Archivi tag: romanticismo

Le rovine della Locanda della Rosa

Ci sono luoghi che stimolano l’immaginazione dell’appassionato di storia. Talvolta si tratta di testimonianze modeste e nascoste, nulla apparentemente rispetto ai grandi monumenti. Eppure capita che il loro contesto ambientale sia così integro ed autentico da renderle più leggibili ed affascinanti. E’ il caso cella cosiddetta “Locanda della Rosa” (conosciuta anche come la “Vecchia Dogana” o “Osteria della montagna”), i cui pochi resti sparsi nel bosco si incontrano percorrendo la Variante Cimina della Via Francigena, a poca distanza dai frequentati prati di Poggio Nibbio (una delle maggiori alture della zona) e in territorio di Caprarola. A vedere questi ruderi, oltre all’aspetto romantico (che non è poco), si può appunto immaginare quanti volti e quante storie questa località abbia visto durante i secoli. Una leggenda narra che vi sostò perfino Leonardo da Vinci! Ad ogni modo, per via della sua posizione isolata la locanda dovette costituire un riferimento importantissimo per i pellegrini, i viaggiatori e i mercanti che transitavano su questo “ramo” dalla Via Francigena. Probabilmente per un certo periodo l’edificio – o meglio il complesso di edifici che spuntano dalla vegetazione (spicca anche una grotta, forse la cantina/dispensa della struttura) – ebbe diverse funzioni: stazione di posta per ristorarsi e dormire nonché per far riposare i propri cavalli o per sostituire loro i ferri, ma anche una dogana di controllo delle merci trasportate, che non raramente erano di contrabbando. Un rifugio sicuro, insomma, una parentesi di “civiltà” in epoche in cui il bosco, infestato da briganti e sbandati, era assai pericoloso per il viandante. Proseguendo in direzione di Roma si può scendere nella caldera del Lago di Vico oppure deviare per il sempre più battuto Cammino (o Sentiero) 103 che conduce sino a Tarquinia attraversando le zone più incontaminate della Tuscia Viterbese.


L’Isola Bisentina in un crepuscolo di dicembre

La misteriosa Isola Bisentina emerge dal Lago di Bolsena in un romantico crepuscolo di dicembre…


Tuscia “Sturm und Drang”

Pochi paesaggi sanno esprimere uno spirito romantico come quello della Tuscia, con i suoi vasti e drammatici orizzonti e le memorie storiche antichissime. Malgrado i danni irreparabili commessi dal “Truffagreen” (quell’immane speculazione energetica che, con l’avallo di istituzioni palesemente colluse, ha letteralmente cancellato intere porzioni del territorio, peraltro svalutando la sua immagine sotto ogni punto di vista), l’Etruria conserva ancora angoli piuttosto ampi in cui il paesaggio è rimasto integro e non ha perso il suo “respiro”. Qui, ad esempio, ci troviamo sulle colline della Rotonda di Monte Romano, e in un pomeriggio di dicembre, con le caratteristiche e contrastate luci del tardo autunno, la Valle del Mignone ci appare fra luci ed ombre, con il fiume, appena visibile, che serpenteggia nella piana. Sullo sfondo, invece, si percepisce l’orizzonte del Tirreno, il mare degli Etruschi.


Torre Alfina: fiammeggiante d’un tramonto autunnale…

Il Castello Cahen a Torre Alfina domina imperioso dall’alto i visitatori incutendo una sorta di immediata reverenza, mentre al tramonto, in particolare negli incomparabili giorni di tardo autunno, le sue scure pietre si accendono in modo sorprendente, quasi “fiammeggianti” al rosseggiar della sera. Tale scena, di grande impatto romantico se non decadente, si sposa con le leggende racchiuse in questo affascinante maniero, che parlano di arte e poesia, certo, ma anche di misteriose “presenze” e di fatti inspiegabili…


Torre Alfina: sensazioni autunnali

L’atmosfera autunnale avvolge il suggestivo borgo di Torre Alfina, con i colori delle foglie cadute e le luci dolci che si insinuano nei vicoli, ma anche con l’odore acre e denso dei camini accesi, o quello delle antiche pietre, del legno, finanche del ferro battuto, accentuati dall’umidità… Tutte sensazioni, queste, che i nostri borghi sanno generosamente regalarci in questo magico periodo dell’anno. A Torre Alfina però, soprattutto al tramonto, questa dimensione appare estremamente romantica: provare per credere!


Ninfa al crepuscolo

Un romantico scorcio crepuscolare di Ninfa, con il diruto Castello Caetani, luogo di leggende medievali. “Città morta” avvolta in un giardino (“all’inglese”) fra i più belli al mondo è un luogo che fa sempre sognare, invitando alla riflessione.


Pian Fasciano: Tuscia “senza tempo né confini”

Il panorama “senza tempo” e dai “grandi spazi” che si apre nel cuore dell’ancora sconosciuta Valle del Marta, a metà strada fra Tuscania e Tarquinia, sulle rovine del Castello di Pian Fasciano. Sullo sfondo, a guardare bene, si notano i pochi resti del dirimpettaio Castello dell’Ancarano mentre sono le prossime colline di Monte Romano e i più lontani Cimini a chiudere l’orizzonte. Un “quadro” paesaggistico strepitoso e segreto, che meriterebbe di essere studiato e apprezzato da fotografi vedutisti e pittori en plein air. Per saperne di più sugli itinerari possibili nella zona: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Tramonto romantico da Nemi

Intrisi di miti e leggende, amatissimi dai viaggiatori del Grand Tour, Nemi e il suo lago vulcanico sono fra i luoghi più romantici dei Colli Albani e di tutto il Lazio. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 2”.


