se, intorno ai quindici anni o poco prima o poco dopo, scoprendo i racconti di Cortàzar, e venendone disorientato anzi scosso, mi fossi fermato alla sorpresa e mi fossi fatto – diciamo così – disarcionare dalla singolarità del suo lavoro, se insomma avessi […]
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una scrittura che ammala. valère novarina e il tentativo “di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macchine”
dip 063: emilio villa allucinatorio
(ma purtroppo l’effetto finisce quando si torna al disastro ytalya):
https://noblogo.org/differx/emilio-villa-allucinatorio
due nuovi corsi @ centroscritture.it: su emilio villa e su corrado costa
dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-4-monografie-10-emilio-villa
dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-5-monografie-11-corrado-costa
ancora oggi e domani uno sconto particolare sulle produzioni del centroscritture, inclusi i due nuovi corsi in partenza: su emilio villa e su corrado costa
dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-4-monografie-10-emilio-villa
dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-5-monografie-11-corrado-costa
due nuovi corsi @ centroscritture.it: su emilio villa e su corrado costa
dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-4-monografie-10-emilio-villa
dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
https://www.centroscritture.it/service-page/5-5-monografie-11-corrado-costa
“sulla funzione della negazione nella poetica di emilio villa”: un saggio inedito di aldo tagliaferri (2025)
linee di sperimentazione (neopoesia vs postpoesia)
riproduco qui di séguito – rielaborati – due commenti fb a un post di Ranieri Teti che mi ha dato occasione di precisare ancora una volta – attraverso le parole di Jean-Marie Gleize – qualcosa sulla differenza tra neopoesia (in linea con le sperimentazioni degli anni Sessanta e decenni successivi) e postpoesia (superamento della o meglio indifferenza alla questione dei generi letterari, littéralité ecc.):
possiamo tracciare una linea diretta tra le sperimentazioni linguisticamente complesse degli anni Sessanta e Settanta e la contemporaneità più stretta.
i nomi sono quelli che conosciamo: Cacciatore, Villa, in parte Vicinelli, sicuramente Lora Totino, Diacono, Toti, Fontana, le prime opere di Bàino, di Cepollaro, … ecc. (ma anche il primo Sanguineti, certo).
tutto ciò è razionale, positivo e verificabile.
allo stesso tempo, però, sottolineo (non per la prima volta) che è altrettanto razionale, positivo e verificabile che si tratta di quel tipo di testualità che Jean-Marie Gleize da qualche lustro definisce neopoesia; mentre sia in Francia che in Italia, a far tempo dagli anni Novanta, e in Italia soprattutto con Costa e il forse inconsapevole Bordini, fino all’esempio di Prosa in prosa nel 2009 e oltre, si è dispiegata una messe di materiali di incredibile quantità e direi anche qualità, rubricabile come postpoesia, interessata soprattutto alla letteralità, littéralité, alla platitude, alla nudità integrale del testo.
le parentele tra neopoesia e postpoesia possono essere di prossimità ma non sempre di sintonia.
a unirle (o meglio: a non disunirle troppo) c’è forse una istanza di “non assertività”, nell’accezione da me spiegata svariate volte.
istanza, poi, energicamente oppositiva rispetto alla onniestesa scrittura o meglio poesia assertiva, mainstream.
ma che possa essere in qualche modo pacifico e aproblematico che postpoesia e neopoesia si trovino sempre e comunque sullo stesso versante dell’ambiente letterario, a me sembra come minimo dubitabile. (o comunque da verificare: caso per caso).
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due presentazioni di “stiamo sprecando internet”, di antonio pavolini (cesati, 2023)
A breve, in due appuntamenti serali, in due splendide ville romane, Antonio Pavolini parlerà di Stiamo sprecando internet, uscito per Franco Cesati Editore nello scorso mese di aprile:
– venerdì 7 luglio, a Villa Ada con Paolo Casicci in occasione della chiusura dell’anno accademico di Quasar Institute. (registrazione su EventBrite al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-floating-worlds-777-quasar-institute-for-advanced-design-665178726477).
– sabato 15 luglio a Villa Carpegna, con Bruno Mastroianni (e la sua Storia Sentimentale del Telefono) e Francesca De Benedetti, nell’ambito del Festival “Fuori Posto”: https://www.oggiroma.it/eventi/festival/fuori-posto/70900/.
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luca stefanelli: gli “attributi dell’arte odierna”, di emilio villa come ‘teatro della crudeltà’
da La modernità letteraria e le declinazioni del visivo, Pisa, ETS, 2018, tomo II, 2, pp. 143-150
N.b.: chi avesse difficoltà a scaricare il saggio di Luca Stefanelli, potrà trovarlo anche qui: https://slowforward.net/wp-content/uploads/2022/08/stefanelli-luca_-la-parola-sfigurata_-sugli-attributi-dellarte…-di-emilio-villa.pdf
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segni, glifi, tracce: l’ovunque di emilio villa
Per Emilio Villa tutto è oggetto/soggetto e supporto di scrizione, iscrizione, sovrascrittura, rilancio e metamorfosi e nuovo projectum del senso-non-senso.
Il segno, più e meno leggibile, più e meno incardinato in una sequenza di altri suoi simili in rigorosa anarchia, è quasi una marcatura anzi materia ontologica. Esiste a prescindere dai suoi testimoni, e dalla storia che gli seguirà.
Non sdegna né di venir ignorato, né di darsi come inciso in uno o altro fenomeno umile, sia esso naturale o frutto secondo, originato da culture (remote o recenti).
Brocche in vetro, polistirolo, sassi, piatti di plastica, cellophane, tutti i tipi di carte e cartoncino. E poi moltiplicazione, dispersione, perdita/abbandono, dimenticanza, cancellazione, distruzione: queste in fine (e per principio) le ultime estreme superfici dei segni di Villa, e la loro – per questo illimitabile – profondità.
frammenti da “idrologie”, di emilio villa, giorgio cegna, silvio craia (1968)
un’opera di emilio villa in “verso la poesia totale”, di adriano spatola (prima ed., rumma, 1969)

un’opera di emilio villa in “verso la poesia totale”, di adriano spatola (prima ed., rumma, 1969)
16-20 marzo 1977, cavriago (reggio emilia): festival “tendenze d’arte internazionale”
apparizione improvvisa e fragorosa di Emilio Villa accanto a Corrado Costa, da 9′ 47” a 10′ 26” —
“distruggere il potere subito subito subito subito”













