Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Tredici modi per guardare un merlo di Wallace Stevens

Pubblicato: 30 marzo 2026 da almerighi in Uncategorized
Wallace Stevens (Reading, 2 ottobre 1879 – Hartford, 2 agosto 1955) è stato un poeta statunitense.

1

Tra venti colline innevate,
l’unica cosa che si muoveva
era l’occhio di un merlo.

2

Avevo tre opinioni,
come un albero
in cui ci sono tre merli.

 
 
 

3

Il merlo volteggiava nel vento autunnale.
Aveva un ruolo molto breve nella pantomima.

4

Un uomo e una donna
sono una cosa sola.
Un uomo, una donna e un merlo
sono una cosa sola.

5

Non so se preferisco
la bellezza delle inflessioni
o la bellezza delle insinuazioni,
se il nido fischia
o dopo.

6

Il ghiaccio ricopriva il vetro della finestra
di barbari vetri.
L’ombra del merlo
lo attraversava da una parte all’altra.
La fantasia tracciava
nell’ombra
una causa indecifrabile .

7

Oh, uomini magri di Haddam,
perché immaginate uccelli dorati?
Non vedete come il merlo
cammina tra i piedi
delle donne che vi circondano?

8

Conosco accenti nobili
e ritmi inevitabilmente lucidi;
ma so anche
che il merlo è complicato
in ciò che so.

9

Quando il merlo scomparve dalla vista,
indicò il confine
di un cerchio tra molti altri.

10

Vedendo i merli
volare nella luce verde,
perfino i ciarlatani dell’eufonia
avrebbero gridato forte.

11

Stava viaggiando attraverso il Connecticut
in un’auto con i vetri.
Una volta, fu sopraffatto dalla paura,
avendo scambiato
l’ombra del suo bagaglio
per quella di un merlo.

12

Il fiume è in movimento.
Il merlo deve volare.

13

L’intero pomeriggio fu come notte.
Nevicava
e avrebbe continuato a nevicare.
Il merlo era appollaiato
sul ramo di cedro.

*

 

Domenica Cinema: El diario (Il diario) – Spagna 2024

Pubblicato: 22 marzo 2026 da almerighi in Uncategorized
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El diario (2024) è un film spagnolo intenso e introspettivo, è indubbio che i cineasti spagnoli abbiano imparato a fare buon cinema noir come facevamo noi negli anni Settanta. Dopo il divorzio, Olga si trasferisce con la figlia Vera in una nuova città. Nella soffitta della casa in cui traslocano, la donna trova il diario di un assassino che, lungi dall’essere legato al passato, continua a essere redatto, mettendo in pericolo la sua vita e quella di tutti coloro che la circondano. Fin dalle prime scene si respira un’atmosfera carica di tensione emotiva. Il racconto procede con un ritmo lento ma costante. Questo permette allo spettatore di entrare nella psicologia dei personaggi. I temi della memoria, della colpa e dell’identità sono centrali, il tutto diretto con uno stile sobrio e senza eccessi. Ottima la fotografia. Altrettanto ottima la regia di Emma Bertran e Alba Gil. El diario non è un film per tutti, ma la visione vi lascerà soddisfatti. Ve lo consiglio.

Domenica Cinema: Agnus Dei (2016) di Anne Fontaine

Pubblicato: 8 marzo 2026 da almerighi in Uncategorized
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Ho ripescato un film bellissimo del 2016, da vedere assolutamente per chi non lo conosca. Agnus Dei, diretto da Anne Fontaine, è un dramma storico ambientato nella Polonia del dopoguerra nel 1945. Il film racconta la storia di una giovane dottoressa della Croce Rossa francese, interpretata da Lou de Laâge, che viene chiamata ad aiutare alcune suore benedettine rimaste incinte dopo le violenze subite da soldati sovietici. Nel convento, la protagonista si trova a confrontarsi con un mondo dominato da fede, segreti e senso di colpa. La regia di Anne Fontaine è misurata con immagini fredde e silenziose che riflettono perfettamente l’atmosfera del convento e il trauma delle suore. Il film evita il sensazionalismo: la tragedia è raccontata con grande delicatezza e umanità. Il cuore della storia è il conflitto tra fede e realtàtra dogma religioso e necessità di sopravvivere. Le interpretazioni sono molto intense, in particolare quella di Agata Kulesza nel ruolo della madre superiora, che incarna perfettamente la rigidità e il tormento morale del personaggio. Questo è anche il mio omaggio a tutte le donne nella giornata triste dell’Otto Marzo.

