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Un prezioso affresco a Castro

Nella malinconica desolazione di Castro – città ideale del Rinascimento e capitale dell’omonimo ducato farnesiano, rasa al suolo nel Seicento come una novella Cartago – spicca qua e là qualche residuo dell’antica bellezza: uno dei più rappresentativi è il frammento di affresco raffigurante la Madonna con il bambino, che si ammira nell’abside della diruta Chiesa di Santa Maria intus Civitatem (da anni sottoposta a restauri e purtroppo occupata da impalcature).


Il Cavone di Castro

Il cosiddetto “Cavone” di Castro è una delle meraviglie archeologiche ancora “segrete” della Tuscia.


Il tempo dei ciliegi

Una splendida fioritura di ciliegio nei pressi di Sant’Angelo di Roccalvecce.


Antichi siti a Grotte di Castro

Poche ma importanti tracce rimangono dell’antico abitato che sorgeva sulla cosiddetta “Civita” di Grotte di Castro, situata poco a sud dell’omonimo paese nei pressi del Lago di Bolsena, nei pressi della misteriosa “Valle delle Urla”. Se una certa tradizione locale ha sostenuto per molto tempo una corrispondenza con la leggendaria città etrusca di Tiro, gli archeologi hanno rifiutato quest’ipotesi, malgrado il nome originario della località rimanga tutt’oggi misterioso e dibattuto.


Il Mausoleo di Lucio Canuleio a Bolsena

Situato nei pressi dell’antica Via Cassia e lungo il tracciato dell’attuale Via Francigena, il mausoleo romano di Lucio Canuleio costituisce una vera sorpresa per i camminatori della Romea e una “chicca” per gli appassionati di archeologia. Il monumento – risalente al I sec. a. C. – è oggetto di lavori di ristrutturazione da molti anni e risulta in completo abbandono tuttavia emana un notevole fascino, formando un suggestivo “quadretto” da Grand Tour sette-ottocentesco.


Alle Sorgenti della Nova nell'”ora blu”

La suggestione della glabra ed essenziale campagna che circonda il misterioso sito archeologico di Sorgenti della Nova, in Maremma, nei momenti successivi al crepuscolo, prima che calino le tenebre.


La Cascata del Melona fra gli alberi

Una vista particolare della bella Cascata di Melona, che scroscia alle pendici dei Monti Volsini, alla testata di una profonda gola rocciosa, una rarità in quest’area collinare. Si trova a poca distanza dalla Via Francigena, a sud di Bolsena.


Orvieto fra le nubi di gennaio

Appena fuori dal Lazio, ecco l’immortale bellezza di Orvieto, “signora” dell’Alta Tuscia.


La Valle delle Urla

La porzione di territorio fra San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro rivolta verso il lago è un intrico di valli e fossi, frutto della particolare attività eruttiva che interessò quest’area centinaia di migliaia di anni fa. Spesso si tratta di luoghi che custodiscono le tracce di antichi insediamenti umani, abbandonati in epoche diverse e per differenti motivazioni. Una delle località più misteriose e suggestive è senza dubbio la cosiddetta “Valle delle Urla”, chiamata nel dialetto locale “Valle Muglie”, al confine fra i due paesi. Si tratta di una valle fra le più ampie della zona ed è legata ad una terribile vicenda. Si narra che essa prenda il nome dalla fuga disperata ed urlante della popolazione di un villaggio (d’origini etrusche), forse nel VII secolo d. C., all’arrivo di un’orda di longobardi che con tutta probabilità proveniva dal lago e cioè dalla Cassia. Tali grida furono sentite dai villaggi vicini, in cui ripararono quei fuggiaschi che riuscirono a salvarsi dalla furia assassina e devastatrice dei barbari assalitori. Il piccolo abitato protagonista della storia sorgeva sulla collina che oggi appare come una sorta di isolotto boscoso in mezzo alla vallata (nella foto). Persi in mezzo alla macchia sono i suoi pochi resti mentre nelle immediate vicinanze è visibile qualche tomba a camera (in cattive condizioni) facente parte di una necropoli. In alcuni punti della valle è possibile peraltro apprezzare una potente eco, che lascia immaginare l’effetto impressionante delle urla dei disperati e dunque l’origine di questo affascinante racconto in cui la storia si mischia alla leggenda.


Il “presepe” di Grotte di Castro

Il borgo di Grotte di Castro offre una delle vedute di paese più belle della Tuscia e dell’intero Lazio. Soprattutto al crepuscolo questa vista appare in tutta la sua magia, regalando un’immagine di “presepe” davvero indimenticabile che poco ha da invidiare alla più celebre Civita di Bagnoregio.


Panorama da San Lorenzo Nuovo: una finestra sull’incanto

Paese ritenuto “di passaggio” sulla Via Cassia, San Lorenzo Nuovo offre tuttavia diverse chicche: in primis il magnifico panorama dal piccolo e poco conosciuto belvedere su Via Paese Vecchio, lungo un ramo secondario della Via Francigena. In questi giorni di fine autunno, fra i più poetici e fotogenici dell’anno, il foliage delle querce rende il paesaggio ricco di sfumature bronzo e rame. 


Cascatella nel Fosso del Bagnolo

Nell’intricato bacino idrografico del Fiume Paglia spicca il Torrente Subissone, suo affluente, che scorre nella zona di Torre Alfina dando vita ad una splendida cascata, quella dell’Aquilonaccio. A sua volta questo fiumiciattolo ha diversi affluenti, come il Fosso Bagnolo, dalla portata molto variabile. Esso presenta alcune deliziose cascatelle, di cui nella foto ammiriamo la prima che si incontra risalendo il corso d’acqua a partire dalla confluenza.


