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Panorama da San Lorenzo Nuovo: una finestra sull’incanto

Paese ritenuto “di passaggio” sulla Via Cassia, San Lorenzo Nuovo offre tuttavia diverse chicche: in primis il magnifico panorama dal piccolo e poco conosciuto belvedere su Via Paese Vecchio, lungo un ramo secondario della Via Francigena. In questi giorni di fine autunno, fra i più poetici e fotogenici dell’anno, il foliage delle querce rende il paesaggio ricco di sfumature bronzo e rame. 


Lago di Vico in località Santa Lucia

Nei pressi della chiesa d’origine cinquecentesca di Santa Maria in Vico, si trova un’amena spiaggetta, dove sostano alcune caratteristiche barchette dei pescatori. La località è legata ad un tragico fatto, poco noto, accaduto il 14 maggio 1900 allorché a largo di qui, quaranta giovani, cadendo dai loro barconi, affogarono tra le acque tumultuose del mitico bacino creato dalla furia di Ercole, che del resto ha la tenebrosa fama, riassunta nel noto adagio popolare: “il Lago di Vico ogni anno si fa un amico”…


Il cigno al tramonto

Un cigno fa da protagonista in uno struggente tramonto estivo sul Lago di Bracciano.


Laghetto Granieri

Residuo delle Paludi Pontine, il delizioso Laghetto Granieri è una piacevole sorpresa nel contesto di una delle zone più urbanizzate e degradate del Lazio. Siamo alla periferia di Nettuno, al confine tra il mega sprawl edilizio che si estende in direzione di Aprilia e Anzio ed il vasto Bosco del Foglino (500 ettari) in cui ci si può addentrare partendo proprio dal lago e raggiungendo eventualmente la suggestiva e solitaria palude del Vallone Cupo, situata nel folto della selva.


Il Laghetto della Scaglia

Segreto e misterioso, dalle acque cangianti con il colore del cielo, il Laghetto della Scaglia sorge nell’omonima località (borgo e azienda agrituristica) all’interno di un’antica Cava di Caolino, attiva fino a tempi non lontani ma oggi completamente “ripresa” dalla natura, a riprova di come l’attività mineraria abbia spesso un impatto assai minore di quanto si possa pensare (non a caso essa fa parte del settore primario e non secondario come molti credono). Fatto sta che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio biotopo, un piccolo paradiso sia per le innumerevoli rane (di cui spicca il potente gracidio) sia per l’avifauna locale. Il paesaggio poi è assolutamente straniante, dai toni “fantastici” potremmo dire, e va ad impreziosire il contesto circostante, già splendido, dei Monti della Tolfa, nel loro versante marittimo. Ci troviamo in fondo a pochi km dall’Autostrada Roma-Civitavecchia ma il senso di solitudine è notevole; ci fanno compagnia le grandi e mansuete vacche maremmane, allevate allo stato semi-brado, tipica presenza su queste selvagge alture. Magnifico il contrasto fra le rupi che circondano il laghetto e lo sfondo del mare – da lato – o quello delle colline – dall’altro. Unica nota stonata: degli arrampicatori hanno attualmente montato una lunga e deturpante corda che attraversa per intero il bacino, attrezzando le rupi con numerosi “spit”: ricordiamo che la natura in generale, e vieppiù ambienti così fragili, non sono un parco-giochi e meritano rispetto, considerando pure che ci troviamo in una proprietà privata.


L’Isola Bisentina in un crepuscolo di dicembre

La misteriosa Isola Bisentina emerge dal Lago di Bolsena in un romantico crepuscolo di dicembre…


Il “mulino rosso” sul Lago di Posta Fibreno

Uno scorcio del magnifico Lago di Posta Fibreno, intriso di leggende e misteri fin dall’epoca classica. Qui vediamo il caratteristico mulino rosso ad acqua, sede del centro visite della riserva naturale.


Il Lago della Duchessa

D’origine glaciale (caso rarissimo negli Appennini), ubicato a quasi 1788 metri s. l. m., il piccolo e solitario Lago della Duchessa è uno dei laghetti di montagna più suggestivi del Lazio: anzi, potremmo forse dire il più suggestivo in assoluto poiché soltanto il non lontano e “tentacolare” Lago di Rascino può esservi paragonato. Negli anni Settanta del Novecento, questo luogo remoto e oltremodo tranquillo balzò improvvisamente agli “onori” della cronaca per un depistaggio nell’ambito del “caso-Moro”: seguendo una notizia falsa i sommozzatori effettuarono sui suoi fondali una ricerca del corpo dello statista. Nei secoli passati, invece, il Lago della Duchessa fu un luogo di leggende per gli abitanti delle montagne del Cicolano, terra antica che custodisce un notevole patrimonio etnologico. Anche i briganti frequentavano queste zone mentre oggi è la pastorizia a tenerle in un certo qual modo “vive”, almeno dal punto di vista socio-economico, funzione che svolge anche un sempre crescente turismo escursionistico. Dal punto di vista fotografico, infine, consigliamo il periodo compreso fra metà maggio e fine giugno, in cui il lago appare nella sua massima bellezza, per il verde intenso dei prati e per le estese e svariate fioriture sui pascoli intorno: il punto di vista più spettacolare si à dalla sponda settentrionale (si veda l’immagine del post), grazie allo sfondo costituito dalla mole severa del Murolungo (2184 m. s. l. m.).


Tramonto invernale sul Lago d’Alviano

Al confine tra Umbria e Lazio, il Lago di Alviano (bacino di sbarramento sul Tevere e oasi WWF), offre tramonti struggenti in tutte le stagioni.


