HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Maggio 18, 2012
Drowned
Il suono è decrescente, lascia andare via le ombre e ne addensa altre, uniformi, sterminate. Mi mischio a esse, e annego lì dentro.
Andato
Non c’è più nulla. Quello che c’era è evaporato, si è dissolto lungo le direttive neurali del sogno. Disabitato dentro, ovunque; emozioni rese eteree, trasparenti, inutili…
Snapshot
La catastrofe era annunciata. Definizioni iperreali provenienti da iati dimensionali ora contigui sembrano istantanee infinite, posate sullo svolgersi dell’orizzonte.
Tritato
Divagazioni della mia psiche in ordine dimensionale, piccole estensioni di un nulla disgregante che sembrano lame monomolecolari, che sminuzzano il mio umore.
“Cyberfilosofia” di Jean Baudrillard « N I G R I C A N T E
Articolo corposo, quello proposto da Michele “Dottore in Niente” Nigro, che ruota attorno alla figura di Jean Baudrillard. Un discorso complesso che fa del postmoderno il suo fulcro e che risalta nel seguente passaggio:
Ma è nel primo capitolo – “Tre ordini di simulacri” – che Baudrillard lancia le sfide più interessanti all’indirizzo del mondo fantascientifico. Esiste ancora una relazione tra l’immaginario e le nuove esigenze della science-fiction? Baudrillard non ha dubbi in merito: “… il buon vecchio immaginario della science-fiction è morto, e qualcosa d’altro, che non è più science-fiction, sta nascendo.” Una frase laconica che potrebbe mandare nel panico i puristi del genere e che invece costituisce una traccia affascinante per quei nuovi protagonisti della letteratura fantascientifica che amano indagare andando oltre i confini imposti da una definizione che sembrerebbe non prevedere contaminazioni (fra i pionieri di questo nuovo modo di reinventare la fantascienza, in Italia, sicuramente sono da annoverare i Connettivisti). Baudrillard afferma che in un mondo come quello attuale, in cui il modello, grazie alla simulazione, ha superato il reale diventando esso stesso un’anticipazione del reale, non c’è più spazio per “anticipazioni finzionali” e quindi per una trascendenza immaginaria. Per dirla in parole povere: la fantascienza, se vuole sopravvivere deve “morire”, orientarsi verso nuovi obiettivi, diluendosi in essi.
Direi che c’è molto da leggere e capire, introiettare, nel post segnalato…

