Lo spettacolare, quasi surreale, scorcio della Valle del Fosso Castello con la Torre di Chia (o di “Pasolini”), nei pressi di Bomarzo. La torre emerge solitaria in un paesaggio boscoso e selvaggio, creando uno scenario “fantasy” che lascia incantati.
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Bolsena: fra Medioevo e Rinascimento
Di origine medievale, il borgo alto di Bolsena, corrispondente al cosiddetto “Rione Castello”, si fonde in modo esemplare con le ristrutturazioni e le aggiunte d’epoca rinascimentale.
Il “Castello delle Metamorfosi”
Il Lazio è terra di laghi e castelli, ma tale peculiarità è assai poco celebrata e considerata dal turismo, soprattutto nostrano. Eppure zone come la Sabina sono esemplari da questo punto di vista, con quasi ogni paese che sfoggia un maniero: è il segno di un feudalesimo che qui dettò legge per secoli, intrecciandosi però col potere papale e monastico, come insegna la vicenda della potentissima Abbazia di Farfa. Nella Valle del Turano si assiste però ad un vero e proprio exploit di questo fenomeno, con castelli di grande importanza architettonica. E’ questo il caso dell’imponente fortezza di Rocca Sinibalda, che domina il basso corso della valle in direzione di Rieti. Monumento nazionale, più volte rimaneggiato sino alla spettacolare ristrutturazione “ad aquila” di Baldassarre Peruzzi, è detto il “castello delle metamorfosi” per via degli affreschi all’interno in cui sono rappresentate le Metamorfosi di Ovidio.
Il maniero incantato
Andare a Torre Alfina nell’autunno inoltrato è un rito romantico a cui non sappiamo mai rinunciare per via dei colori intensi del paesaggio la circonda. Tuttavia, a sorpresa, vi proponiamo in quest’immagine un viraggio su un seppia leggero, per accentuare l’effetto di fotografia antica che sa emanare questo borgo fiabesco dominato dall’imponente e misterioso Castello Cahen.
Panorama insolito dalla Flaminia
Percorrendo la Via Flaminia in territorio laziale appaiono soltanto scorci panoramici fugaci, per via dello sviluppo morfologico della strada e dell’urbanizzazione che si addensa attorno ad essa. Ma spesso basta spostarsi di poco o di pochissimo dalla statale per ammirare panorami “senza tempo”. E’ il caso della pasticceria “La zeppola” (Rignano Flaminio), che offre un panorama bellissimo sulle valli interne del Parco di Veio fino ai Cimini… Da non perdere!
Fra le antiche terre del Cesanese
Un paesaggio antico ed incantevole appare dalle curve delle strade nei dintorni di Roiate, verso Olevano Romano: un territorio da riscoprire, con i suoi vigneti da cui nascono diverse varietà di Cesanese.
Corchiano dalla valle
Il suggestivo scorcio dal basso dello spicchio della rupe tufacea di Corchiano dal Parco delle Forre in una visione monocromatica che ne accentua la dimensione “atemporale”.
Vitorchiano medievale
Uno scorcio dallo schietto sapore medievale di Vitorchiano, dal panoramico – ma poco conosciuto – sentiero ad anello che gira attorno al paese.
La prigione di Amalasunta
Secondo la storia – che si confonde con la leggenda – la regina degli Ostrogoti Amalasunta, figlia del re Teodorico, venne rinchiusa in questa lugubre rocca dal cugino Teodato (con cui era stata costretta a sposarsi) e quivi poi uccisa dai sicari dello stesso (sempre secondo la tradizione) il 30 aprile del 535. Oggi appare assai suggestivo il contrasto fra la serenità emanata dalla bellezza naturalistica dell’Isola Martana e le sue oscure memorie. Per saperne di più sui misteri del Lago di Bolsena cfr. “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.
