pdf del comunicato stampa (e testo critico di MG): https://slowforward.net/wp-content/uploads/2026/04/angela-passarello_-in-croci_-adec-arte-milano-dall11-aprile-2026_-testo-critico-di-mgiovenale.pdf
su ‘ahida’: un’introduzione al “dossier italia”
Sta emergendo un vasto movimento d’opposizione, in gran parte esterno ai tradizionali partiti politici, ma sostenuto da iniziative di base come comitati e associazioni o dall’iniziativa personale di moltissimi giovani. Le grandi manifestazioni dell’anno scorso contro il genocidio israeliano a Gaza, la vittoria del No al referendum e l’enorme partecipazione alla manifestazione No Kings il 28 marzo a Roma ne sono gli episodi più rilevanti. Un movimento di resistenza o, più, di rifiuto, è nato e sta crescendo, portato ancora dai giovani, come alla fine degli anni ’60.
Per elaborare nuove armi teoriche e politiche atte a contrastare il processo autoritario in corso è necessario analizzare e comprendere l’attuale fase politica.
ahida intende contribuirvi con un dossier Italia. Una raccolta di testi che esaminano e commentano vari aspetti della tendenza autoritaria dell’Italia odierna per evidenziarne le fessure e trovare gli spiragli per uscirne.
https://www.ahidaonline.com/post/dossier-italiaintroduzionealdossieritalia
audio completo della presentazione di “istruzioni politico-morali”, di michele zaffarano @ ‘la finestra di antonio syxty’
il libro ([dia•foria, novembre 2021, nota critica di Nathalie Quintane):
https://www.diaforia.org/floema/2022/01/10/istruzioni-politico-morali-michele-zaffarano/
10 aprile, ostia (roma): evento sulla consapevolezza dell’autismo
[r] _ finalisti dell’xi edizione (2026) del premio nazionale di poesia elio pagliarani _ testi editi e testi inediti
XI EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ELIO PAGLIARANI – 2026
Cerimonia di premiazione a Roma, Palazzo Esposizioni, lunedì 25 maggio 2026
Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, giunto nel 2026 alla sua undecima edizione, è lieto di comunicare l’elenco delle raccolte finaliste. Il Premio alla carriera è stato attribuito, su proposta della Presidente, a Giulio Ferroni che sarà premiato con un’opera dell’artista Marzia Migliora.
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Raccolte edite finaliste
Tiziana Colusso, Corpo conduttore – XXXIII variazioni (Edizioni Progetto Cultura),
Antonella Antonia Paolini, Il macello moderno (Nino Aragno),
Ivan Schiavone, Didascalie venatorie (La Vita Felice)
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Raccolte inedite finaliste
Cinzia Colazzo, Sperimentale sarai tu / soda caustica,
Lidia Popolano, De vacuum natura,
Roberto Ranieri, Il ratto di Schrödinger
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tutti i comunicati e gli aggiornamenti sono disponibili all’indirizzo
https://tinyurl.com/pagliarani2026
Il premio è una delle attività dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani dedicata allo studio della poesia contemporanea. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, nato nel 2015, ha per scopo il promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica.
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Promozione e Ufficio Stampa: Gisella Blanco, Marco Giovenale, Irma Serra, uffstampapremioeliopagliarani@gmail.com
Premio Nazionale Elio Pagliarani: premioeliopagliarani@gmail.com
https://premionazionaleeliopagliarani.it/
damnatio memoriae del teatro (e della scrittura) di ricerca
L’intervista di Katia Ippaso a Pippo Di Marca, dedicata al suo (e di Giancarlo Dotto) spettacolo Essere e non essere, centrato su CB, si può ascoltare su Rai RadioTre / RaiPlaySound a partire da 22′ 57” cliccando su https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/il-teatro-di-radio3-del-23032026-55677756-1ad0-4c23-ba61-2c0178a1fe36.html.
Bon. Se si ascolta l’intervista a partire da 37′ 20”, si può notare come Pippo Di Marca parli precisamente, a proposito dell’immenso patrimonio artistico del teatro sperimentale, di una vera e propria “damnatio memoriae” (il nome di Strehler non cade a caso) che negli anni ha impedito – e impedisce tutt’ora – di raccogliere e conservare in un unico luogo anche fisico le migliaia di materiali audio, video, testuali, visivi, della ricerca; rischiando così di cancellare dalla memoria decenni di lavoro collettivo e individuale cruciali non solo per l’Italia ma per il contesto internazionale, che nel nostro Paese vedeva un crocevia teatrale inaggirabile.