Domenica Cinema: Un crimine imperfetto di Franck Dubosc

Pubblicato: 15 febbraio 2026 da almerighi in Uncategorized
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Un Crimine Imperfetto, film diretto da Franck Dubosc, è ambientato in un remoto villaggio del Giura, dove Michel Cathy (Franck Dubosc e Laure Calamy) tirano avanti vendendo abeti di Natale. Con il figlio dodicenne Doudou, ragazzino con difficoltà, vivono in una vecchia fattoria tra montagne innevate, conti in rosso e sogni ormai sbiaditi. La loro coppia è allo stremo: troppe rate da pagare, troppe delusioni e un inverno che sembra non finire mai.
Una sera sulla strada del ritorno, Michel inchioda di colpo per evitare quello che sembra un orso sulla carreggiata. La manovra azzardata lo fa schiantare contro un’auto sul ciglio della strada, i cui passeggeri a bordo muoiono sul colpo. Preso dal panico, Michel chiama Cathy. Dopo un breve, gelido silenzio, decidono insieme di nascondere tutto. Mentre cercano di far sparire i corpi, nel bagagliaio dell’auto incidentata scoprono una borsa con oltre due milioni di euro in contanti. Quello che inizialmente sembra un miracolo natalizio si trasforma in un incubo a occhi aperti, innescando una serie di eventi caotici e assurdi… un film molto divertente per gli amanti della commedia noir, da vedere.

C’era una volta un povero boscaiolo e una povera boscaiola … Inizia così, come una fiaba antica, il commovente e toccante gioiello cinematografico diretto dal premio Oscar Michel Hazanavicious che prende spunto dalla tradizione favolistica mitteleuropea per raccontare l’Olocausto e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah attraverso una storia di umanità e amore narrata magistralmente (nella versione originale) dall’attore Jean-Louis Trintignant, qui nella sua ultima interpretazione. E’ uscito in Italia con inspiegabile ritardo, e solo come evento cinematografico dal 26 al 28 gennaio in occasione della Giornata della Memoria, questo primo film di animazione di Michael Hazanavicius Il dono più prezioso tratto dal romanzo del 2019 di Jean-Claude Grumberg e presentato al Festival di Cannes nel 2024. Un povero boscaiolo e la moglie che non possono avere figli. La loro monotona esistenza è attraversata da minacciosi treni che sbuffano fumo nero, contaminando il candore delle distese di neve che circondano la loro povera dimora nel bosco. Sono treni che trasportano merci sconosciute verso destinazioni sconosciute. La moglie prega che dai treni possa cadere qualcosa che serva loro a sfamarsi e coprirsi. Ed ecco che un giorno trova nella neve un piccolo fagotto: al suo interno c’è una bambina, avvolta in una coperta bellissima e preziosa. La bambina è stata lanciata da uno di quei  treni che attraversano il candido paesaggio. Le loro “merci” (le marchandises del titolo originale) sono i prigionieri destinati al campo di sterminio di Auschwitz. Un padre ha compiuto un atto estremo nel disperato tentativo di salvare almeno uno dei due figli, gettandolo dal treno. Molti anni dopo il padre naturale della bambina, ormai anziano medico e unico sopravvissuto della famiglia sterminata ad Auschwitz, incrocerà per caso il cammino della figlia, trovando consolazione nell’apprendere che si è salvata ed è cresciuta circondata dall’affetto. La colonna sonora è magnifica e il film assolutamente da vedere.

