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Il mutaforma del magma
Quel magma dentro è il mutaforma dei pensieri in desideri, delle costrizioni in volontà; ogni tua emanazione è caos brillante d’un solo comando: complessità nell’ovunque, incoerenza nella coerenza, simbiosi nella confusione.
Torna comodo il trasformare le esistenze quando il ritorno è un’opzione, il perseverare una strana perversione: quel magma sei tu, nel continuo dipartire delle continuità.
Persefone e Demetra
La madre imperversa mentre pieghi i tuoi schemi alle sue memorie: sei l’ossessione dei suoi tormenti, percorri il tuo viatico che è il suo, intimamente legate perché altro non può esistere.
Il punto di origine del delirio
La tempesta intorno quando dentro la tormenta, distruzione e il vento che strappa irrompe dalla depressione interiore, anticipa il cambio di fronte, molesta l’enorme glassa nera dell’abisso che ha bevuto fino in fondo: Lei lì imponente, immensa, il punto di origine del caos, la forma trascendente del delirio.
Le vie e le astrazioni
Il tema del ritorno, mi dici. Il tema del ritorno in un ambito diverso, ti controbatto. Il tema di un diverso ritorno attraverso la propria sensibilità, rimandi…
Ed è un continuo rispondere e rilanciare, senza fine, e lì in quel turbinio di eventi cause e supposizioni, di considerazioni, che lasci andare la tua natura e la rendi arte, mostrando il percorso fisico e l’astrazione dei tuoi tormenti.
Persefone, lei parla
Io sono estranea a me stessa, entro e rientro in me uscendone diversa, per ritrovarmi differente, per mostrarmi all’universo interiore sempre nuova – intensa per cosa, abbagliante per chi?
Catabasi e anabasi da e verso me: le scelte sono illusioni, chi governa è il mio stesso senso del mutare rimanendo me stessa.
Tra Demetra e Persefone
Nei ricordi incastonati di atti riflessi e cristalli vitali, io Demetra in Persefone fondo calderoni nell’ombra delle tue esperienze e viaggi, fuori e dentro le vibrazioni del flusso filiale: madre figlia e altro, tutto insieme, sei.
La diserzione
Il turnare degli eventi alterna luci e ombre, un gioco di specchi un delirio d’umore per ritrovarsi in dispair e gettarsi tra le onde: sopravvivi al tuo nuovo stato d’instabilità? Ombre e luci ti cercano nel sonno sogno e reale delle illusioni lucide in fuga, ma quale diserzione ti è davvero possibile?
Apri la visuale
Nel sentiero che stai scoprendo a ritroso, i lamenti divengono evanescenti movimenti intorno, sopra, accanto ai tuoi percettivi: hai accettato le tenebre, poi sei dovuta mutare perché quella la tua natura, quello il tuo senso a incastro.


