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Per chi resta (Porta Rosa)

Lucetta Frisa

Sono venuta da morta a riprendermi la luce
sparsa fuori di me mentre ero sottoterra.
Non la depongo prima di tornare al buio
come una veste effimera ma voglio trattenerla
sulla mia pelle vuota per il dio compiacente
che mi ha lasciata andare. Io non attendo
segni dall’alto o dal basso. Mi è bastato
vedermi risalire sulla quadriga elegante
con i cavalli neri dal passo lento una danza
silenziosa ma senza il corteo dei parenti
in lacrime e i carri col mio corredo:
tutto questo è dipinto per chi resta. (,,,)

Tratto da Lucetta Frisa,
Antologia poetica (1993-2023),
di prossima pubblicazione in
“La Biblioteca di RebStein”,
vol. XCVII, dicembre 2024.

*

Il bambino col libro invisibile

Yves Bergeret

1
Huit ans, entre les tables du bar
il passe lentement,
pose ses yeux noirs lents insistants
sur des gens ci et là, reste longtemps
près de certains en demandant qu’ensemble,
lui et eux, lisent « le livre »
puis s’en va, et puis cherche une autre table
et… nulle part de livre.

1
Ha otto anni, passa lentamente
tra i tavoli del bar,
posa i suoi lenti insistenti occhi neri
su persone qua e là, rimane a lungo
vicino ad alcuni chiedendo che insieme,
lui e loro, leggano «il libro»,
poi se ne va, cerca un altro tavolo
e… non c’è libro da nessuna parte.

*

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di fm.

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IL BAMBINO COL LIBRO INVISIBILE

*

Il fratello di Lenz

Yves Bergeret

Ecoute ce qui tend la peau
du visage jusqu’à la déchirer.
Ecoute la peau qui craque.
Vois ce qui s’ouvre
et qui est langue aussi
et gorge aussi.
Ecoute la neige qui fond
la boue qui glisse
la pierre qui roule
jusqu’à rejoindre Océan.

*

Ascolta ciò che tende la pelle
del viso fino a lacerarla.
Ascolta la pelle che si squarcia.
Guarda ciò che si apre
e che è anche lingua
e anche gola.
Ascolta la neve che si scioglie
il fango che scivola
la pietra che rotola
fino a raggiungere l’oceano.

Tratto da Carnet de la langue-espace.
Traduzione di fm.

***