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Domenica Cinema: Hedda di Nia Da Costa (2025)

Pubblicato: 25 gennaio 2026 da almerighi in Uncategorized
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Hedda, diretto e adattato da Nia Da Costa e interpretato da Tessa Thompson, è una rivisitazione moderna e audace del classico Hedda Gabler di Henrik Ibsen. Il film, uscito quest’anno, sposta l’azione in Inghilterra negli anni ’50, trasformando la protagonista in una donna queer e birazziale alle prese con desideri repressi, manipolazioni e tensioni durante un party notturno intenso e carico di emozioni. Detto ciò, l’accoglienza non è stata univoca: alcuni critici e spettatori apprezzano il tono visivo ricco, la riscrittura coraggiosa e la modernizzazione dei temi femministi, queer e di classe; altri ne criticano ritmo irregolare, scelte stilistiche divisive o una narrativa che può risultare meno coinvolgente rispetto all’opera di Ibsen. In sintesi, Hedda è un film artisticamente ambizioso e provocatorio, che vive soprattutto grazie alle interpretazioni degli attori e alla sua reinterpretazione audace di un classico, ma che potrebbe risultare deludente per chi si aspetta una narrazione più lineare o fedele all’opera teatrale. Ho trovato l’interpretazione di Nina Hoss nel ruolo di Eileen molto più convincente di quella di Tessa Thompson nel ruolo di Hedda Gabler. L’ho visto questa settimana, e mi ha lasciato qualche perplessità …

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Domenica Cinema: I giorni contati di Elio Petri (1962)

Pubblicato: 18 gennaio 2026 da almerighi in Uncategorized
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Uscito nel 1962, I giorni contati di Elio Petri racconta la crisi esistenziale di un idraulico romano, interpretato da quel grandissimo attore che fu Salvo Randone.
Un incontro casuale con la morte, durante un viaggio in autobus, spinge il protagonista a mettere in discussione la propria vita. Petri costruisce un ritratto amaro dell’alienazione quotidiana nella società urbana. Roma diventa spazio freddo e opprimente.
Il ritmo è sobrio, quasi dimesso, coerente con il tormento interiore del personaggio.
Il film riflette sul lavoro come prigione e sulla paura del tempo che scorre. La ricerca di libertà del protagonista appare sincera ma destinata al fallimento. Petri evita facili sentimentalismi e mantiene uno sguardo lucido. La sceneggiatura è essenziale, ma carica di significato. La regia privilegia i silenzi e i gesti quotidiani in una sorta di neo realismo spostato negli ultimi anni del miracolo italiano. I giorni contati resta un’opera poco nota ma molto attuale. Un film che invita a interrogarsi sul senso della propria esistenza. Ve ne consiglio la visione è facile da trovare, anche in edizione integrale, su youtube.

Antonio, l’indimenticabile Barman, ha amato tanto la buona musica e ogni anno ci rammentava i migliori dischi dell’anno precedente appena terminato, per questo lo ricordo con affetto e continuo indegnamente la sua opera. Oggi il miglior disco straniero del 2025 appena terminato. Mercado 48 segna il ritorno di Daniel Knox dopo alcuni anni, con un album registrato in un piccolo spazio a Porto, dove si percepiscono persino i rumori della strada sullo sfondo. Daniel Knox, già noto per il suo stile che miscela baroque pop, chanson malinconica e jazz notturno, qui approfondisce il suo linguaggio espressivo e lo fa alla grande. Negli arrangiamenti l’album alterna piano minimale, sax, synth e arrangiamenti delicati: le tracce come Worst of All Worlds e Don’t Fucking Move mostrano un equilibrio tra teatralità e desolazione in un itinerario di emozioni contrastanti.  La voce , così calda,  ricorda a tratti Nick Cave e un Tom Waits meno rauco. Mercado 48 è  capace di fondere stile narrativo con una maggiore maturità emotivarappresentando sia un punto di arrivo nella sua discografia sia un ottimo punto d’ingresso per chi lo scopre per la prima volta, a parer mio il miglior disco straniero del 2025.

