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Continua a leggere La foce e la sorgente (2019-2022)Emilio Villa
«Scale, idest rudimenta
graduum, seu phraspicae
exercitationes in sonitus
cymbalicos, vulgo sarabanda»
Venere geometrica, vergine corrosa,
madrepora sposa delle ere mesolitiche,
Venere di Willendorf, vergine a ruota,
avorio cariato nel manico e nel cuneo;
Venere di Savignano sul Panaro,
dove la metropoli fluviale nel cumulo dai detriti
gemina obbliqua per 4000 tronchi fradici la trota
dalle scaglie cromate di pervinca,
e Venere maltese per la filibusta fenicia, e Venere
senza vene, Venere acefala, Venere callipigia,
all’ombelico di Milo di Cirene di Butrinto,
Venere dalla rotula nostalgica, Ciprigna
rododattila panrodia rodopormia.

Pubblichiamo oggi il settimo numero della nuova serie della rivista curata da Marco Ercolani e Lucetta Frisa.
Buona Lettura.
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Il Foglio clandestino è un aperiodico ad apparizione aleatoria. Vuol dire che appare quando è ora di apparire.
Senza scadenze precise.
Perché le scadenze sono delle bollette, dei compiti assegnati dalle maestre e cose del genere.
Le scadenze (giustamente!) si temono.
Un libro, o in questo caso una rivista, invece, si apre con la stessa curiosità con la quale si incontra uno sconosciuto per la prima volta.
Il Foglio clandestino Nr. 86/87 è dedicato al racconto breve. Si possono leggere, ed è questo che rende il numero speciale, racconti di autori viventi, poco o per niente conosciuti e autori noti di tutti i tempi e continenti.
Il dialogo che si intreccia tra gli uni e gli altri – tutti attenti osservatori di ciò che succede dentro e intorno a loro – è insolito e proprio per questo particolarmente stimolante: per quanto il tono, l’ambientazione, l’epoca, il modo di interpretare le cose ed il proprio ruolo di scrittore siano diversi, i redattori della rivista sono riusciti ad accostare i testi in modo da renderli comunicanti tra di loro: intorno a un tavolo rotondo immaginario che nessuno presiede.
Una comunicazione tra pari, lontana da ogni forma di competizione tra conosciuti e meno conosciuti.
LO STRANIERO
Charles Baudelaire
“Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
– Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
– I tuoi amici?
– Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
– La patria?
– Non so sotto quale latitudine si trovi.
– La bellezza?
– L’amerei volentieri, ma dea e immortale.
– L’oro?
– Lo odio come voi odiate Dio.
– Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
– Amo le nuvole… Le nuvole che passano… laggiù… Le meravigliose nuvole!”
Pubblichiamo oggi il sesto numero della nuova serie della rivista curata da Marco Ercolani e Lucetta Frisa.
Buona Lettura.
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Pubblichiamo oggi il quinto numero della nuova serie della rivista curata da Marco Ercolani e Lucetta Frisa.
Buona lettura!
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NINABYRON is an aperiodic e-magazine, styled by AnimaeNoctis & Lotta di Classico. No directors, but only two coordinators: Silvia Marcantoni Taddei & Massimo Sannelli. The polymorphous mission is a post-Fluxus way of being “merely [heartily] players” on this earthly stage: nonbinary life, multimedialism/multiculturalism, bodily & gentle anarchy, proud avantgarde & something else, like outspoken Epicureanism. This magazine is a stable, because we think we are unstable animals (among the other animals). NINABYRON is the anagram of nonbinary. Vision, Ecstasy and download are free.

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………………(Dedica dell’autore trovata in
…………..un esemplare di La Dissémination.
………Traduzione di Domenico Brancale
……………………..Da “Anterem” n. 100)
………..« al centro
………..« del poema
………..« la pietra
LA DISSEMINAZIONE « sparsa e lui
« come una raffica di pietre
« ripercuotendosi
« d’altro luogo
« in lui
« attraversata
« la pietra
…
« invertita… la pietra
…
« la pietra dura
« la pietra tenera
« insieme anche il cammino
…
« l’
« ala
« cade
« anonima
« della pietra
…
« rosa
« amara
« semenza
« lo specchio in pena ……….« LA DIFFERENZA STESSA »
Pubblichiamo oggi il quarto numero della nuova serie della rivista curata da Marco Ercolani e Lucetta Frisa.
Buona lettura!
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Pubblichiamo oggi il terzo numero della nuova serie della rivista curata da Marco Ercolani e Lucetta Frisa.
Buona lettura!
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“Ha ancora senso interrogarsi criticamente sulla realtà? Possiamo ancora sentirci sensati nel voler realizzare le interrogazioni che ci stregano? Inoltre: in cosa si rivelerebbe il senso delle cose? Come lo troviamo? Attraverso quali dinamiche lo si costruisce?
La realtà è ciò che si muove. Non è qualcosa che frana o decade. La realtà si muove e basta. Anzi, è la materia vivente stessa a muoverla, a farla; sono le relazioni tra le forze a svilupparne il moto, a incidere su di esso.
In tutto questo, cosa si nasconde dietro la “materia animata”? Che cosa c’è dietro le cose? Forse la loro ombra? L’ombra di Dio? Il “semplice” brulichio delle particelle elementari?
Tentare. Venire tentati. Mettere una mano sotto la veste della realtà. Prenderla alle spalle e farla trasalire. Toccare il culo del destino o di ciò che, per pigrizia, possiamo ancora considerare impossibile. Tutto questo, ancora e sempre, per non nasconderci al cospetto delle nostre più segrete intenzioni.”
(Cliccando sull’immagine è possibile scaricare
liberamente il primo numero della rivista.)
Dopo la drammatica morte, su cui resta un alone di mistero, una cappa di silenzio è scesa sul geniale e “irregolare” poeta vicentino Giacomo Bergamini (1945-2004), autore discontinuo, talora volutamente oscuro, emotivamente coinvolto nella ricerca di nuove frontiere per la poesia e l’arte, fra riviste alternative, piccoli editori a volte umorali e frequentazioni alcoliche. Questo documento, impregnato sulla riproduzione integrale della sua raccolta di versi Il martello di Faust, pubblicata nel 1983 come supplemento al numero 33 di “Tam Tam” con la prefazione di Adriano Spatola, si propone di rompere, almeno in parte, quel silenzio, contribuendo ad approfondire la conoscenza di uno scrittore immeritatamente dimenticato: un prezioso contributo mi è stato fornito in questa direzione dall’amico genovese di antica data di Bergamini, il poeta e scrittore Elio Grasso, che ben conosco e che ringrazio, cui sono giunto attraverso la dedica di questo libro a lui destinata in esergo dall’autore. […] Maurizio Spatola
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