Fra le tante suggestioni medievali offerte da Leonessa – perla dell’Appennino, attualmente in completa ristrutturazione dopo i danni del terremoto – spicca il magnifico chiostro del Convento di San Francesco (XV sec.), sede peraltro di un ottimo museo della civiltà contadina (aperto gratuitamente nei fine settimana).
Archivi tag: leonessa
Un vicolo di Albaneto
Albaneto è una delle più interessanti frazioni di Leonessa e quella più “turistica” per via di alcune attività ricettive, fra cui gli amici della Tana del Lupo. Purtroppo qui come altrove lo spopolamento da molti anni sta desertificando il paese e il terremoto del 2016 ha fatto il resto. Fervono tuttavia i lavori di restauro, che si auspica possano riportare questo bucolico borgo al vecchio splendore.
La chiesetta cimiteriale di Albaneto
La chiesetta cimiteriale di Albaneto, dedicata al Santissimo Crocifisso, sorge a poca distanza dalla frazione di Leonessa, immersa ino scenario bucolico che infonde serenità. La sua semplicità severa sembra richiamare lo spirito degli abitanti di questa incantevole vallata, mentre sorveglia le anime dei loro avi.
La campagna di Viesci
La bellissima e incontaminata campagna di Viesci, frazione di Leonessa, sull’omonimo Altopiano.
Lungo la Strada panoramica della Vallonina
La Strada della Vallonina (SP10) – una delle più belle del Lazio dal punto di vista paesaggistico, se non la più bella in assoluto – si fa largo in questo periodo fra gli splendidi colori della faggeta autunnale.
Leonessa tra i colori autunnali
Uno scorcio della splendida Leonessa immersa nei vivaci colori autunnali, con la Chiesa di San Pietro.
Foliage nella Vallonina
Come ogni anno ad ottobre ci rechiamo in montagna per ammirare uno di quei capolavori, meravigliosi e gratuiti, che la natura sa generosamente offrire ai nostri sensi: il foliage autunnale. Una delle zone più battute da noi è quella dei Monti Reatini, in special mondo il versante leonessano. Risalire in questi giorni la Vallonina in direzione del Terminillo è un’esperienza visiva incantevole. Oltre alla bellezza della valle, riscontrabile in ogni stagione, appare ora strepitosa la tavolozza di colori che la varietà della vegetazione riesce a creare lungo i suoi fianchi, ricchi di pioppi, querce, carpini, aceri, faggi, ecc… Ma alle quote più alte – dove predomina quasi in solitaria il faggio – già i colori volgono al tardo autunno. Non perdetevi questo spettacolo così splendido ed effimero: fra due settimane potrebbe essere già tardi!
La Vallonina dall’alto
La Vallonina è una delle più belle vallate appenniniche del Lazio e domina la splendida cittadina medievale di Leonessa. Pressoché incontaminata, ricoperta da una vastissima faggeta mista ad aceri, carpini e querce, e caratterizzata da un’esemplare forma “a v”, spazia dai 1000 metri circa ai 1890 metri s. l. m. della spettacolare Sella di Leonessa. In questi giorni offre il massimo spettacolo del foliage. Invitiamo caldamente i nostri lettori a recarsi immediatamente nella zona, anziché seguire i numerosi articoli fuorvianti sul web che suggeriscono luoghi in cui il foliage non è ancora “esploso”… Ovviamente, armatevi di fotocamera!
I colori dell’autunno nella Vallonina
Amatissima da ciclisti, automobilisti e motociclisti, la Strada della Vallonina (o SP10) risale l’omonima e magnifica valle appenninica – esempio da manuale di valle “a v” – da Leonessa al Terminillo con scenari fiabeschi in ogni stagione. In questi giorni, nel colmo di un autunno fra i più belli degli ultimi dieci anni, il foliage lascia senza fiato… Accorrete ad ammirare questo spettacolo: durerà ancora per poco, altrimenti dovrete attendere un altro anno!
Nel Corteo Storico del Palio del Velluto
Fra pochi giorni si terrà lo storico Palio del Velluto a Leonessa, che sarà impreziosito da uno splendido corteo storico, fra i più belli del Lazio: qui un’immagine dall’edizione 2023.
Torre di Vallonina