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Disco straniero del 2025 : Mercado 48 di Daniel Knox (con un caro ricordo di Antonio Bianchetti)

Antonio, l’indimenticabile Barman, ha amato tanto la buona musica e ogni anno ci rammentava i migliori dischi dell’anno precedente appena terminato, per questo lo ricordo con affetto e continuo indegnamente la sua opera. Oggi il miglior disco italiano del 2025. Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone è un’opera intensa e contemplativa che va oltre il concetto di semplice album: un progetto audiovisivo di 17 tracce che fonde cantautorato, orchestrazioni e frammenti sonori in un flusso continuo di luci, ombre e memoria. Il disco esplora pensieri, dubbi e ricordi con arrangiamenti che oscillano tra psichedelia, elettronica e musica d’autore italiana, richiedendo all’ascoltatore dedizione e apertura emotiva. È un’esperienza immersiva e riflessiva più che un catalogo di singoli brani, capace di catturare con profondità e delicatezza. Un nuovo concetto di musica popolare italiana, per me disco italiano del 2025.

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Disco italiano 2025: Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone (in ricordo di Antonio Bianchetti)

Domenica Cinema: La trama fenicia di Wes Anderson (2025)

Pubblicato: 28 dicembre 2025 da almerighi in Uncategorized
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E ti ricordo ancora

Pubblicato: 26 dicembre 2025 da almerighi in Uncategorized
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Questo è davvero un gran film, intenso, drammatico, ficcante, tutto narrato in una notte. Diretto da Benjamin Caron e tratto dall’omonimo romanzo di Willy VlautinLa notte arriva sempre racconta la corsa disperata e contro il tempo di una donna, Lynette, per salvare la propria famiglia nell’arco di una sola, interminabile notte. Infatti, la protagonista assoluta è una straordinaria Vanessa Kirby, che offre una delle sue interpretazioni più intense e viscerali di sempre. La forza del film risiede soprattutto nell’intensità della storia della protagonista, determinata ma vulnerabile, attraverso la narrazione di una serie di incontri notturni sempre più disperati e ambigui. Non è un thriller classico, ma una prova ambiziosa che punta a denunciare precarietà, disuguaglianza e disperazione, sorretta da un’interpretazione forte e da una buona scrittura. Assolutamente da vedere.

Domenica cinema: La notte arriva sempre di Benjamin Caron (2025)

Domenica Cinema: I Peccatori di Ryan Coogler (2025)

Pubblicato: 14 dicembre 2025 da almerighi in Uncategorized
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“I Peccatori” segna un nuovo, audace capitolo nella filmografia di Ryan Coogler, che qui intreccia dramma, thriller e allegoria sociale con una precisione sorprendente.
Il film racconta la storia di un gruppo di individui legati da colpe diverse, costretti a confrontarsi con il proprio passato quando una misteriosa figura inizia a perseguitarli, ma ridurlo a un film di vampiri è troppo restrittivo.
Coogler costruisce un racconto corale intenso, in cui ogni personaggio incarna una sfumatura della colpa moderna.
La regia è ottima, capace di alternare momenti di grande tensione a scene più intime e riflessive. La colonna sonora è fantastica. La fotografia cupa, dominata da toni caldi e ombre profonde, amplifica il senso di inquietudine. Le interpretazioni del cast sono impeccabili, con una particolare menzione per il protagonista, che porta in scena una vulnerabilità autentica. Il ritmo è serrato ma non frenetico, permettendo alle emozioni di sedimentare. Il finale, aperto e provocatorio, invita alla discussione. Un film che colpisce e rimane nella memoria, insomma da vedere.

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Domenica Cinema: I Peccatori di Ryan Coogler (2025)

” L’ UNICO MARE”

Pubblicato: 4 dicembre 2025 da Villa Dominica Balbinot in Uncategorized

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