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Carmilla on line | Non è ver che sia lo spettro
Su CarmillaOnLine la recensione di Franco Pezzini a Spettri familiari. Letteratura e metapsichica nel secondo Novecento italiano, di Fabio Camilletti.
Un Paese che ha visto – come altri d’Occidente, va detto, ma con connotazioni molto particolari – il rapporto tra modernità (boom economico, con scienza e tecnologia relativi) e spettri scandito in base al loro rapporto con le agenzie di certezza pubbliche, Chiesa cattolica e magistero Pci: e quanto negli anni Sessanta, per il loro controllo incrociato, era rimasto sotto il pelo di una pubblica attenzione se non a opera di eccezionali eccentrici (si pensi a Buzzati, a Fellini) nei Settanta esploderà a fenomeno di massa come Grande Revival magico per conoscere una contrazione, come altre utopie, all’alba del decennio successivo.
Anche Spettri familiari parla a un certo punto del Segno del comando, e inevitabilmente: laddove affronta l’opera di un autore che deve ben aver ispirato gli sceneggiatori, Giorgio Vigolo, con le sue storie – in particolare Le notti romane, 1960 – su una “Roma fuor di sesto” (come s’intitola il cap. 3). Storie di time-slip, che dal capezzale di Ernesto de Martino intento a offrire alla giornalista ventiseienne Fausta Leoni un’ultima intervista, sconcertante, sul rapporto tra tempo e paranormale (1965), tra speculazioni parascientifiche e letterarie in tema di “compresenza dei tempi”, si dipana a constatare come in Roma le diverse epoche coabitino e si compenetrino rivelando pieghe paradossali. Ciò che nello sceneggiato emergeva non solo dalla vertigine temporale di un minuetto di reincarnazioni, ma dall’effetto straniante di chiavi diverse della trama, compenetrate a forza durante la lavorazione (a un’originaria soluzione razionalista se n’era sovrascritta una sovrannaturalistica, senza che l’una cancellasse in toto le tracce dell’altra, a perdere lo spettatore almeno quanto l’attonito protagonista Forster): ma insieme “un tempo finito improvvisamente ‘fuor di sesto’, soggetto a un ‘andamento a singhiozzo’: un fenomeno che investe la sfera intra-diegetica quanto quella extra-diegetica, finendo per riverberarsi sull’atmosfera stessa del set”. Con il teatro di una città dei morti come Purgatorio a-teologico, a richiamare quell’aldilà popolare che di cattolico presenta solo alcuni elementi ma assomiglia maggiormente a un Ade pagano.
Cesare Lombroso. Per tutta la vita | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la recensione a Cesare Lombroso. Per tutta la vita, romanzo di Maico Morellini che corre lungo il filo della Storia, della biografia e della fantasia tipicamente fantastica. Un estratto dalla rece:
Innanzi tutto diciamo che i romanzi pubblicati per questa collana prevedono una rivisitazione fantasiosa della vita di personaggi storici. Il nostro autore ha quindi magistralmente giocato, tra finzione e realtà, con la vita del celebre criminologo italiano. Partendo da verità biografiche e da personaggi che hanno davvero fatto parte dell’esistenza del protagonista, Morellini ci racconta come potrebbe essere nato in Lombroso il tarlo scientifico che caratterizzerò i suoi studi, quelli che appunto furono la sua personale ricerca… per tutta la vita!
Non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme: questo autore ha nuovamente dimostrato di essere uno scrittore bravissimo. La sua prosa è fluida e armonica e scrivere bene è la sua qualità maggiore. Ci sa proprio fare con le parole, tanto che potrebbe rendere interessante qualsiasi cosa. Ma per di più con questo romanzo breve ci dona una storia intrigante che tiene incollati fino alla fine.
Watson Edizioni presenta “Cesare Lombroso. Per tutta la vita” | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di Cesare Lombroso. Per tutta la vita, racconto di Maico Morellini in uscita per Watson Edizioni che va ad arricchire la collana “Ritratti” dedicata alla vita di personaggi storici raccontata da un punto di vista alternativo, bizzarro o inquietante. La quarta:
Un giovane Cesare Lombroso, per dimenticare le pene d’amore, fugge a Vienna dove conosce il barone Karl Von Rokitansky, anatomopatologo dai talenti eccezionali e dal grande carisma. Ben presto Lombroso diventa il pupillo del barone e una mattina Rokitansky chiede a Cesare e a i suoi due compagni di corso, Philippe e Marcus, di accompagnarlo per una misteriosa escursione. Durante il viaggio in carrozza verso le miniere di Hinterbrül, Rokitansky rivela che durante gli scavi i minatori hanno portato alla luce un complesso sotterraneo di tunnel. Si tratta di una serie di gallerie molto antiche, scavate artificialmente, che sembrano precedenti la storia secolare di Hinterbrül. L’obiettivo dell’escursione è quello di esplorare una parte dei cunicoli che, dice il barone, nascondono ritrovamenti interessanti.


