Stamattina mi sono alzata con un misticismo intatto. “I libri non ti danno la felicità però ti rimandano ai segreti di te stesso… quello che mi lascia proprio senza fiato sono i libri” (HH.JD.)
Le voci dei miei uomini sussurrano ad ogni risveglio. Dolci richiami o ferite sanguinanti.
Forse un giorno smetterò di cercare un padre col quale risanare ferite.
Forse un giorno non avrò più bisogno di mia madre e smetterò di essere figlia.
“La vita di un poeta non è che una lunga assenza: egli è altrove” “nel labirinto della sua ambienza”
(PB-MP), artefice benefico di ponti interrotti dove si incastrano architettura bizzarre e fantasiose e la poesia prende vita come una maledizione doc, ci sono spazi che esistono a prescindere da noi, luoghi abitati di emozioni e di pensieri che nessuno ci può togliere: l’assenza è questo spazio per eccellenza: l’assenza ci appartiene, incorporea compagna, viaggiatrice instancabile sul tempo lineare delle emozioni o sull’uroboro stagnante della solitudine
“Io non credo in quei poeti dalle cui menti, si dice, i versi prorompono già compiuti, come dee corazzate. Io so quanta vita interiore e quanto sangue rosso vivo ogni singolo verso genuino deve aver bevuto, prima di poter alzarsi in piedi e camminare da solo”, anche io lo so, caro Herman
Controllo la pancia per vedere se è abbastanza piatta per poter indossare pantaloni attillati e se il seno è abbastanza sodo per poter indossare una blusa scollata. La pancia non è mai abbastanza piatta e il seno mai abbastanza sodo ma indosso lo stesso pantaloni attillati e blusa scollata.
Cerco di svegliarmi bevendo caffè denso mentre leggo i versi densi di Jodo.
Tra un po’ anche lui morirà senza sapere quanto ha significato nella mia esistenza,
“…hai edificato i miei sogni
trapassando l’abisso fino a trasformarlo in torre,
terrazza senza corona dove il sole affonda
e mi obbliga a riceverlo
trasformato per sempre in luna.”
(Gondwana ha lunghi capelli biondi e occhi in cui si riflette il mare, lo sguardo assente e la mente persa ad inseguire dimensioni parallele in cui i sogni vivono di vita propria)
D’ora in poi sarò la montagna. Non farò più un passo verso nessuno. Non è poi tanto brutto stare con sé stessi e basta.
“La vita non è ciò che ci accade ma ciò che facciamo con quello che ci accade” (FV.)
Spesso mi sono addossata colpe che, col senno di poi, ho visto di non avere. Ci sono eventi che si ricreano senza portare da nessuna parte. Non ho più voglia di spiegarmi, non ho più voglia di capire,
non ho più voglia di amare. Dialoghi sterili in cui si parlano linguaggi diversi senza comprendersi, fughe vigliacche, emozioni abortite, freaks, ombre deformi, creature dell’id che creano mondi in cui proiettare la loro mostruosità.
(Marta pensava ad alta voce, spazzolandosi i lunghi capelli ribelli e perennemente scomposti.
Dopo la spazzolata il risultato non era gran che migliore.
La calura estiva la spossava e la rendeva più insofferente. Sentiva il sangue affluire tra le cosce con improvvisi sgorghi, come ferite che si aprivano e si chiudevano in continuazione, in quel momento odiava: un odio puro e scintillante che faceva scomparire con la sua luce i contorni di tutto ciò che la circondava.)
Invecchiare deve essere la nostra opra d’arte più riuscita. Così sostiene Hillman. Io ci sto provando.
Scruto tra i miei “vecchi” ogni atto coercitivo a cui solo l’età ti spinge. Una paura della morte e della solitudine che ti focalizza su un nodo di egoismo invadente e invasivo.
Non riesco ancora a capire se si perdono gli interessi o se la necessità di vivere sopraffà tutto il resto.
Carico di sogni anche la vecchiaia. Cerco di depositare nello sguardo ogni emozione da rileggere tutte le volte che mi sentirò già morta.
Confesso che ho vissuto, confesso che ho vissuto confesso che ho vissuto
Mi risuona nella testa questo verso di Pablo, non è facile confessare di aver vissuto. Di aver preteso la vita e combattuto per averla.
Frattali di sentimento
cenere inquieta,
polvere di Cantor
infinite volte scissa.
“Un frattale è una figura geometrica in cui un motivo identico si ripete su scala continuamente ridotta.
Questo significa che ingrandendo la figura si otterranno forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivelerà nuovi dettagli. Contrariamente a ogni altra figura geometrica, un frattale invece di perdere dettaglio quando è ingrandito, si arricchisce di nuovi particolari.”(EP.)
L’onda magnetica della malinconia si impiglia arrestandosi tra le onde di Einaudi
(Giacomo, quando completerai il tuo alfabeto e la smetterei di salire sugli alberi per essere Cosimo, il barone rampante? La mamma di Giacomo guardava con apprensione il figlio così abitato dal bambino interiore e così adulto. " E’ necessario restare bambini pur essendo divenuti adulti"….
E’ necessario recuperare la spontaneità, la creatività, la fantasia per equilibrare un mondo adulto spesso svuotato,in cui viene a mancare l’entusiasmo, in cui non si sa godere del qui ed ora”)
“un migliore amico dovrebbe almeno essere una persona con cui vai a bere fuori, con cui parli e cazzeggi,una presenza solida nella vita di tutti i giorni e con cui hai delle affinità.
Tu sei una persona con cui è facile sviluppare un feeling, sei tu che lo permetti, strano che tu non abbia già un migliore amico”(VL)
La paura che tu scompaia improvvisamente c’è sempre ma per quello sarà la vita a decidere.
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Due persone possono andare d’accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine. Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all’altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile. I fiori effondano il loro profumo e spargono il loro seme perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente perché il seme giunga nel posto giusto; tocca al vento che va e viene come vuole. (HH.)
“Avevo paura dell’elefante bianco e non volevo assolutamente litigare con lui. Mi distraeva di continuo, facendomi dimenticare gli appuntamenti. Avevo il suo nome continuamente in mente e spesso ero costretta a mordermi la lingua per paura di nominarlo all’improvviso. Arrivavo alla sera sfinita e la testa mi pesava come un macigno.”
“questo è lo stato di chi è turbato da sé stesso, non certo quello di chi sospira sulla riva….”
Vorrei sospirare sulla riva…non importa quanto aspetti ma chi aspetti