Non posso non notare e con ciò evidenziare quanta – e quanto forte – sintonia esista fra questa damnatio e quella che ha colpito e colpisce la sperimentazione letteraria, la ricerca testuale. Una marginalizzazione e tentata (ma non riuscita) cancellazione che ha avuto inizio già a fine anni Settanta, e ha contato tra i suoi responsabili principali vari personaggi dell’editoria mainstream, precisamente identificabili. Ho provato ad accennarne qui e qui, due interventi presentati rapidamente qui: https://slowforward.net/2026/03/19/il-pubblico-della-poesia-poesia-per-il-pubblico-insistenze-resistenze/.
10 aprile, treia (mc): incontro su dolores prato
il genocidio e la sua riproducibilità
continua qui: https://noblogo.org/differx/il-genocidio-nellepoca-della-sua-indefinita-riproducibilita
#genocidio #Libano #Gaza #Palestina #israhell
luisa canciello: “gli stupri di palestinesi nelle carceri israeliane. l’italia non parla” (‘il manifesto’, 4 apr. 2026)
dall’account fb di Assopace Palestina
Luisa Canciello: A Ginevra gli stupri di palestinesi nelle carceri israeliane. L’Italia non parla (da ‘il manifesto’, 4 aprile 2026)
PALESTINA Presentato il rapporto di Francesca Albanese
Nel centro di detenzione nel deserto del Naqab, i prigionieri palestinesi detenuti dalle forze israeliane sono sottoposti a torture sistematiche e a condizioni che trasformano la detenzione in una forma quotidiana di annientamento.
Khaled M. è il primo avvocato a cui è stato permesso entrare in questi centri. Dopo anni in questo campo, afferma di aver assistito a un livello di violenze senza precedenti. Lo incontriamo a Ginevra, al Palais de Nations, durante la presentazione del rapporto della relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Khaled racconta di un uomo di 67 anni stuprato mentre aveva mani e piedi legati, filmato e deriso. Di un ragazzo di 20 anni spogliato e sottoposto a waterboarding. Un soldato è arrivato con un estintore; la parte superiore è stata inserita nell’ano – Khaled si scusa per la crudezza- la sostanza spruzzata all’interno. Il ragazzo vive oggi con gravi conseguenze psicologiche. Anche il personale medico è coinvolto: «I prigionieri vengono amputati senza anestesia».
L’avvocato riporta un’altra testimonianza, di una donna: «Mi hanno chiesto di sedermi sulle ginocchia, hanno inserito una bottiglia nella mia vagina, e mi hanno costretto a toglierla più volte. Sei persone».
A DIMOSTRAZIONE di ciò, l’ottavo report di Albanese, «Tortura e genocidio», raccoglie oltre 300 testimonianze, identificando nella tortura uno dei simboli di questo genocidio configurandola come strumento di sterminio, perpetuata attraverso la sistematica e violenta deprivazione della dignità umana. Un inferno quotidiano, imposto a corpi e vite, reso possibile non solo dall’azione di Israele, ma anche dalla complicità e dal silenzio dei nostri governi. Durante la presentazione, Albanese presta la sua voce ai sopravvissuti, le cui testimonianze continuano a vivere nonostante l’annientamento subito: «Uno dei soldati mi ha violentato inserendo con forza un bastone nel mio ano. Dopo circa un minuto lo ha tolto e lo ha inserito di nuovo con più forza mentre urlavo. Poi mi ha costretto ad aprire la bocca e a leccare il bastone. Desideravo morire mentre mi stavano violentando».
È SOLO UNA delle testimonianze riportate da Albanese, che documentano crimini contro l’umanità e violazioni della Convenzione contro la tortura e della Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio. «A Israele è stata di fatto concessa una licenza per torturare i palestinesi perché la maggior parte dei vostri governi, dei vostri ministri, lo ha permesso – denuncia Albanese – Tra ottobre 2023 e gennaio 2026, le forze israeliane hanno arrestato più di 18.500 palestinesi, inclusi bambini, soprattutto se erano medici, giornalisti, o operatori umanitari. Quasi 100 di loro sono morti in custodia. 4mila risultano ancora vittime di sparizione forzata. Migliaia sono stati detenuti senza accuse, trattenuti in condizioni disumane, picchiati, incatenati, abusati sessualmente, privati di cure mediche, affamati, stuprati».