La Forchetta del Diavolo: una finestra sulla storia
Nota come la “Forchetta del Diavolo”, una suggestiva torre campanaria in rovina svetta fra le colline a sud-ovest del Lago di Bolsena, a poca distanza da Marta. Assieme ad altri ruderi è quel che resta del Castello di Monte Leano, insediamento medievale assai importante ma tuttora poco conosciuto. Conteso fra Tuscania e Viterbo, si pensa che il sito venne abbandonato nel 1349 in seguito a un violento terremoto. Fino a pochi anni fa tale complesso era impreziosito da una cornice paesaggistica completamente integra che colpiva lo sguardo e scaldava il cuore degli animi sensibili. Oggi purtroppo lo sfondo è squarciato da impianti energetici di ogni tipo che hanno annichilito la poesia della zona, segno di una speculazione ingorda e senza freni: un attacco senza precedenti alla nostra terra e al Creato, di cui pagheremo presto il conto sotto tutti gli aspetti.
Orizzonti dell’anima
Un paesaggio “pulito”, nitido, vuoto di qualsiasi “infezione”: sempre più una rarità in un’epoca caratterizzata da distruzioni “colorate” di “green”… Non solo. La pulizia di quest’orizzonte – sulle colline della Teverina Viterbese – diviene spunto per “ripulire l’anima”, oggi troppo immersa in visioni ristrette e parziali oppure schiacciata da eventi che sembrano prendere una piega drammatica. Punti di vista. La verità è che la bellezza – ben espressa da questo paesaggio iconico del Lazio, con le linee ondulate ed orizzontali della Tuscia e il Soratte sullo sfondo – può esser percepita solo da chi è puro nello spirito mentre rimane del tutto trasparente a chi sia sospinto per lo più da interpretazioni materialistiche e meccanicistiche dell’esistenza. In questo momento più che mai la lotta fra il Bene e il Male è lotta fra la divinità e la spiritualità della bellezza e della libertà da un lato (l’uomo che è specchio di Dio), e dall’orrore e dalla schiavitù del tecno-scientismo dall’altro (l’abominio del transumano). Scegliamo da che parte stare: tertium non datur.
Orizzonti laziali da Norchia
Orizzonti vuoti, “popolati” soltanto da un vecchio casale in rovina e da cavalli al pascolo brado: qui siamo a Norchia, in uno dei luoghi ove il paesaggio malinconico e romantico del “Lazio etrusco” raggiunge una delle sue espressioni migliori. Con quest’affascinante immagine auguriamo a tutti i nostri lettori una Buona Pasquetta!
Buona Pasqua dalla Valle delle Meraviglie
Un’immagine senza tempo e senza bisogno di commenti per augurarvi una buona Pasqua, foriera d’amore, pace e riflessioni. Qui siamo nella magnifica Valle dei Calanchi di Bagnoregio (in procinto di essere dichiarata “patrimonio dell’umanità dall’Unesco) sul crinale della “via delle creste”, aereo percorso che attraversa una parte della vallata regalando scorci mozzafiato. Per saperne di più su Bagnoregio e i suoi dintorni, riguardo agli aspetti più suggestivi si consiglia la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito”.
Respampani, come nell’Ottocento
Un’immagine che lascia senza fiato per la perfezione paesaggistica: siamo a Respampani, nel cuore della Maremma Laziale, a metà strada fra Vetralla e Tuscania (ma in territorio di Monte Romano). Qui ancora ammiriamo il “Lazio papalino” del grande latifondo, che tanto entusiasmava i viaggiatori del passato per il suo fascino solitario, selvaggio e a tratti inquietante. Oggi ne apprezziamo istintivamente la bellezza romantica, data dall’integrità di un luogo che fonde natura, storia e architettura. Ringraziamo Matteo Bordini di Vagabondo per averci fatto scoprire questo particolare punto di osservazione. Per maggiori informazioni su questi luoghi e per organizzare itinerari nella zona si consiglia la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito . vol. 1”.
















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