Volker von Törne
Progrom
für Walter Grab
1
Wie soll ich singen: trocken, ein Knochen
Steckt mir die Zunge im Hals. Scherben
Sind meine Augen. Ein Stein klopft mir
Mein Herz in der Brust. Abhebt die Erde
Sich von meinen Füßen
Volker von Törne
Progrom
für Walter Grab
1
Wie soll ich singen: trocken, ein Knochen
Steckt mir die Zunge im Hals. Scherben
Sind meine Augen. Ein Stein klopft mir
Mein Herz in der Brust. Abhebt die Erde
Sich von meinen Füßen
Billy Collins
Old man eating alone in a chinese restaurant
I am glad I resisted the temptation,
if it was a temptation when I was young,
to write a poem about an old man
eating alone at a corner table in a Chinese restaurant.
I would have gotten it all wrong
thinking: the poor bastard, not a friend in the world
and with only a book for a companion.
He’ll probably pay the bill out of a change purse.
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Stefanie Golisch
Sto rileggendo in questi giorni I fratelli Karamazov e, come può succedere quando si riprende un libro legato a un certo periodo della propria vita, provo fastidio. È come se si incontrassero un io remoto e uno presente: fanno fatica a comprendersi. Il mio presunto minimalismo, che forse è soltanto una magra scusa per l’impazienza, mi fa percepire questo romanzo, con le sue conversazioni interminabili tra i protagonisti che – si sa – non porteranno da nessuna parte, come insopportabilmente ridondante.
Stefanie Golisch
Il danzatore Malige
Ho riletto in questi giorni un breve racconto del poeta Johannes Bobrowski (1917-1965) che si intitola Il danzatore Malige e che è ambientato nell’agosto del 1939. In una piccola città polacca un gruppo di soldati tedeschi attende. Non si sa – non sanno – che cosa. Ammazzano il tempo giocando a carte, dormendo, bevendo, condividendo barzellette. Tra di loro si trova il danzatore Malige, un artista di varietà, un outsider per natura.
Stefanie Golisch
Anatomia dell’estate
Für ein Bonbon leb ich weiter
Else Lasker-Schüler
I
Quasi mezzogiorno.
Quando la calura divora le anime. E
a sud, gridano aiuto le cicale.
Il tempo è quello degli inizi. E
tu eri in questa ora spaventosa il
mio spavento e io ero il tuo
spavento
Quaderni di Traduzioni LXXIV. Aprile 2022
Stefanie Golisch Storchnest. Eine Spurensuche Storchnest. Una ricerca di indizi
Il Foglio clandestino è un aperiodico ad apparizione aleatoria. Vuol dire che appare quando è ora di apparire.
Senza scadenze precise.
Perché le scadenze sono delle bollette, dei compiti assegnati dalle maestre e cose del genere.
Le scadenze (giustamente!) si temono.
Un libro, o in questo caso una rivista, invece, si apre con la stessa curiosità con la quale si incontra uno sconosciuto per la prima volta.
Il Foglio clandestino Nr. 86/87 è dedicato al racconto breve. Si possono leggere, ed è questo che rende il numero speciale, racconti di autori viventi, poco o per niente conosciuti e autori noti di tutti i tempi e continenti.
Il dialogo che si intreccia tra gli uni e gli altri – tutti attenti osservatori di ciò che succede dentro e intorno a loro – è insolito e proprio per questo particolarmente stimolante: per quanto il tono, l’ambientazione, l’epoca, il modo di interpretare le cose ed il proprio ruolo di scrittore siano diversi, i redattori della rivista sono riusciti ad accostare i testi in modo da renderli comunicanti tra di loro: intorno a un tavolo rotondo immaginario che nessuno presiede.
Una comunicazione tra pari, lontana da ogni forma di competizione tra conosciuti e meno conosciuti.
Billy Collins
Introduction to Poetry
I ask them to take a poem
and hold it up to the light
like a color slide
or press an ear against its hive.
I say drop a mouse into a poem
and watch him probe his way out,
or walk inside the poem’s room
and feel the walls for a light switch.