Lascio tutto lo spazio di questo “scritto 82” a chi, infinitamente meglio di me, ha saputo invitare a una vita non fascista:
Michel Foucault: Introduzione alla vita non fascista su Maldoror Press.
Lascio tutto lo spazio di questo “scritto 82” a chi, infinitamente meglio di me, ha saputo invitare a una vita non fascista:
Michel Foucault: Introduzione alla vita non fascista su Maldoror Press.
“Ha ancora senso interrogarsi criticamente sulla realtà? Possiamo ancora sentirci sensati nel voler realizzare le interrogazioni che ci stregano? Inoltre: in cosa si rivelerebbe il senso delle cose? Come lo troviamo? Attraverso quali dinamiche lo si costruisce?
La realtà è ciò che si muove. Non è qualcosa che frana o decade. La realtà si muove e basta. Anzi, è la materia vivente stessa a muoverla, a farla; sono le relazioni tra le forze a svilupparne il moto, a incidere su di esso.
In tutto questo, cosa si nasconde dietro la “materia animata”? Che cosa c’è dietro le cose? Forse la loro ombra? L’ombra di Dio? Il “semplice” brulichio delle particelle elementari?
Tentare. Venire tentati. Mettere una mano sotto la veste della realtà. Prenderla alle spalle e farla trasalire. Toccare il culo del destino o di ciò che, per pigrizia, possiamo ancora considerare impossibile. Tutto questo, ancora e sempre, per non nasconderci al cospetto delle nostre più segrete intenzioni.”
(Cliccando sull’immagine è possibile scaricare
liberamente il primo numero della rivista.)
“Rivendico per me la qualità di ciò che
perde ogni qualità
e la poesia di ciò che odia ogni poesia”

(Scarica liberamente, guarda e leggi l’intera opera qui…)
Maurice Blanchot
Carmine Mangone
I suoi amici dicevano che fosse alto, biondo, esile, dolce…
A tutt’oggi si conoscono pochissime foto di Maurice Blanchot. La prima, fu pubblicata sul mensile «Lire» nel 1985. Era stata scattata da un paparazzo nel parcheggio di un supermercato. All’epoca, il pensatore francese era già quasi ottuagenario, essendo nato a Quain il 22 settembre 1907.
(Cliccando sull’immagine è possibile scaricare l’e-book.)
Continua a leggere Non me ne frega un cazzo della letteratura
Georges Bataille
Carmine Mangone
L’Arcangelico
Stando ai manoscritti lasciati dall’autore, L’Archangélique fu redatto dall’agosto al dicembre 1943. Venne pubblicato nel 1944 dalle edizioni Messages.
La prima parte (Le Tombeau) era però apparsa già l’anno prima, con il titolo di La Douleur, in un volume antologico: Domaine français (Messages, Éditions des Trois Collines). Cfr. Georges Bataille, Œuvre Complètes, tome III, Gallimard, Paris 1971, pp. 71‐96 e 499‐558.
Undici poesie di L’Archangélique scartate da Bataille
Di seguito l’insieme delle undici poesie presenti nel manoscritto di L’Archangélique, datate ottobre 1943 ‐ aprile 1944, che non furono incluse nell’edizione Messages del 1944. Cfr. Georges Bataille, Œuvre Complètes, tome IV, Gallimard, Paris 1971, pp. 16‐19 e 358.
“Io sono Ofelia. Quella che il fiume non ha voluto. La donna con la corda al collo La donna con le vene tagliate La donna con l’overdose SULLE LABBRA NEVE La donna con la testa nel forno a gas. Ieri ho smesso di uccidermi. Sono sola con i miei seni le mie cosce il mio grembo. Faccio a pezzi gli strumenti della mia prigionia la sedia il letto il tavolo. Distruggo il campo di battaglia che era la mia dimora. Strappo le porte perché possa entrare il vento e il grido del mondo. Mando in frantumi la finestra. Con le mani insanguinate strappo le fotografie degli uomini che ho amato e che mi hanno usata a letto a tavola sulla sedia per terra. Do fuoco al mio carcere. Getto i vestiti nel fuoco. Mi strappo l’orologio dal petto che era il mio cuore. Esco in strada, vestita del mio sangue.”