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Pubblicato: 18 Maggio 2012 da morfea in Uncategorized
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il nome si trascina e si perde negli interstizi,
fra una mattonella e l’altra

diseguale, sconcio
come una spallina giù e la carne esposta rosa

 

ed è nel tacere che gratto con il labbro il tuo sapore,

una succursale di dolore che mi segue curva dopo curva a capo chino, nell’amore di sale

che torna a possedermi dagli occhi

commenti
  1. Avatar di llmezzanottell llmezzanottell ha detto:

    Molto bello il richiamo del possesso fotografato dall’occhio, altresì interessante quel movimento quasi di diavolo- fantasma-entità non meglio precisata che sale dal basso. Avrei evitato forse la scena della spallina in giù, per renderla forse più mistica e potente. Ma scorre, e scorre bene :*

  2. Avatar di O O ha detto:

    “una succursale di dolore che mi segue curva dopo curva a capo chino, nell’amore di sale”…che è successo qui? ti è scappato il piede sull’acceleratore!!!

  3. Avatar di intarsiodiversi intarsiodiversi ha detto:

    mi fai venire in mente il dolore dell’attesa, che qualcosa di buono possa davvero succedere in questo mondo di “successo”, ma in realtà non regala nulla.

  4. Avatar di sericamente sericamente ha detto:

    più essenziale di altre tue, evocativa, più che ad un demone mi fa pensare ad un fantasma, che vaga negli spazi della poesia e tuoi

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