HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Maggio 5, 2012
La via secca onirica
Ricordo un sogno, paesaggi decuplicati con le stesse fattezze della sua base minima; lo ricordo insieme al brumoso di quelle giornate oniriche, alla definitiva sensazione di via nascosta nella matematica e quindi nel tutto che non è conoscibile da chi imbocca soltanto la via secca.
∂| FantasyMagazine | Symposium
Su FantasyMagazine.it la segnalazione si Symposium, esperimento letterario capitanato da Alexia Bianchini (molti la ricorderanno in numerose pubblicazioni EDS) in cui un manipolo di altri scrittori completa un’antologia Fantastica. Tra gli invitati, Maurizio “Scarweld” Landini.
Ecco i racconti presenti nell’opera: Le figlie dell’arca di Samantha Baldin (fantascienza, post apocalittico), Tagli netti sulla nuda pelle di Alexia Bianchini (fantasy, dark weird), Deterso nella brace delle mie dita di Maurizio Landini (fantascienza militare), Polvere di Nicola D’Onofrio (fantasy classico), Anche gli orchi piangono di Stefano Sacchini (fantasy demenziale), Genetrix di Gaetana Fiorella (fantascienza cyberpunk), Libertus di Serena Barbacetto (fantascienza, time travel), Stavros di Anna Grieco (fantasy mitologico), Servo della luna di Sabrina Rizzo (fantasy, licantropi), Filakismeno soma di Claudio Cordella (fantascienza, post umani).
Istituito un gruppo segreto su Facebook, sono stati dati termini e condizioni per partecipare. Oltre alla lunghezza del testo, è stato fatto in modo che nessun racconto si accavallasse, se non per minimi particolari, imponendo un identico incipit per tutti: “Lungo la strada…“. Postato poi il racconto nel gruppo Facebook era possibile ricevere un feed back in tempo reale da parte degli altri partecipanti al progetto.
RICERCA, INDIVIDUAZIONE, SUONO, PAROLA – PostPopuli
Riporto integralmente questo post di Giovanni “Kosmos” Agnoloni preso dal blog multiautoriale PostPopuli, con cu Kosmos collabora. È breve, ma significativo, e intensamente connettivo.
L’arte è una ricerca. E la ricerca è un’arte. La chiave è l’individuazione. Nella psicologia junghiana questo è un processo/percorso che porta alla graduale messa a fuoco del nucleo dell’identità, il Sé, mediante la progressiva presa di coscienza degli aspetti di Ombra che ci impediscono di lasciarla emergere.
In altre parole, la questione è: liberarsi dell’Ego, delle maschere/proiezioni/false credenze che non ci dicono nulla su chi siamo (e cosa possiamo fare) veramente. Questo è il livello al quale si prende coscienza della ferita dell’anima: momento cruciale in ogni percorso creativo, per sciogliere le energie bloccate e farle confluire in un’esperienza costruttiva e per sua natura, e quasi paradossalmente, tanto centrata sul profondo di se stessi quanto aperta all’Altro.
Chi si dedica a un’attività artistica, di qualunque tipo, svolge bene il suo compito se traduce immediatamente i “grumi dell’essere” in suoni e parole. In questo senso, l’opera di un musicista e quella di uno scrittore seguono “logiche” simili. Ogni parola (in ogni lingua) ha una sua nota specifica, che deriva dalla sua radice semantica. Così, ogni nota in quanto espressa in un certo momento e con un certo timbro, veicola uno specifico stato d’animo, ovvero una vibrazione.
Cogliere la parola/nota “giusta” significa calarsi in una zona del proprio essere molto calma e silenziosa, nonostante il trambusto che la può sconvolgere: e lo è nella misura in cui i significati, ovvero le vibrazioni nette, pure, senza compromessi, sono chiare al di là di ogni possibile confusione. Significa, dunque, fare un’opera di profonda onestà con se stessi e dirsi le cose come stanno, raccogliendo un messaggio di cui, in definitiva, non siamo autori, ma tramiti.
Le note, il suono e la parola ne deriveranno automaticamente, e avranno il sapore (e l’efficacia) di un messaggio inequivocabile.
Fragment Spread – Beast Asleep
Ogni sensazione si ripercuote nel vuoto magmatico in cui ogni energia affoga, viene permeata: guardando attentamente, ne trovi le tracce.
No Heaven – Sur une mer en colère il sortit des Abysses 2010
Ho lasciato tutto nell’interiore. Le zaffate sonore sono soltanto interazioni di iterazioni ectoplasmiche oscure.


