paragrafo “Angelic language or mortal folly?”:
“Le lingue vanno e vengono. Qualcosa come settemila lingue naturali sono attestate, in una forma o in un’altra, fin dall’inizio della storia registrata; almeno un migliaio di altre lingue sono state inventate dagli esseri umani, per scopi che vanno dalla magia alla comunicazione extraterrestre. Ma nessuna lingua ha una storia più strana di quella della lingua Enochiana documentata in questo dizionario. Forse la cosa più strana di tutte è che noi ancora non sappiamo se è una lingua naturale o se è una lingua inventata – oppure se è, forse, la lingua degli Angeli, come i suoi originatori credettero. In questa introduzione, i dati sono presentati perché il lettore prenda una decisione.”
Nel corso di anni di studio, mi sono convinto che l’Enochiano sia una lingua naturale, anche se con ogni probabilità non appartenente a questo piano di realtà, al pari delle lingue che hanno generato i nomi riportati negli scritti degli antichi Gnostici e le iscrizioni nella misteriosa lingua Sethiana, su cui ho avuto occasione di pubblicare un sintetico trattatello.
Quello che a noi può apparire stravagante, abnorme e artificioso, altrove deve essere quotidiano e del tutto naturale. Anzi, deve essere il modo più ovvio e lineare con cui gli intelletti vedono l’Universo. Già avanzavo simili argomentazioni in un mio contributo di qualche anno fa, intitolato Perché la lingua Enochiana è nostratica?

