Archivi tag: kitsch

l’ultimo aprile bianco era in effetti molto colorato

Mi imbatto in questa inquietante coppia di articoli: https://www.pangea.news/giuseppe-conte-caterini-di-consoli/ e mi sorprendo a considerare come ancora qualcuno possa leggere senza ridere L’ultimo aprile bianco, di Giuseppe Conte.

(D’altro canto Di Consoli arriva a scrivere, senza batter ciglio, “La poesia di Giuseppe Conte ha un respiro largo, e abbraccia ampiamente. I suoi versi fluiscono impetuosi, ed esprimono un’energia sorgiva e potente”, quindi c’è poco da stupirsi)

Non so quale commento fare se non cedere a un flashback ricordando che il poemetto del mitomodernista sorgivo venne pubblicato da Rizzoli a un anno di distanza dalla versione del Waste Land, capolavoro eliotiano, curata da Alessandro Serpieri, uno dei maggiori e migliori anglisti italiani. Stessa collana, la Biblioteca Universale Rizzoli.

Mi riesce difficile pensare che il conte w-hitman 2.0 non sia stato influenzato o proprio scombiccherato (spia ne è l’esplicita citazione nel testo) in qualche perverso modo da TSE, ovviamente rigettando il collage eliotiano (troppa avanguardia, non sia mai) e invece ritenendo — del “metodo mitico” — solo quel che Conte medesimo considerava mito anzi Mito, e che chiunque individua oggi e individuava ieri, chiaramente, come kitsch.

cringiare male co’ ‘a pesìa

“tutto il [cattivo] teatro che Bene aveva (almeno teoricamente) spazzato via è tornato ornato indietro non solo come teatro ma come brutta poesia in brutta performance, gracchiata o finto-rattenuta” …
continua qui:
https://noblogo.org/differx/occhio-al-palco-e-montato-bene
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il disastro estetico in italia

se uno vuole un esempio del disastro estetico in italia, applicabile pari pari alla poesia, può vedere questo video: https://www.facebook.com/share/r/1BYuFRN2Cn/

una fatica della madonna, quintali di materiale da togliere, per arrivare al kitsch. ma non faceva prima a comprare qualcosa del genere dai cinesi?

ma non fanno prima, i poeti italiani, a dedicarsi alle coreografie della tv di stato?

la wayback machine in aiuto della memoria poetica d’italia / mg. 2022

archive.org permette di archiviare delle pagine web attraverso la sua Wayback Machine.
da tempo ho installato sul browser la WM per poter salvare pagine che, nel caso andassero perdute, rischierebbero di determinare il crollo della civiltà come noi la conosciamo.
basta un hosting che si inceppa o muore, un blackout di server, un mancato pagamento del dominio, e una immane fioritura può venir incenerita issofatto.

ma cosa esattamente sto salvando?
ebbene, sto salvando e archiviando la poesia più monnezzona che leggo in rete, soprattutto se di grandi nomi.

una volta su “Cuore” c’era la rubrica Niente resterà impunito.
ebbene, penso che sia un dovere civico di ogni buon Italiano, almeno dal glorioso 20 settembre 1870, conservare memoria di ciò che affligge la Patria e ne turba il sano sviluppo.

così io vi esorto, o Italiani, salvate a futura memoria i monnezzoni poetici tossici. la Patria lo esige!

il cinema italiano non è finito, e nemmeno la poesia (un post del 2020)

e la poesia… la poesia italiana! anche lei, credimi, Lorenzo:
non è finita, anche lei continua… continua…
coi suoi Neri Parenti, i suoi Boldi e Christian De Sica
eccetera

tre utili link per il cane che fuma la pipa

https://slowforward.net/2022/03/23/la-situazione-in-poesia-differx-2022/

https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/

https://slowforward.net/2022/10/12/italia-sommersa-francia-emersa/

il cane con la pipa in bocca. ovvero l’erosione della percezione del letterario / mg. 2023

 

 

audioannotazione sulla poesia italiana contemporanea, il mainstream, il kitsch, il pacchiano, il sottobosco e la sua ascensorizzazione.

insomma: perché in scaffale troviamo quello che troviamo.

 

doppia intervista su ‘lay0ut magazine’

https://www.layoutmagazine.it/snuff-box-poesia-impegno-interviste-carnaroli-giovenale/

intervista ad Alessandra Carnaroli e Marco Giovenale

*

grazie a Lay0ut, a Massimo Palma e a Sara Sermini.

