ANDITO

foto – maurizio manzo


non tutti chiedono pietà al ricordo
di solito si scarta di lato o lo si
spegne come una lampadina
di un lungo andito
ché a percorrerlo ci emoziona
di nuovo e sembra che diventi
più grande più largo e continuo

OMBELICHI

Foto Maurizio Manzo

SU NEOBAR OMBELICHI – CLICCA QUI

Faccio silenzio nel vuoto 
non c'è più il tetto e non urlo
non c'è più mamma e papà
e non urlo perché ci sentono
il mondo intero può sentirci
sono stretto agli ombelichi
di tutti i tempi di tutti i tumulti
ho smesso di sognare ho smesso
di agitarmi di afferrare gli arcobaleni
c'è troppo buio che ci affoga
non dite a tutto il mondo
che dovrebbe essere uguale
lasciate qualcuno felice
per dare un senso al cielo

SU NEOBAR – PROPOSITI

Incomincio da qui
l’anno nuovo che è sempre più sottile
prendo i lego di mio nipote
ricevuti a natale
e ricostruisco Gaza
...

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BORDO

Il punto è l’impostazione
l’assenza di correlazione preclude
ogni assetto un’obliterazione
retroattiva delle aree respiratorie
quando ti fermi sul bordo
del tuo mondo inutile
anche se carico di entusiasmo
e non vedi mai alcun cadavere
passarti davanti se non il tuo

Foto Maurizio Manzo

PUOI SEMPRE UCCIDERLE

previo qualche attimo di felicità.

Testi tratti da Anamorfiche – Distorsioni a occhio nudo

foto web

6° ANAMORFOSI
 
Silenziosa la luce corrompe le palpebre ancora stupite
del suo corpo scoperto reperto gelato da troppo calore
deturpante e una bocca parlante disegna i lacerati risvolti
carnicini bramati spellati da bava dentata destino
del leggero indifeso sospeso sussistere cavia sottile.
 21 febbraio 2012

8° ANAMORFOSI

È sospeso il respiro che tende a sbocciare nel grido tremendo
e tremando domandi chi rende fervore all’arterie svuotate
all’assenza spezzata seduta nel buio riacceso di vuoto
assorbito e risciolto cercato e perduto tra sogni e disagi
agitavi le braccia tra segni tra graffi colpivi solo aria
lentamente ma lucida senti mancare speranza e poi luce
a pupille addensate a narici sbuffanti al tuo tenero cuore.
                                                                                                                                   25 marzo 2012

LA PELLE BRUCIA

Non appena scoperto il tuo corpo bruciato tra pozze di nozze
assetato il ristagno salato lussato riflette il ricordo
assolati e felici quei giorni iniziali sereni tra i seni
riservati custodi del latte da dare al bambino che presto
scivolato al tuo ventre sarebbe arrivato a portare più gioia
poi non senti se bruci o se sogni ardi viva e le foto che sbordano
tutte intorno l’amore d’un tempo ti guardano e soffi la fiamma
che ti scioglie d’atroce dolore ti svegli e t’accasci di cera.

(23 aprile 2012)

ISTANTE

Poi ricordi i momenti dei baci profondi
in cui luce e colore filtrati da lenti
frettolosi discorsi incompiuti evitavi
di capire che il vacuo mentale col tempo
emergesse nel danno e lo scanno infinito
più profondo d’abbraccio toccava del cuore
ogni afflusso e stupore diventa terrore
mai nessuno di quei baci era tanto profondo
dell’affondo di lama sui punti più teneri
del tuo corpo e ogni sguardo non lascia nient’altro
di ricordo immortale che punta a scalfire
fino all’osso e ritorna stupore l’istante.