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Il Lazio della “grande bellezza”

Quando l’arte, l’architettura e l’urbanistica si sposano con un paesaggio ancora integro, allora si ha la vera “magia” dei luoghi caratteristici del nostro Bel Paese. Uno di questi è Caprarola, famosa per il gioiello di Palazzo Farnese, capolavoro vignolesco, da cui lo sguardo si perde sulla florida campagna laziale sino alle porte di Roma e oltre.


Panorama dal Monte Pizzone

Il bellissimo panorama dal Monte Pizzone (1314 m. s.l.m.), cima “gemella” del Monte Erdigheta, nel gruppo dei Lepini. Lo sguardo si apre sulla verde Valle dell’Amaseno, nel suo tratto basso, quello cioè che forma una grande e fertile piana fra Roccagorga, Maenza, Roccasecca dei Volsci e Priverno. Appena oltre la vallata si innalzano i primi contrafforti dei Monti Ausoni.


Panorama da San Lorenzo Nuovo: una finestra sull’incanto

Paese ritenuto “di passaggio” sulla Via Cassia, San Lorenzo Nuovo offre tuttavia diverse chicche: in primis il magnifico panorama dal piccolo e poco conosciuto belvedere su Via Paese Vecchio, lungo un ramo secondario della Via Francigena. In questi giorni di fine autunno, fra i più poetici e fotogenici dell’anno, il foliage delle querce rende il paesaggio ricco di sfumature bronzo e rame. 


Le “colline dei briganti”

Da Onano la vista di apre sulla selvatica campagna della Tuscia, mentre sullo sfondo si elevano, ormai vicini, i primi monti toscani. Un paesaggio “brigantesco”, questo, che richiama le gesta del bandito Tiburzi e di altri personaggi leggendari che alla fine dell’Ottocento imperversavano nella zona. A queste misteriose vicende è dedicato il Sentiero dei Briganti, lungo trekking di più giorni nell’Alta Tuscia Viterbese, purtroppo tuttora poco conosciuto e scarsamente frequentato.


La Valle del Turano da Rocca Sinibalda

La romantica bellezza della Valle del Turano da Rocca Sinibalda, in un algido pomeriggio di novembre: un paesaggio integro, in cui la presenza dell’uomo (passata e presente) si armonizza, tramite la perseveranza ed il lavoro delle genti della vallata, con una natura appenninica selvaggia ed indomita. La zona è attraversata dal Cammino di San Benedetto, uno dei più suggestivi ed importanti d’Italia.


Dall’azzurro del cielo a quello dei monti

In certe mattinate terse il cielo celeste e i monti azzurri rapiscono lo sguardo rendendo quasi monocromatico il paesaggio. Qui siamo a Piglio, laddove la vista si apre sulle bellissime colline del famoso Cesanese docg.


Sua Maestà il Terminillo

La vista del Monte Terminillo dalla località di Jaccio Crudele – lungo la Strada Vallonina che sale da Leonessa – è uno dei più maestosi ed incantevoli panorami montani del Lazio e in questo periodo lascia davvero senza fiato grazie ai colori autunnali.


Panorama da Morro Reatino

Il verdeggiante paesaggio ammirabile da Morro Reatino, che segna il confine tra Lazio e Umbria.


Panorama insolito dalla Flaminia

Percorrendo la Via Flaminia in territorio laziale appaiono soltanto scorci panoramici fugaci, per via dello sviluppo morfologico della strada e dell’urbanizzazione che si addensa attorno ad essa. Ma spesso basta spostarsi di poco o di pochissimo dalla statale per ammirare panorami “senza tempo”. E’ il caso della pasticceria “La zeppola” (Rignano Flaminio), che offre un panorama bellissimo sulle valli interne del Parco di Veio fino ai Cimini… Da non perdere!


Soriano dall’alto: armonie urbanistiche

La bellezza di un centro storico è data anche dalla sua felice integrazione con il paesaggio, senza elementi urbanistici che ne disturbino la forma urbis. Ce ne dà un saggio eloquente il borgo medievale-rinascimentale di Soriano nel Cimino, che, visto dall’alto, appare disposto a spirale e culminante nel misterioso Castello Orsini, sede di importanti vicende storiche ma anche di lugubri leggende. La foto è ripresa dalla visitatissima “Big Bench” (o “Panchina Gigante”), punto panoramico sensazionale posto lungo la strada per la Faggeta vetusta. Sullo sfondo, la piccola frazione di Sant’Eutizio ove si trovano delle catacombe risalenti al IV secolo d. C..


La Valle del Farfa da Castelnuovo

Dal delizioso borgo sabino di Castelnuovo si apre un magnifico panorama in direzione delle Gole del Farfa, ben note agli escursionisti e tutelate da un monumento naturale regionale. La ricchezza di questo particolare paesaggio è data dai contrasti che si legano in una rara armonia: dall’eleganza dei giardini all’italiana del Palazzo Salustri-Galli alla “rusticità gentile” delle colline sottostanti, fino alla ruvidezza pre-appenninica della montagna di Mompeo e Salisano, brulla di pietraie in alto e rivestita di macchie impenetrabili in basso. Il tutto esaltato dal verde di maggio, il mese forse migliore per esplorare la zona di Farfa e dintorni, con le sue leggende e le sue bellezze.