La valle romantica…

La magnifica Valle del Mignone con i Monti della Tolfa vista dalla Rotonda di Monte Romano, straordinario punto panoramico che dovrebbe costituire una specie di “La Mecca” del vedutista laziale… Ci godiamo questo scorcio mozzafiato in un freddo tramonto di dicembre, con i tipici splendidi colori che il cielo assume in questo periodo magico dell’anno.


Tra le rovine di Piantangeli

I pochi ma romantici resti della chiesa abbaziale di Piantangeli, nel cuore dei Monti della Tolfa. Si tratta di uno dei luoghi più solitari e suggestivi del Lazio, su cui aleggia una fosca leggenda legata ai Cavalieri Templari (cfr. “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”). Si raccomanda la sua visita in questo periodo – oltre che ovviamente in primavera – per via della straordinaria bellezza del paesaggio in cui si trova il sito, esaltata dai colori dell’autunno inoltrato: di sicuro, il panorama “a volo d’uccello” sulla Valle del Mignone vi lascerà senza fiato.


Tramonto sabino da Montasola

Un “fiammeggiante” tramonto sabino, una delle peculiarità di questo splendido territorio. Se i residenti sono “abituati” a tale spettacolo quotidiano, i turisti che sempre più visitano la Sabina rimangono a bocca aperta nell’ammirarlo per la prima volta.


Il Casale di Roma Vecchia

Nel cuore del frequentatissimo Parco degli Acquedotti si staglia uno splendido edificio storico, il cosiddetto Casale di Roma Vecchia. Si tratta di un sito archeologico le cui origini si perdono nella leggenda. Sappiamo con certezza che è situato su di un antico latifondo appartenente agli imperatori romani, fra cui Commodo e Costantino, e sorse sui resti di una villa imperiale. Il casale venne costruito nel Medioevo (XII-XIII secolo) allorquando era sorvegliato da una torre poco distante: posto alle dipendenze della Chiesa, fungeva da controllo dei due adiacenti acquedotti e della Via Latina. Nel corso dei secoli il caseggiato entrò nelle proprietà di diverse famiglie dell’aristocrazia romana, come i Torlonia, ai quali si deve probabilmente il suo nome, in quanto essi – fra Sette e Ottocento – avviarono una campagna di scavi da cui emersero innumerevoli reperti, che alcuni studiosi attribuirono ad una città più vetusta della stessa Roma. Il suo aspetto attuale è frutto di numerosi rimaneggiamenti intercorsi nelle varie epoche. Pochi monumenti come questi, se potessero parlare, racconterebbero di mutazioni epocali ma anche di piccole grandi storie di uomini. Un monumento di eccezionale valore culturale, insomma, ma anche ricco di romantica e struggente poesia.


La romantica Torre Alfina

L’autunno è il periodo più suggestivo per visitare la romantica Torre Alfina, con il suo castello e i suoi sfuggenti panorami. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


RomAntica…

Roma, antica e romantica: eccone un saggio celeberrimo, ossia la visione di Ponte Sant’Angelo e del Vaticano da Ponte Umberto I, strafotografata dai turisti di tutto il mondo.


Roma-Dettaglio al Circo Massenzio

Un particolare del pittoresco Circo Massenzio (IV sec.), uno degli angoli più belli dell’Appia Antica.


Celleno Vecchia, al calar delle tenebre…

Dopo il tramonto, al calar dell’oscurità, il fascino sinistro di Celleno Vecchia arriva al suo apice… Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito” – vol. 1.


Rovine di Santa Maria del Piano ad Orvinio

La Sabina è terra di “luoghi dello spirito”: vi si susseguono eremi e monasteri, conventi, pievi e abbazie che puntellano il paesaggio donandogli un’aurea sacrale. La cornice naturale, sempre splendida ed integra, contribuisce a tale atmosfera sospesa. Qui siamo fra le romantiche rovine dell’Abbazia di Santa Maria del Piano, ai piedi di Orvinio, in un’area interna ed isolata dei Monti Lucretili. Spiccano la facciata romanica, l’interno senza copertura della chiesa e il magnifico campanile: il monumento risale al XI secolo (ma una leggenda lo vuole fondato da Carlo Magno nel IX) ed è attualmente oggetto di un attento restauro che si auspica venga completato a breve. Ci troviamo in uno dei punti più suggestivi del Cammino di San Benedetto, il cui ideatore, Simone Frignani, ha definito Santa Maria del Piano la “piccola San Galgano della Sabina”.

Al mattino, a Poggio Nibbio

Mti Cimini-Poggio Nibbio, campagna 1 RCRLB.JPG

Le romantiche visioni di Poggio Nibbio, uno dei luoghi più suggestivi e panoramici dei Monti Cimini, lungo l’antico tracciato montano della Via Francigena.


Veduta dell’Isola Tiberina presso Ponte Rotto

Roma-Isola Tiberina, veduta 1 RCRLB

Una bella veduta dell’Isola Tiberina nei pressi di Ponte Rotto: uno degli angoli più suggestivi di Roma, cui sono legati infiniti aneddoti e leggende.


Castello di Torre Alfina-Veduta tra i fiori di un glicine

Torre Alfina-Veduta con glicine 1 RCRLB.JPG

Il fiabesco Castello di Torre Alfina spicca tra un glicine in fiore. Senza dubbio questo borgo meraviglioso – sospeso fra Lazio, Umbria e Toscana – merita di essere visitato soprattutto nelle mezze stagioni.


Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora