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Pubblicato: 28 Maggio 2012 da morfea in Uncategorized
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la memoria rintraccia una scelta, come quando
ci si abbraccia nella gratuitità di un ricordo
congiunzione che raccoglie un filo dopo l’altro
fino a sapersi come una bocca che mastica forme

commenti
  1. Avatar di O O ha detto:

    Ho solo inseguito al contrario il mio tempo, ho solo arrotolato un filo ma non ho annodato la pazienza… cosa si può chiedere alla memoria, e cosa ci può dare il ricordo?
    Non amo la poesia proprio per che mastica le parole come se fosse tabacco e le sputa in nauseabonda poltiglia. Cosi eccomi a mettere in fila ricordi e memoria ma la pazienza, la pazienza mi manca e il rancore simile a un cappuccio senza occhi opprime il mio vedere. Beffarde le parole che provocano la mia voglia di scrivere e urlano, urlano per inseguire significati mutilati da un agire abbandonato in una ruota dove una scritta ammonisce: ESPOSTI.
    Occorrono mille parole per ogni attimo , ma la memoria è solo una risposta che non ha esaurito il suo agire, per assenza di strada

  2. Avatar di O O ha detto:

    EC- terza riga— per che=perché

  3. Avatar di dylanstranger dylanstranger ha detto:

    mi piace il terzo verso, è molto fluido, ciao 🙂

  4. Avatar di llmezzanottell llmezzanottell ha detto:

    Pulita e concettuale. Gran bella ideazione è quella dell’ultimo verso con quel verbo ” mastica” , credo scelto non a caso per sottolinearne il processo di compressione prima della deglutizione.

  5. Avatar di almerighi almerighi ha detto:

    Non mi piace molto la gratuità di un ricordo, ma esprime con pulizia tutta una fatica a tirare avanti, bel pezzo

  6. Avatar di morfea morfea ha detto:

    ho molto da dire alla memoria e credo che a volte ci si ricordi ciò che a noi fa piacere…ecco della mia gratuità

  7. Avatar di ciprea ciprea ha detto:

    mi piace moltissimo, forse perché penso che la memoria sia un inganno della mente, qualcosa che ci aggiustiamo continuamente mentre dimentichiamo di farlo, ed ecco la gratuità, la scelta che più ci aggrada e che mettiamo in scena…
    geniale, mia cara

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