
festa – foto maurizio manzo – 2019
Gli spazi slabbrati e profondi
le giostre periferiche
immerse in un cielo molle
nel ritardo del respiro
quando schizzano
i colori delle lampadine appese
stordite dal vento improvviso
scombinano il tono serale
ti attende precisa
l’amarezza della fine della giornata
che inizia a comprimere
ogni lato con asprezza
in alcuni angoli
ti soccorre il fango di piogge primaverili
il manto viola di fiori liberi
resoconto del giorno incerto
ogni evidenza s’incrosta
si fa appartenenza e non lascia
opportuna l’obiettività
nei percorsi si insinua il rumore
le intuizioni innocue
su cosa sembra attendersi
il resto della vita da te
sfumano le alterazioni
la complessa armonia
della polvere tra i colori
dove a spintonarsi ci si avvicina
senti che lei ha la pelle più liscia delle nuvole
quando si disfano i contorni
quello che rimane
è disteso tra delle strisce di luce
mischiato a della polpa di niente
tutto quello che ti circonda
di colpo si fa più grande
segnato da uno strano odore
che si allontana con mutevoli suoni.