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DA I BOTTONI NON CHIUDONO LE CREPE – 7 –
S’è scollata la guancia
trascinata dal labbro
che pende servile:
l’ovile l’ostile lo stelo
spezzettato rosolato
dal sole – mi ha promesso
che potevo abbandonare
il confine, sconfinare
senza pascolare e ogni
promessa è debito
privilegio chirografo –
qui le ho portato i doni:
intenso coro e farra1
lei ha buona parte
di me dei miei parenti
stretti che si sono allargati
e mi hanno esploso in viso
il dissapore meno che mai il disamore
ché a quello loro tengono,
l’amore consanguineo
caso mai pensassi di morire
la coscienza dovrà
pur spurgare da qualche parte.
1 Farra = Farina
DA I BOTTONI NON CHIUDONO LE CREPE – 6 –
Non supera la notte
suppurazione per il giorno
seguente a volte conto a
decine i rintocchi dei cocci
mancanti cosa aveva
creato l’assenza
lo scostamento
un’idea fissa dilungata
diluita nel buio –
domani sibila un check truncation
in prima istanza
e prende il volo
per la stanza di compensazione
in seconda presentazione:
message switching: zero
ottantacinque ottantasei.
DA I BOTTONI NON CHIUDONO LE CREPE – 5 –
Non mi porti parole
mi porti soldi
guardi, so come usare
l’angoscia, so produrne
gli effetti
che inquisitori e giudici
sorvolano
con un cenno posso disfarla
renderla appiccicosa
come zucchero filato –
non lasci
che infiltrazioni di angoscia
scialino nella mente
si faccia del bene
venga a versare.
DA I BOTTONI NON CHIUDONO LE CREPE – 4 –
Lei mi vede potente
ma il mio potere è ancora
più largo
posso portarla a
cedere l’anima e
non sono il diavolo
né il suo angelo custode
sono molto di più:
entrambi –
prego con lei
ma è come se bestemmio
finché non si consuma
disgrega il suo contesto
ma non si logora
tiene il vigore della vita
divorato livore.
La sente la fede che ha in me
forte riverita
quella stessa con cui
un giorno mi maledirà.
Lei pensa di subire,
segnalato, sfregi
registrati sul volto
appassire il sorriso
la gente
invece non si accorge
del disastro interiore
del sudore che fredda
lei è un sofferente
anonimo e sta muto
immobile
attende il colpo
di grazia
io ho le mani legate
in fondo mi dispiace
abbatterla.
DA I BOTTONI NON CHIUDONO LE CREPE – 2 –
Ci ho messo tempo
a misurare quello
che m’indicavi come
la linea della vita
e mi sono perso non so
tornare indietro
il debito è una barriera
amorale butto anche
sale alle spalle
non c’è meraviglia
che spacchi, esali.
STANZA DI COMPENSAZIONE
Per alcuni momenti
tanti giorni diventano
anche altro da quello
che sono ritrovarsi in strada
sfidare la stanza
di compensazione sperare
nel fuori piazza nello scambio
datato nella rima di un assegno
assenzio che sveglia –
in altri momenti ti viene in
mente che non puoi morire
prima di trenta giorni
perché a risorgere non ti
dà tempo il notaio perché
per alcuni momenti i giorni
di molte più persone
che immaginiamo è
sotto sorte dello scazzo
variabile di direttori
funzionari messi e notai
che smezza la tua vita
con un soffio
e la preghiera è una fila-
strocca che non acchiappa
neanche elemosina
ma un mi dispiace
infiammabile.