La romantica Torre Vallonina è una delle innumerevoli “torri segrete” sparse nel Lazio. In realtà sarebbe ben visibile dalla strada che risale la magnifica Vallonina da Leonessa verso il Terminillo, soprattutto nello spoglio paesaggio invernale; tuttavia, per via della sua posizione immersa nel bosco, sfugge spesso alla vista del turista. Sono i resti di un antico castrum, forse longobardo, cui fu poi affiancato un monastero agostiniano – importante punto di riferimento per la popolazione locale – di cui pure rimane qualche rudere circondato nella faggeta.
Monti Reatini: sguardo verso il Vettore
Un’immagine di wilderness appenninica dalle pendici del Terminillo guardando verso il Vettore (gruppo dei Sibillini), con in primo piano le solitarie creste di Jaccio Crudele e Monte di Cambio.
Nebbia fra le “Dolomiti del Lazio”
Un crepuscolo nebbioso dalla Sella di Leonessa, da cui spicca l’aspetto “dolomitico” del Terminillo, qui in parte velato, appunto, dalle nubi.
La Giostra del Velluto
Un momento della Giostra del Velluto all’interno dell’omonimo Palio, evento di origine rinascimentale molto sentito dalla popolazione di Leonessa.
Nel borgo di Vallunga
La magnifica Piana di Leonessa custodisce uno dei paesaggi storici più intatti ed importanti dell’intero Lazio ma ciò che la contraddistingue è la presenza di innumerevoli minuscoli borghi del tutto sconosciuti. Tranne alcune rare eccezioni, si tratta di villaggi in cui purtroppo regna incontrastato l’abbandono, mai fotografati da alcun turista o famoso reporter dunque di fatto rimasti fino ad oggi dimenticati, anzi diremmo quasi “invisibili”. Eppure si tratta di un patrimonio insediativo (ed etno-antropologico) straordinario e nel complesso molto integro (basta guardare la trama di questi nuclei dai monti circostanti, in particolare dal Tilia, dal Cambio e dal Tolentino, con le “macchie” di tetti a coppi) che è quasi un unicum nella regione di Roma. La “colonizzazione” di questa landa sperduta degli Appennini fu frutto di un’operazione politico-urbanistica ben precisa in epoca medievale – che trova riscontro soltanto nella vicina Conca di Amatrice (le cosiddette “ville”, dal francese ville) – legata alla figura del conte parigino Carlo I d’Angiò, divenuto poi re di Sicilia e padrone di tutto il Sud Italia, il quale riuscì ad estendere la sua influenza su una vasta fetta dell’Italia Centrale appenninica. Non si tratta dei classici castrum murati che siamo abituati a vedere sulle nostre montagne bensì di agglomerati di case senza una struttura precisa, con isolati dotati di orti e collegati spesso fra loro da archi, secondo una disposizione che ricorda curiosamente i villaggi di alcuni paesini del Trentino. La foto ritrae il piccolo borgo di Vallunga, che mostra alcune case ristrutturate e che sorprende per un antico forno paesano perfettamente conservato. Desolazione e malinconia ma anche silenzio assoluto e aria purissima (qui, secondo gli esperti c’è l’aria più pulita del Lazio) dominano la scena.
Incontro fugace nella campagna leonessana

Un incontro fugace nell’incontaminata campagna leonessana all’altezza della frazione di Vallimpuni.
La grinta della Leonessa

Come avrete intuito, Leonessa è una delle nostre mete preferite: l’architettura raffinata, il paesaggio verdissimo e la stessa gente – così schietta, laboriosa, grintosa e attaccata al territorio – sono gli elementi fondamentali di questa nostra simpatia. Purtroppo i terremoti del 2016 hanno seriamente danneggiato questa splendida cittadina. Ancora dopo diversi anni molti monumenti leonessani, in primis la romanica Chiesa di San Francesco, si presentano avvolti da tiranti e impalcature. Come se non bastasse, la faccenda del Coronavirus – così come è stata gestita (e continua ad esserlo) dal governo – ha portato a dimenticare ulteriormente l’area del cratere sismico (pensiamo soprattutto alla drammatica situazione di Amatrice). Speriamo che le cose cambiare presto. Anzi, non dobbiamo “sperarlo”: dobbiamo esigerlo a gran voce!


















Commenti recenti