Ninfa al crepuscolo

Un romantico scorcio crepuscolare di Ninfa, con il diruto Castello Caetani, luogo di leggende medievali. “Città morta” avvolta in un giardino (“all’inglese”) fra i più belli al mondo è un luogo che fa sempre sognare, invitando alla riflessione.


Colle di Tora

Con lo sviluppo, negli ultimi anni, del cosiddetto “turismo di prossimità”, alcune località del Lazio hanno goduto di una sorta di “boom turistico”, divenendo molto più conosciute rispetto al passato. Una di esse è il Lago del Turano, uno dei più bei laghi artificiali d’Italia, esempio straordinario di come possa essere coniugata la produzione di energia pulita e rinnovabile (idroelettrica) e la creazione di paesaggi di straordinario valore turistico, estetico ed ambientale (zona umida) – malgrado i costi sociali pagati da questi territori (e quelli ci sono sempre) con la “sommersione” dei terreni più fertili o di interi paesi (come accaduto nel vicinissimo Lago del Salto). Però erano altri tempi… In ogni caso, oggi ammiriamo uno scenario dai toni fiabeschi, un lago dai colori cangianti – smeraldino, turchese, azzurro – a seconda delle stagioni e delle condizioni meteo, che i turisti – anche stranieri – stanno scoprendo e apprezzando, e su cui si affacciano borghi incantevoli: nella foto Colle di Tora, il più piccolino, che si erge lungo un’esigua penisola circondato dalle acque.


Il lago incantato…

Fra i tanti laghetti sparsi nel Lazio quello di Mezzano – di origine vulcanica come il vicinissimo e ben più grande Lago di Bolsena – è sicuramente uno dei più suggestivi. Compreso nel Comune di Valentano e circondato da un paesaggio rurale intatto – sempre più raro purtroppo nella Tuscia dopo gli scempi “energetici” degli ultimi anni – emana un’atmosfera sospesa e incantata. Sorgono sulle sue colline una manciata di casali – di cui un paio adibiti ad accoglienti agriturismi – e alcune fattorie dedite all’allevamento ovino. Si tratta insomma di uno degli scenari di maggiore importanza “identitaria” per il Lazio, che un recente vincolo della Soprintendenza (il lago era già un sito d’importanza comunitaria) permetterà di preservare alle future generazioni. Al di là di ciò, il laghetto presenta una flora molto varia sulle sue sponde, e sul versante occidentale un bel bosco di querce con esemplari secolari (Monte Rosso); ricca anche la fauna ittica nonché quella intorno al bacino, che annovera ungulati, cinghiali, scoiattoli e altri piccoli mammiferi. Negli anni Settanta del Novecento sul fondo del lago - che raggiunge la profondità di oltre 30 metri (una sorta di “imbuto”, come spesso accade per i laghi vulcanici) – vennero ritrovati copiosi resti (fra cui spade e altri utensili) di un villaggio palafitticolo dell’Età del Bronzo, che qui sorgeva allorquando le acque erano molto più ritirate (forse in seguito ad interventi di bonifica). Nei pressi del bacino si trovano anche le sorgenti del Fiume Olpeta, suo emissario e affluente del Fiora, che dopo pochi chilometri, lungo il suo corso, forma forre spettacolari e in cui si addensano numerosi insediamenti storici. Tutti questi elementi fanno del Lago di Mezzano un luogo unico, da esplorare, conoscere ed amare e in cui perdersi in un “mondo” che pare di fantasia e magia eppure così reale e a portata di mano…


Nel fiordo…

Il rigoglioso ambiente naturale che caratterizza gli anfratti più selvaggi dei “fiordi” del Lago del Salto, uno dei bacini lacustri più suggestivi e insoliti del Lazio, nonostante la sua origine artificiale (cfr. “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”).


Tramonto sul Lago di Bracciano

Un romantico tramonto estivo sul Lago di Bracciano, dal versante di Anguillara.


I “tentacoli” di Rascino

Con i suoi surreali tentacoli d’acqua il Lago di Rascino si espande nell’omonima piana, nel cuore del Cicolano e dell’Appennino.


Il Lago Vadimone

Il misterioso Lago Vadimone, fra Bassano in Teverina e Orte, legato ad antiche leggende e alla storica vittoria dei Romani sugli Etruschi in due decisive battaglie fra IV e III secolo a. C., che decretarono l’invasione latina dell’Etruria. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Il “lago di Ercole”

La classica, magnifica vista del Lago di Vico dal belvedere di Poggio Trincera, con la conca sottostante fitta di noccioleti e l’azzurro delle acque a spezzare cromaticamente d’incanto il manto della vegetazione. La leggenda vuole che questo splendido lago sia scaturito da un colpo di clava di Ercole su di un terreno. Luoghi intrisi di mito, arte e natura e per saperne di più vi consigliamo la nostra guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 1”.


Tramonto romantico da Nemi

Intrisi di miti e leggende, amatissimi dai viaggiatori del Grand Tour, Nemi e il suo lago vulcanico sono fra i luoghi più romantici dei Colli Albani e di tutto il Lazio. Per saperne di più: “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito – vol. 2”.


Isola Bisentina: la Porta di Agarthi

Un’antica leggenda narra dell’Isola Bisentina come la “porta” del misterioso mondo sotterraneo di Agarthi. Al di là di queste storie, con le sue numerose chiese la Bisentina resta un luogo “sacro”, enigmatico. Oggi i monumenti dell’isola sono in via di restauro (a cura di una fondazione lombarda) ed essa è stata già aperta al pubblico.


Alba sul Lago di Bolsena

Il versante di Gradoli è uno dei più belli e tuttavia meno conosciuti del Lago di Bolsena. Non offre i tramonti di Bolsena o Montefiascone ma in compenso regala delle albe commoventi.


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