RICHIESTA DI ANALISI
AL CAV. RECALCATI
«… beh, dica un po’ se non ha salvato la vita
al Recalcati… sa, quello dei formaggini…»
C. E. Gadda
I
mi chiamo borso
dormo sul dorso
senza rimorso…
RICHIESTA DI ANALISI
AL CAV. RECALCATI
«… beh, dica un po’ se non ha salvato la vita
al Recalcati… sa, quello dei formaggini…»
C. E. Gadda
I
mi chiamo borso
dormo sul dorso
senza rimorso…
PEZZULLO XXIV
DERRIDIANA
[il testo e la spiega prossimamente su www.secretum-online.it]
***
PEZZULLO XXV
INCIPIT
“Da piccolo volevo diventare invisibile: ora lo sono.”
[con questo pezzullo si conclude la serie, che mi poneva qui nella posizione fastidiosa di primus inter pares, quand’io per tutta la mia vita e con tutte le mie forze ho teso a esser par inter dispares. buona fortuna a tutti. db]
***
UN AMERICANO A VICENZA
Da circa venti giorni ogni sera una Chevrolet di color scuro, pesante e mal tenuta, sostava in prossimità delle macerie dell’antico teatro Eretenio, per ripartirne di lì a poco, veloce. Dagli anfratti delle rovine sepolte d’erbe e di salici intricati sorgevano in quei pochi istanti di sosta alcune figure di giovani che, a rapidi balzi lungo i cornicioni e le crepe, si appressavano all’automobile e vi si infilavano agili, con fischietti e risatine; quindi la Chevrolet ripartiva silenziosa in direzione dei colli. Continua a leggere Il pezzullo di db (XXII) – Un americano a Vicenza

(Immagine fotografica di Andrew Shaw)
Continua a leggere Il pezzullo di db (XXI) – Insonnia. Omero. Le vele…
E’ da oltre un decennio che questo splendido trentacinquenne organizza d’agosto i Giorni della poesia e del vino a Medana, sul confine tra Slovenia e Italia[1]. Pure Socrate, in effetti, discuteva sul confine tra vino e verità, giungendo nel Simposio a conclusioni più paradossali che aporetiche, ossia: il confine lo si determina solo praticandolo, ergo togliendolo per continui, microscopici sconfinamenti. E, se vogliamo il poeta, eccolo arante sub utrumque finem: l’Orazio lucanus an apulus di Satirae II, 1.
Continua a leggere Il pezzullo di db (XX) – A Berlino con Aleš Šteger
VASANA
Vasana in lingua singalese significa fortuna. Vasana ha circa 13 anni ed è nata in un cimitero. A un paio di ore di strade dissestate nella periferia di Colombo, accanto alla ferrovia, c’è un cimitero militare buddista. Non ci sono recinti, l’aria ha un odore acido, le croci di pietra sono mangiate dal tempo, erba secca e immondizia coprono le tombe, eppure le date scolpite sono tutte recenti, e non superano i trent’anni. Mitra luccicanti sostituiscono le fotografie dei soldati arruolati dal governo nella guerra contro i tamil. E’ qui che il 26 gennaio suor Amatha e suor Michelle, due suore speciali che in Sri Lanka recuperano bambini vittime di guerra e di violenza, trovano Vasana. Questa data diventerà la sua data di nascita. Nemmeno registrata all’anagrafe, quella vera nessuno la ricorda.
