La meraviglia del foliage nella faggeta vetusta del Monte Cimino in questo periodo.
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Sulla strada per il Cimino (novembre 2024)
La strada per il Monte Cimino, nei meravigliosi e al contempo malinconici colori dell’autunno inoltrato, laddove l’inverno incalza con i suoi freddi e le sua severità. L’immagine è dello scorso anno e invita i lettori a recarsi ad ammirare gli ultimi bagliori del foliage nella zona del Cimino…
Autunno nei boschi del Terminillo
Ancora un’immagine del meraviglioso foliage autunnale nella zona di Terminillo (Rieti), lungo il sentiero che conduce al Rifugio La Fossa. Uno spettacolo da non perdere!
La faggeta del “Piccolo Popolo”
Ancora il magnifico foliage di questi giorni nelle faggete intorno alla località turistica di Terminillo… Non sembrerebbe assurdo, soprattutto all’imbrunire, veder spuntare fuori gnomi, fate, elfi e folletti…
Nella faggeta di Terminillo
La stazione climatica e sciistica di Terminillo offre diverse belle passeggiate, fra cui quella del Planetario. Una delle più battute è però quella che conduce al Rifugio La Fossa (e alla Valle degli Angeli o alla Vall’Organo) – con possibile deviazione a sinistra per il Monte Cardito. Una camminata piacevole adatta a tutti, che in questo periodo però assume un valore aggiunto. Come avevamo scritto nel precedente post alle quote di montagna più alte il foliage è assai più “maturo”. La faggeta – qui fotografata in un giorno nuvoloso – appare avvolta in un colore che va dal bronzo al rame. Uno spettacolo assai curioso per chi provenga dalle pianure, dove i colori autunnali sono ancora ai primordi, come uno straordinario salto temporale in avanti nella stagione!
Foliage nella Vallonina
Come ogni anno ad ottobre ci rechiamo in montagna per ammirare uno di quei capolavori, meravigliosi e gratuiti, che la natura sa generosamente offrire ai nostri sensi: il foliage autunnale. Una delle zone più battute da noi è quella dei Monti Reatini, in special mondo il versante leonessano. Risalire in questi giorni la Vallonina in direzione del Terminillo è un’esperienza visiva incantevole. Oltre alla bellezza della valle, riscontrabile in ogni stagione, appare ora strepitosa la tavolozza di colori che la varietà della vegetazione riesce a creare lungo i suoi fianchi, ricchi di pioppi, querce, carpini, aceri, faggi, ecc… Ma alle quote più alte – dove predomina quasi in solitaria il faggio – già i colori volgono al tardo autunno. Non perdetevi questo spettacolo così splendido ed effimero: fra due settimane potrebbe essere già tardi!
I castagneti presso Canepina
Intorno a Canepina si estendono alcuni fra i castagneti più belli dei Monti Cimini e di tutto il Lazio.
Agri-cultura nel “Paese delle fiabe”
Capita, girovagando per le colline di Sant’Angelo di Roccalvecce di imbattersi in una vigna i cui pali sono costituiti da enormi “matite” colorate! Sant’Angelo è il “paese delle fiabe” e forse non ci dobbiamo stupire più di tanto ma il significato più profondo che ci viene da ricavarne è che oggi l’agri-coltura deve anche e soprattutto essere cultura!
La Faggeta vetusta ammantata d’oro
Che questo autunno 2024 promettesse bene in fatto di foliage lo avevamo già capito ai primi di ottobre, allorquando un’improvvisa sferzata di freddo aveva provveduto ad accendere la vegetazione in montagna. Ma la “prova del nove” rimane il Monte Cimino, uno dei luoghi più belli ed esemplari dell’intero Lazio per quanto riguarda il foliage autunnale, con la sua faggeta monumentale, patrimonio Unesco. E anche qui l’annata è risultata straordinaria, creando un lungo periodo di foliage che ha avuto il suo culmine a metà novembre. Rimangono dunque gli ultimi giorni per ammirare questo superbo spettacolo della natura, dopo di che, rapidamente, i faggi indosseranno l’abito invernale, come hanno ormai fatto gli alberi più prossimi alla cima (con i suoi 1000 metri circa). Non perdetevi questa meraviglia!
Vigneto e foliage a Vaiano
Stiamo giungendo al culmine del foliage dei vigneti nelle zone vitivinicole. Qui ci troviamo nella bellissima campagna di Vaiano, minuscola frazione di Castiglione in Teverina sullo sfondo dei calanchi, e i colori dei filari, principalmente dedicati alla coltivazione della bacca bianca (da cui nascono vini come il Grechetto e l’Orvieto) rendono il paesaggio assai fotogenico.
