finché sono bambino e sembra che non do attenzione
a questi racconti al crescere della sirena
che sale verso l’alto senza colore per scendere
e sprofondare nel cervello
Lividelle Le pance sono molli senza volontà mio padre è bambino e le guarda seduto sul marciapiede ammassate sul cassone di un camion che le trasporta sotto il cielo di Napoli hanno un ritmo che segnerà il suo sguardo finché sono bambino e sembra che non do attenzione a questi racconti al crescere della sirena che sale verso l’alto senza colore per scendere e sprofondare nel cervello questo è il primo terrore della mia vita che ricordo di svegliarmi tra le macerie cullato da pance che si muovono per inerzia dormivo facendo le corna con le dita perché avevo capito che teneva il male lontano ho avuto questa angoscia per molto tempo ma cosa vale un’ipotesi davanti alla realtà niente e diventa arrogante come lo è il chiacchiericcio pensare di avere un’idea risolutoria mentre fischiano le bombe e sfondano i timpani e la testa tutta sperare…
Ogni casa era una stagione. Così la città si perpetuava. Tutti quanti gli abitanti non conoscevano che l’inverno, nonostante i loro corpi riscaldati, nonostante il giorno che non tramontava.
11
c’è il respiro delle siepi
le lunghe foglie addormentate
quando cammini ti somiglia
tutto il paesaggio e ti sorprende
la luce tra i passi e gli sguardi…
Prima passano le macchine poi scema il sole e sembrano carrozze brillanti rosseggianti che attraversano la tua vita pianeggiante ci sono le cose che hai avuto sciolte nel mare che lo colorano per quello lo guardi e ti sembra con amore ma poi il tempo annega confonde le onde distrugge le ancore cristallizza stagioni ciò che si genera ci disconosce e muoiono i concetti stesi sui tetti