Da un’eternità passeggera

la lingua assorbe tempo
dai pori del respiro…
Francesco Marotta

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Maurizio Manzo – Ionelse il fantasma

I
Sentivo stamani un suono
mi è parso
di udirlo a lungo
vederlo camminare.
Come tremi!
Trema anche quella tenda
dal caldo tessuto uterino.
Mi vedi da lì dietro?
Mi senti da lì dietro?
Vieni –
siediti –
ascoltami Fantasma.
Laviamoci le Orecchie!

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by m. manzo

IONELSE IL FANTASMA (1981) Fu all’inizio uno studio. Scrivevo Silenzi, notti,segnavo l’inesprimibile. Fissavo vertigini. Rimbaud I Sentivo stamani un suono mi è parso di udirlo a lungo vederlo camminare. Come tremi! Trema anche quella tenda dal caldo tessuto uterino. Mi vedi da lì dietro? Mi senti da lì dietro? Vieni – siediti – ascoltami Fantasma. Laviamoci le Orecchie! Mi vuoi domandare, Fantasma? Mi vuoi cullare, Fantasma? La vuoi una cicca, Fantasma? Tieni – prendila – ascoltami Fantasma. Togliti quel trucco. Hai trucco sul viso? Che volto hai, Fantasma? Hai gli zigomi rotti? Siediti lì sulle dune di polvere sul mio deserto. Non spegnere gli occhi. Guardami Fantasma! Eh! Lo so – è molto povero qui. Ragni. Marciume: Povero da fare pietà. Non essere pietoso Fantasma, perché la casa, attendendoti, si è lasciata andare. II Mi sono immerso a capitombolo nel buio: l’eco nella mente suono della mente…

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RINCORSA

ora si sa dove risiedi
che non c’è suono tra i solchi
e brividi nelle ombre
potevi prendere la rincorsa
non fermarti come in un sogno
iniziare a volare
ché a cadere dal cielo per loro
sei sempre benedetto

OLIO

aghi – maurizio manzo –

è difficile da immaginare
ma si forma dal silenzio
quella calma a pelo d’acqua
che non scompone gli scogli
e lascia scossa la riva
dall’assenza di respiro
dal disperdersi della memoria
tra le correnti e il pallore dei ripples
dall’angoscia delle alghe

LINEE STORTE

prima non molto prima

la neve mi abbracciava

scherzava con me

ora mi spezza dilania

ogni mio tepore

provo a correre

e sembro macchiare ogni tratto

e è un tempo troppo più lungo

di un incubo più oltre

della sua sensazione

qui è dove ci affonda dentro

cristallizzato l’odio che taglia

sventra ogni senso

QUESTO NATALE

Questo natale scorre via

tra vagine squartate

di bambine stuprate

crani disfatti per disperdere

il pensiero di libertà

che invece si diffonde

non si impantana nel sangue

questo natale scorre via

tra gli abbracci di un paese

che si risveglia nero a tolleranza

zero e che insapona i poeti

che scivolano nelle loro

stesse rivoluzioni al grido

del dentone armiamoci e partite

questo natale scorre via

tra le bombe e le h sempre

più mute e pericolose

e il freddo insensato del potere

senza miracoli canteremo

comunque tenuti stretti

bianco natale

Maurizio Manzo: Attimi e deserti

Su NEOBAR ATTIMI E DESERTI
È distesa e sembra in silenzio. Lo dicono in tanti, dapprima un brusio poi ben distinto: sono qua e più in là, le parti spappolate.

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Un vago tentativo di entrare nella testa, qualora si possa, e negli istanti appena precedenti e appena successivi di uno che ha commesso un femminicidio.
Maurizio Manzo

by m. manzo

Maurizio Manzo, Attimi e deserti

POCO PRIMA

L’inizio è così che parlo in continuazione finché una persona me lo fa notare. Da quel momento sto zitto, parlo solo se interrogato. Provo anche a non respirare, però ogni tanto devo inserire aria nei polmoni. È strano tutto questo, non c’è niente che mi conforti tranne il silenzio, ma non possiamo chiamarlo un vero e proprio conforto, è più una tutela.

Vi posso dire anche l’ora, così potete provare a immaginare come potrebbe essere possibile, sono le dieci e quarantacinque di un mercoledì di febbraio, la luce è quella giusta con le tonalità del periodo e gli angoli ingolfati dal vento. Ora tutto mi appare da dietro un finestrone, sicuramente fuori passa…

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La scoperta della poesia

Che poi molti dicano molto senza dire nulla, facendosi strada (carriera) tra repertorî e tradizioni mercantili, non ha rilievo per la conoscenza…

La scoperta della poesia è scoperta di ciò che la poesia scopre

Avatar di fmrebsteinla Dimora del Tempo sospeso

Giuliano Mesa

Ad esempio. La scoperta della poesia

Ad esempio
Ad esempio, dire di ciò che non sappiamo dire. Senza cercare teoria. Senza temere il conflitto, lo stridore, lo stridere delle parti. Se la poesia è relazione, mette in relazione, non finge sintesi.
(Tutto ciò, e ciò che segue, è detto facendo un passo indietro, incauto, di non-silenzio.)

Rumpelstilzchen
“Trampolino Tonante mi chiamo, / il mio nome nessuno lo sa.” Questa la didascalia sotto il disegno di uno gnomo che armeggia con un arcolaio. La vidi in soffitta, sfogliando un libro di fiabe, che stava tra le cose di una zia. Avevo imparato a leggere da poco. Ne rimasi così turbato che ancora ho nella mente l’immagine di quel bambino che guarda e legge, con gli occhi spalancati, forse spaventati. In casa non c’erano libri, e i primi che poi mi procurai non furono di fiabe. E quel libro che…

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