Dopo la presentazione del rapporto, numerosi stati tra cui Slovenia, Irlanda, Spagna, hanno espresso sostegno al mandato della relatrice e denunciato l’uso sistemico della tortura da parte di Israele contro il popolo palestinese. L’Italia, invece, non ha espresso né sostegno né condanna: si è limitata a richiamare la relatrice al dovere di attenersi al proprio codice di comportamento, senza esprimersi nel merito delle accuse. Il divieto di tortura è una norma inderogabile (ius cogens): il silenzio non è neutralità, è complicità.
L’immobilità politica e la mancanza di volontà di agire rivelano i limiti di un sistema internazionale di matrice coloniale, formalmente costruito per tutelare il diritto, ma oggi incapace di farlo rispettare, fino a svuotarlo e sgretolarlo.
L’ambasciatore palestinese presso la sede Onu a Ginevra, Ibrahim Khraishi, intervistato nella sala del Café Suisse, afferma: «I doppi standard stanno uccidendo l’Europa. Si parla di valori condivisi con Israele, ma quali valori? Come si può dire di condividere i valori del genocidio? Gli europei devono difendersi». A queste parole fanno eco quelle di Albanese: «Ho fatto appello all’essere umano che è in voi: non siete stanchi? La diplomazia, in tempo di genocidio, non è neutrale. Com’è possibile che questa realtà non abbia ancora portato alla sospensione delle vostre relazioni con Israele?».
L’IMPUNITÀ alimenta i crimini: «La tortura fa all’individuo ciò che il genocidio fa a un gruppo in quanto tale. Un genocidio è diventato la forma estrema di tortura. Ciò che viene perso in Palestina sarà perso ovunque».
derek bailey – playing for friends on 5th street (excerpt)
audio dell’intervista a giuseppe garrera su “vita minore” (rai radiotre, 4 aprile 2026)
San Francesco e l’arte, da Giotto alla contemporaneità
In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, ospite d’apertura di Elena del Drago Giuseppe Garrera, curatore con Gianni Carrera della mostra “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea” visitabile fino al 2 giugno a Spoleto a Palazzo Collicola; a seguire Veruska Picchiarelli racconta l’esposizione “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” da lei curata con Emanuele Zappasodi e aperta alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia fino al 14 giugno 2026. Le musiche scelte e presentate da Francesco Mandica: Les blue stars, La légende du pays des oiseaux; Aaron Neville, Hard to believe.
https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/A3-il-formato-dellarte-del-04042026-457168de-f32e-46ef-a886-fc58fd69df5f.html
04 Apr 2026
oggi, 4 aprile, a spoleto: nel contesto della mostra “vita minore”, intervento di giuseppe garrera su gino de dominicis
oggi, 4 aprile, rai radio tre: giuseppe garrera ospite di ‘a3 – il formato dell’arte’, per parlare della mostra “vita minore. san francesco e la santità dell’arte contemporanea”
Nel contesto di A3 – Il formato dell’arte, trasmissione radiofonica ideata e condotta da Elena Del Drago, in onda su Rai Radio Tre, oggi, sabato 4 aprile, alle ore 13:00 Giuseppe Garrera parlerà della mostra Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, a Palazzo Collicola (Spoleto), di cui è curatore insieme al fratello Gianni.
Il museo sarà aperto anche nelle giornate di domenica 5 e lunedì 6 aprile, in occasione delle festività di Pasqua, dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:00.
nanni balestrini: “arianna”
Registrazione della prima esecuzione integrale di Arianna, a cura di Luigi Cinque, all’Auditorium di Mecenate di Roma il 28 ottobre 2018, con le voci di Nanni Balestrini e Ilaria Drago, Luigi Cinque ai fiati, Valerio Corzani alle percussioni e cagean sounds e Fabrizio Bosso alla tromba e flicorno.
L’operapoesia è raccolta in Nanni Balestrini, Caosmogonia e altro. Poesie complete. Volume III (1990-2017), con introduzione di Andrea Cortellessa, Roma, DeriveApprodi, 2018





