René Char
All’orizzonte della scrittura: l’incertezza, e la spinta di un’energia vincente. L’indice intorno al quale si avvolgerà la nebulosa concreta, va precisandosi. Una bocca, tra poco, sarà in grado di dire. Cosa? Non c’è niente di meno definito di una parola venuta dalla separatezza e dalla lontananza, che dovrà la sua salvezza solo alla velocità della sua corsa. Il caso, l’uso, un udito particolarmente addestrato, l’imprevedibile, il nonsenso, la biforcazione, il limite, anche la flessibile logica ancestrale, affidano questa parola, pur tra sollevamenti di sabbia, a vortici ampi e ostili così come a piacevoli accoglimenti. Però, che passo! Ce l’ha fatta… Mansuetudine.
Strizziamo gli occhi, tendiamo l’orecchio, affiniamo i sensi, sembra che laggiù la somma delle prove sia completata.
*
Continua a leggere Sette prede dell’inverno
