HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Assembler
Il codice delle missioni Apollo è open source | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la notizia del codice scritto in Assembler, che ha portato l’Apollo11 sulla Luna, diventato di pubblico dominio. Per chi non ha mai scritto codice è una notizia di secondo piano, probabilmente non se ne riesce a cogliere la portata da archeoinformatica, eppure attraverso quelle righe dalla sintassi particolare esiste una logica e una empatia davvero unica, di un tipo ben noto ai programmatori. Un estratto dell’articolo:
Sta tutto in file zip di circa 178 kB (2,2 MB decompresso) il codice della missione Apollo 11, la prima che portò un equipaggio umano sulla Luna il 20 luglio 1969. Curiosamente 178 kB pesa l’immagine, di pubblico dominio distribuita dalla NASA nel pubblico dominio, che mostra la capo progettista di quel software, Margaret H. Hamilton, all’opera.
I sorgenti dell’Apollo 11 Guidance Computer (AGC) sono disponbili su https://github.com/chrislgarry/Apollo-11. Si tratta del software che gestiva il Modulo Comando (Comanche055) e il Modulo Lunare (Luminary099). I file sono stati ottenuti dalla scansione degli originali cartacei custoditi al museo del MIT, eseguita da Paul Fjeld e organizzata da Deborah Douglas, depositati su Github da Chris Garry (https://github.com/chrislgarry). I sorgenti, rilasciati nel marzo 1969, portano la firma, tra gli altri, proprio della Hamilton, all’epoca a capo della Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory il cui grupp – come spiega il primo dei file CONTRACT_AND_APPROVALS.agc – ha realizzato i programmi su commessa della National Aeronautics and Space Administration, altrimenti detta NASA.
Questo software era orientato al controllo diretto dell’hardware. Il linguaggio con il quale fu sviluppato era l’Assembly, un linguaggio a “basso livello”, ossia più vicino alla gestione diretta della macchina. Scopo del software era gestire un hardware che avrebbe dovuto essere scagliato nello spazio e sul quale non si sarebbe potuti intervenire una volta partita la missione: le due parti che componevano l’Apollo 11, ossia il Modulo Comando e il Modulo Lunare erano dotate ciascuna di un AGC, che doveva funzionare anche senza l’assistenza degli astronauti.

