La vedo, scende al fiume ogni giorno
per ritrovare stralci d'uomo o ceneri
di una cremazione
come se la corrente avesse
indizi o un ordine emesso dal cielo, una secca alla gola
mai così benvenuta se corrisponda
al ritiro delle acque
Ma l’autunno impasta di nebbia e piogge la restituzione. E lei
gira su una giostra di burattini a fili assenti
s’attende incroci, miniature
ponti che da vicino sembrano bocche di giganti in tutto quel masticare
indifferenza
Un salto lungo, per esempio
scempio che scuce i canali verso la risaia
come fa
il corpo
forse
avendo perso la via maestra
cerca un mulino, un posto che somigli ad una casa, sepolcro
o vicinanza di una finestra che vede sempre il fiume
Lo vede come quando
vedesti me, per le fotografie e
si scherzava: – togliti il cappello anche se non sei tenuto, ma
sarebbe meglio davanti a un signora vestita
di rosso-