Una “cattedrale d’autunno” al Terminillo
La faggeta in veste autunnale lungo il Sentiero Planetario del Terminillo.
La Vallonina dall’alto
La Vallonina è una delle più belle vallate appenniniche del Lazio e domina la splendida cittadina medievale di Leonessa. Pressoché incontaminata, ricoperta da una vastissima faggeta mista ad aceri, carpini e querce, e caratterizzata da un’esemplare forma “a v”, spazia dai 1000 metri circa ai 1890 metri s. l. m. della spettacolare Sella di Leonessa. In questi giorni offre il massimo spettacolo del foliage. Invitiamo caldamente i nostri lettori a recarsi immediatamente nella zona, anziché seguire i numerosi articoli fuorvianti sul web che suggeriscono luoghi in cui il foliage non è ancora “esploso”… Ovviamente, armatevi di fotocamera!
Foliage sul Terminillo
Raggiungere il Terminillo dalla Strada della Vallonina è sempre un’esperienza incantevole ma in autunno ciò assume toni davvero fantastici – soprattutto quest’anno, in cui la stagione appare davvero perfetta e i colori (accentuati dall’associazione faggio-acero) sono straordinari. Un vero “monumento” di bellezza naturale da non perdere, quasi un paesaggio “canadese” a due passi da Roma!
I colori dell’autunno nella Vallonina
Amatissima da ciclisti, automobilisti e motociclisti, la Strada della Vallonina (o SP10) risale l’omonima e magnifica valle appenninica – esempio da manuale di valle “a v” – da Leonessa al Terminillo con scenari fiabeschi in ogni stagione. In questi giorni, nel colmo di un autunno fra i più belli degli ultimi dieci anni, il foliage lascia senza fiato… Accorrete ad ammirare questo spettacolo: durerà ancora per poco, altrimenti dovrete attendere un altro anno!
Tra i castagneti di Soriano nel Cimino
Famosa per la sua “Faggeta monumentale”, Soriano nel Cimino sorprende pure per i suoi castagneti, con svariati esemplari secolari, che si estendono a quote più basse. In questo periodo il foliage dei castagni giunge al proprio culmine, per lasciare presto la scena alla lunga veste invernale.
Vallerano nei boschi
Il bel borgo di Vallerano, visto da Vignanello, appare immerso nei boschi di castagno dei Monti Cimini che in questo periodo si tingono delle magnifiche sfumature del foliage autunnale.
Sprazzi di foliage della Faggeta del Cimino
Sprazzi di foliage nella faggeta monumentale del Cimino, in questo periodo presa d’assalto dai fotografi, anche se il 2023 non verrà ricordato come l’anno migliore per i colori a causa del ritardo provocato dall’anomalo e persistente caldo di ottobre.
I faggi del Cimino
La Faggeta monumentale del Cimino – patrimonio dell’Umanità UNESCO – è uno dei boschi più amati ed apprezzati (anche se non il migliore in assoluto) per fotografare il foliage autunnale nel Lazio. Quest’anno tuttavia, a causa del caldo di settembre-ottobre, tale ricercato fenomeno tarda ad arrivare: occorrerà attendere almeno a fine mese, se non i primi di novembre per ammirare gli splendidi colori del Cimino in autunno e probabilmente stavolta non dureranno molto. Qui nell’immagine ne ammiriamo uno scatto di qualche anno fa.
L’arrivo del foliage…
Sta “esplodendo” lo spettacolo del “foliage” nelle aree appenniniche del Lazio: qui siamo lungo il sentiero per il Monte Autore (nel Parco Regionale dei Monti Simbruini), escursione facile e adatta anche alle famiglie (partendo da Campo dell’Osso), che permette di ammirare al meglio questo fenomeno naturale. Per le zone di mezza montagna e soprattutto per quelle collinari invece occorrerà aspettare la fine del mese o – se le temperature continueranno ad essere elevate – novembre per avere dei colori interessanti.
Salita autunnale alla “cattedrale di faggi”
Entrare nell’ultrasecolare Faggeta del Cimino è come varcare la porta di un’antica cattedrale affrescata con colori sfavillanti: da non perdere, in tutto questo periodo a cavallo fra ottobre e novembre, lo spettacolo del foliage in questo bosco “patrimonio dell’Umanità” dal 2017. Un luogo, oltretutto, non solo di grande bellezza naturalistica ma ricco anche di un fascino misterioso (cfr. “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”).




















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