Il maniero incantato

Andare a Torre Alfina nell’autunno inoltrato è un rito romantico a cui non sappiamo mai rinunciare per via dei colori intensi del paesaggio la circonda. Tuttavia, a sorpresa, vi proponiamo in quest’immagine un viraggio su un seppia leggero, per accentuare l’effetto di fotografia antica che sa emanare questo borgo fiabesco dominato dall’imponente e misterioso Castello Cahen.


Le “colline dei briganti”

Da Onano la vista di apre sulla selvatica campagna della Tuscia, mentre sullo sfondo si elevano, ormai vicini, i primi monti toscani. Un paesaggio “brigantesco”, questo, che richiama le gesta del bandito Tiburzi e di altri personaggi leggendari che alla fine dell’Ottocento imperversavano nella zona. A queste misteriose vicende è dedicato il Sentiero dei Briganti, lungo trekking di più giorni nell’Alta Tuscia Viterbese, purtroppo tuttora poco conosciuto e scarsamente frequentato.


La campagna di Grotte di Castro

L’altopiano fertilissimo che si estende a nord del Lago di Bolsena, “regno” di legumi, cereali ed ortaggi di qualità eccelsa (famose le patate di Grotte di Castro e le lenticchie di Onano), forma un piccolo paradiso rurale non privo di elementi suggestivi, romantici e misteriosi. La campagna morfologicamente “mossa”, con un susseguirsi di pianori e vallette, i casali abbandonati assieme a qualche chiesetta e castello qua e là, non possono che affascinare il visitatore curioso e dall’animo “esplorativo”. Un patrimonio purtroppo come il resto della Tuscia in grande pericolo per il proliferare del cancro del “truffagreen”, con progetti energetici che se autorizzati spazzerebbero via in poco tempo un paesaggio storico e un ecosistema agronomico di immenso valore, unico per il Lazio.


Civita al crepuscolo: arrivederci novembre…

Novembre, uno dei mesi più poetici e suggestivi dell’anno, ci saluta con la vista sempre impareggiabile di Civita di Bagnoregio in un tipico crepuscolo tardo-autunnale, allorquando l’aria è fredda mentre il cielo è terso e dopo il tramonto inizia a sfumare fra il rosa, il porpora o il viola, fino a giungere alla cosiddetta “ora blu” dei fotografi. Intorno a noi, frotte di turisti soprattutto giapponesi intenti ad immortalare questo scorcio unico al mondo, che ci rende orgogliosi di abitare in queste terre.


Il Castello delle fiabe

Torre Alfina è senza dubbio uno dei borghi più poetici, romantici ed affascinanti del Lazio: lo è per la sua posizione isolata, per il paesaggio integro e severo – ricco di prati e bellissime alberature – che lo circonda, o per le scure case di pietra lavica, e soprattutto per il suo scenografico e fiabesco Castello neo-medievale. Una sorta di “Castello di Neuschwanstein d’Italia”, verrebbe da dire, ma i paragoni sfuggenti potrebbero essere molti: un castello della Britannia o in Irlanda (ci viene in mente per esempio Lismore Castle)? Un maniero delle pianure tedesche? O più semplicemente in realtà costituisce la geniale interpretazione liberty di un architetto senese, Giuseppe Partini, che alla fine dell’Ottocento volle e seppe riassumere in un’unica opera – adattata ad una preesistente rocca medievale – stili architettonici diversi, con netti riferimenti alla Toscana. Quindi nonostante l’effetto straniante di questo monumento nel Lazio e la sua originalità, si tratta in realtà di un compendio tutto italiano. Inutile dire che l’autunno è la stagione più suggestiva per visitare Torre Alfina!


Panorami residuali nella Maremma Viterbese

La località di Montebello, nel Comune di Tuscania, è una delle più panoramiche della Maremma Viterbese. Un tempo la frequentavamo spesso ma poi, con l’invasione del (truffa)”Green” e con la conseguente massiccia alterazione del territorio, abbiamo disertato a lungo queste meravigliose colline. Affacciandosi oggi da esse in direzione dell’amplissimo arco che va da Montalto a Tuscania e Piansano, appare infatti eloquente l’immane distruzione di un patrimonio (culturale, ambientale ed economico) collettivo irriproducibile. Resta – per ora – intatto il paesaggio a sud-est di Montebello, in attesa tuttavia di qualche eventuale nuova criminale autorizzazione. Nella foto vediamo uno “scorcio superstite” all’interno di questo cono visivo, che un tempo faceva sognare, come se si ammirasse ancora un dipinto dell’Ottocento. Mai, solo dieci anni fa, avremmo immaginato che avrebbe fatto questa fine!


Notturno di Grotte

L’antico borgo di Grotte di Castro è uno dei più particolari e suggestivi dell’Alta Tuscia, e domina dall’alto le colline etrusche che scendono verso il Lago di Bolsena. E’ però di notte forse che Grotte dà il suo meglio, apparendo al visitatore come un vero e proprio “paese-presepe”…


I cipressi tra i fiori dei Volsini

I Monti Volsini sono l’area in assoluto più ricca di fioriture di campo della Tuscia, grazie al prevalere di un’agricoltura di rotazione fra pascolo, foraggio, maggese e cereali. Ne nascono quadri incantevoli, spesso quasi di surreale bellezza, ancorché poco conosciuti e incredibilmente poco valorizzati in chiave fotografica. Qui ci troviamo nei pressi della località di Ponzano di Bagnoregio, lungo la Via Romea-Germanica in direzione di Montefiascone e del Lago di Bolsena: ville, casali e fattorie si alternano armoniosamente creando quell’atmosfera di “dolce vita rurale” tipicamente italiana che incanta i turisti, soprattutto dell’Europa centro-settentrionale.


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