Осип Эмильевич Мандельштам
Слух чуткий парус напрягает
Continua a leggere Il pezzullo di db (XVIII) – Слух чуткий парус напрягает
DE GOAL
Torino, 1 Gennaio 2000
All’alba del terzo millennio l’Italia, una nazione la cui identità culturale e civile risale all’inizio del primo millennio cristiano – come testimonia la decisione di Augusto di rinominare il Praefectus Urbis in Praefectus Italiae – dopo aver riconquistato da poco più di un secolo l’unità e l’indipendenza, corre oggi il rischio gravissimo di perdere la coscienza di questa sua identità. Continua a leggere Il pezzullo di db (XVII) – DE GOAL
ALDO, PALMIRO E MASSIMO
Una volta andammo a Mosca in treno. Giunti a Praga, ci vennero a prendere gli uomini della polizia, con la giacca nera, l’impermeabile nero, e ci portarono all’hotel Acron. Diretti ciascuno la propria stanza, mi fermai un momento e improvvisamente vidi Aldo fuggire dall’albergo per andare fuori, voleva vedere Praga. Andammo fuori per tutta la notte, e io vidi Praga in modo assolutamente irreale: vidi Kafka, vidi il ghetto. Aldo era un personaggio singolare. Prima di tutto c’era la timidezza del giovane ebreo. Poi la riservatezza del figlio di un capo. E c’era la ritrosia di un solitario. Era un ragazzo triste, malinconico, con una grande peculiarità: non esibiva mai di essere o di voler essere comunista. Una volta mi telefonarono dalla Finanza, ch’era stato trovato a Civitavecchia un ragazzo che diceva d’essere figlio di Togliatti e s’era imbarcato clandestinamente su un piroscafo sovietico.
Quando andò a Torino a vivere con la madre, gli trovarono un posto nell’azienda municipale elettrica come ispettore dei contatori, ma lo licenziarono presto, perché andava nelle case a verificare il consumo dell’energia elettrica e diceva a tutti quanti di non pagare.
Massimo Caprara
COMPAGNO CALVINO
Quello dell’ex-comunista è uno dei personaggi più uggiosi del dopoguerra: con dietro di sé quel triste sapore di anni sprecati, e avanti uno squallido destino da beneficiato della Salvation Army che gira per le vie con la banda e il coro gridando di essere stato ubriacone e baro.
Torino 1950
***

DALLE MEMORIE DI UN VALDESE
Negli anni 60 agli ordinari l’università di massa non gli entrava proprio nella testolina, era considerata uno svigliaccamento. Poi però, di tirar su una plebe di clientes a un certo punto gli piacque, purché rimanesse stretto il numero. Continua a leggere Il pezzullo di db (XVI) – Dalle memorie di un valdese
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Se a fine ’56 in Ungheria si mossero i carri sovietici, a fine ’57 in Italia li imitarono i carristi ideologici; solo che lì il bersaglio era lato e vago, qui puntiforme e rispondente al nome di Giulio Preti. Ovviamente era un nemico interno, e perciò benissimo localizzato: iscritto al Pci verso la fine della guerra, ne era uscito infatti nel ’46 per due bocconi che non riuscì a ingoiare: l’amnistia ai fascisti e il concordato ai preti (nomen ≠ omen)…
Finché, undici anni dopo, esce per Einaudi Praxis ed empirismo, una miscela di giovane Marx e nuova logica viennese che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, esplodere sul campo imprescindibile della democrazia. Continua a leggere Il pezzullo di db (XIV) – PRETI
FRATELLASTRI DI SVEVIA
Tubinga, tarda estate 1793
Sei stato gentile, caro Karl, ad avermi ancora una volta scritto. Che tu partecipassi alla mia gioia per questa rinnovata conoscenza, lo presumevo. Anche perché mai dimenticherò quanto ci siamo voluti bene da piccoli, e da fanciulli. Vedi! caro Karl, lo pensavo anche quando ti dolevi della mancanza di un amico. Lo conosco bene, quel risveglio del cuore giovanile, anch’io li ho vissuti, i giorni dorati in cui si aderisce a tutto con calore fraterno, e quando proprio quella partecipazione a tutto non ci basta, quando non si desidera che un’unica cosa, un amico in cui la nostra anima si ritrovi e gioisca.
Continua a leggere Il pezzullo di db (XI) – Fratellastri di Svevia
“Permane
solo un’offerta quale
allora si poneva
già prima del carattere
sacrificale del vivere. Ora
è assunto dal tempo e in esso viene
riconoscendosi nel fine ogni cosa
e nell’ordine.”