Tramonto purpureo da Veroli

Un romantico tramonto purpureo dal centro storico di Veroli


Panorama dalla Mentorella: affacciati sull’incanto

Lo stupendo panorama dal Santuario della Mentorella sulla Valle del Giovenzano e sulle montagne del Lazio centro-meridionale: sullo sfondo le cime innevate dei Simbruini-Ernici.


Dai Prenestini ai Cimini

Posto sul crinale più alto dei Monti Prenestini, il Monte Cerella (1202 m. s.l.m.) è uno dei più straordinari belvedere naturali del Lazio ed offre una panoramica completa di tutto il settore centrale della regione. In realtà lo sguardo si estende ben oltre, sia verso sud sia verso nord, lasciando vedere nitidamente, nelle giornate terse, i primi monti della Toscana, come l’Amiata (nella foto sullo sfondo) e il Cetona. A poca distanza dalla cima si trova il borgo di Guadagnolo (il più alto del Lazio) e l’omonimo rilievo mentre lungo le pendici orientali della montagna, sorge il venerato Santuario della Mentorella. Assai suggestivo appare il Monte Soratte, che si innalza solitario nella bruma crepuscolare della Valle del Tevere.


L’Isola Bisentina in un crepuscolo di dicembre

La misteriosa Isola Bisentina emerge dal Lago di Bolsena in un romantico crepuscolo di dicembre…


Nazzano: affacciati sull’incanto…

Dal belvedere a fianco del Castello Savelli, a Nazzano, si apre uno dei più grandiosi ed iconici scenari del Lazio, nonché uno dei più suggestivi paesaggi storici d’Italia. La Valle del Tevere appare infatti in tutta la sua bellezza, tutelata, in questo tratto, da un’importante riserva naturale. La magia di questa vista è data dal contrasto fra le colline e la piana coltivate e il fiume dal colore cangiante a seconda delle giornate e delle condizioni meteo. Magnifico l’orizzonte paesaggistico, che pare riproporre certi sfondi sfumati del Corot, il quale pure visitò la Campagna Romana. Spiccano in lontananza i pittoreschi colli isolati di Sant’Angelo e Montecelio, che si staccano dall’azzurro dei Lucretili galleggiando celestini in questo “mare di terra” mentre alle spalle già si scorgono le alture di Tivoli e di Palestrina. Protagonista è luce, poiché, come i vedutisti sanno bene, dopo le ultime propaggini collinari la Valle del Tevere si allarga nelle piane di Passo Corese e Settebagni assumendo una connotazione assai più luminosa, dolcissima in primavera, quasi accecante in certe giornate estive (basti ammirare un tramonto estivo da Palombara Sabina). Anche a fine autunno o in inverno questo contrasto di luci – più pacate nel tratto sabino, più forti in quello romano -, ben visibile dal belvedere, non smette di sussistere è non è sempre facile nella fotografia saper riprodurre certe immagini così complesse, che forse solo la pittura – e ancor più la poesia – possono riprodurre con una maggiore fedeltà. Tale immenso patrimonio è oggi a serio rischio per l’impatto dell’enorme polo logistico di Passo Corese, simbolo di un settore – la logistica – che tende a divorare suolo senza assicurare a lungo termine posti di lavoro e soprattutto senza apportare alcun progresso civile e culturale sul territorio, ma soltanto alimentando un modello di sviluppo globalista e neoliberista che sempre più tende a mettere da parte l’uomo e al centro esclusivamente il denaro.


La Valle del Rio Chiaro dalle colline di Sant’Angelo

Lo splendore incontaminato della Valle del Rio Chiaro – fra Civitella d’Agliano, Castel Cellesi e Sant’Angelo – in questo periodo di tardo autunno: per la precisione, osserviamo la vallata dal belvedere della Tenuta Casciani, ottima azienda vitivinicola della Teverina Viterbese.


La Valle del Biedano da Barbarano

Il suggestivo affaccio dallo “spigolo-belvedere” del borgo di Barbarano Romano sulla selvaggia forra del Biedano. Una valle intrisa di storia, magia e mistero, per via dell’antichissima presenza etrusca riscontrabile ovunque (e resa fruibile dai sentieri del Parco Regionale di Marturanum). Giungere in questo punto del paese significa coronare la passeggiata in uno dei centri storici più belli e intatti del Lazio, che proprio in questo periodo di tardo novembre sa assumere toni davvero poetici.


Dalle colline di Bolsena, l’incanto…

Il panorama mozzafiato che si gode dall’antica Tenuta del Grillo, sulle splendide colline di Bolsena: uno dei “paesaggi segreti” più emozionanti della Tuscia e di sicuro una delle migliori “terrazze-belvedere” sul grande lago vulcanico, sacro agli Etruschi.


Panorama da Fara in Sabina

Posto ai margini meridionali della Sabina Reatina, il borgo di Fara in Sabina offre un panorama bellissimo a 360°. Qui ne vediamo uno scorcio del versante rivolto alla Valle del Farfa, con il piccolo paese di Toffia in evidenza. Boschi, prati e soprattutto uliveti caratterizzano questo paesaggio arcadico, tuttora nel complesso – nonostante lo sviluppo edilizio dei decenni passati – ben preservato e ricco di suggestione. Nei pressi è l’antichissima Abbazia di Farfa, con la sua storia e le sue leggende. Ora dopo le calure estive e le prime piogge settembrine, questo scenario ritroverà man mano il verde, tornando ameno ed accogliente per lunghe passeggiate fra natura e cultura.


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