Gesto. Prendere la parola, dare voce, togliere la parola, restituire il silenzio. C’è un gesto, tra questi, che ti sembra rappresentare la tua scrittura poetica? Oppure nessuno di questi?”

la situazione in poesia / differx. 2022

a roma, 25-26-27 novembre, “walter benjamin e antonio gramsci: dialettiche di un incontro mancato – attualità di un confronto”

 

convegno-walter-benjamin-e-antonio-gramsci-dialettiche-di-un-incontro-mancato-attualita-di-un-confronto/

PROGRAMMA

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“tutto qua”: notilla sul pacchiano e il banale nella poesia italiana contemporanea

détournement & kitsch. les cartes postales de hp zimmer

Sandro Ricaldone

DÉTOURNEMENT & KITSCH
Les cartes postales de HP Zimmer
Texte de Jacopo Galimberti
Préface de Fabrice Flahutez
Presses Universitaires de Paris Nanterre

Entre 1957 et la fin de sa vie, l’artiste situationniste et membre du groupe Spur HP Zimmer détourne des centaines de cartes postales. Mêlant l’art d’avant-garde au kitsch le plus grotesque, ces oeuvres convoquent la pensée de Nietzsche pour critiquer la société du spectacle, sans renoncer à une vision hédoniste de la politique et de la vie. Savants et enjoués, les détournements de Zimmer cherchent à affirmer de nouvelles valeurs, transformant le kitsch en une arme redoutable contre le bon gout bourgeois.
Les cartes postales détournées, conservées dans les archives del’artiste, sont publiées pour la première fois dans leur intégralité, et complétées par un essai inédit.

presses-universitaires.parisnanterre.fr/index.php/produit/detournement-kitsch-les-cartes-postales-de-hp-zimmer-die-postkarten-von-hp-zimmer/

flarf irriflesso. un altro esempio / differx. 2021

adesso è più chiaro quello che intendo per kitsch (e kitsch incosciente) anche in poesia? o flarf irriflesso.
(il flarf propriamente detto è invece ‘intenzionalmente’ kitsch, ‘vuole’ far raggricciare di orrore).
 
sono sicuro che lo scultore di Padre Pio può motivare con ragioni ritmiche (e rimiche) millimetriche la sua opera. dirci il perché dell’inclinazione, della pesantezza della struttura, del volto ardito del frate, della rampa di lancio o sbilanciamento, del cappuccio che svolazza con effetto “fiamme di Ghost Rider”, del corpo bucato, a cassetti, e incastrato anzi ‘incriccato’ dell’eroe della fede. sono sicurissimo. immagino riferimenti a Dalì, Savinio, cubismo, bizzarrie seicentesche, Giovanni Battista Bracelli, la Marvel.

l’opera è iper-motivata: da elementi di ‘necessità’ formale. ne possiamo essere certi. in ogni sua parte e nel complesso morfologico/semantico si ‘spiega’. ha struttura.
ma?
ma è irrimediabilmente inconsapevolmente orrenda, pacchiana.
imbarazza, fa ridere, stop.

***
nelle foto:
il monumento a Padre Pio (Benevento), un’opera di Bracelli, i prevedibili robottoni (Daitarn 3 in testa), e il pregevole/ironico tavolino cubo di Antartidee.

il riflusso letterario (o poetico, sempre se di poesia si tratta, il che è dubbio)

Lost Frequencies ft Calum Scott – Where Are You Now (Official Video) _ https://youtu.be/PoP2Sa7wYNQ

Temo o meglio constato: siamo entrati ben bene, e da parecchio tempo, in una ennesima fase di riflusso letterario, avvertibile in poesia (o in quella che si pubblica sotto questo nome), con una generazione anzi sicuramente ormai due-tre generazioni pressoché aliene da soprassalti e insofferenze radicali, o almeno aliene da quelle insofferenze che decidono di esprimersi sondando e sperimentando, facendo saltare il tavolo dei giochi.

Scriventi in altissimo numero sembrano al contrario assai soddisfatti, del tutto soddisfatti della tradizione che viene trasmessa loro dagli scaffali vigilati (e vigilantes) degli editori e delle librerie generaliste.

(Del resto in capo a un decennio o due il mainstream ha stravinto la guerra della distribuzione, ha cacciato le riviste dai luoghi di lettura, ha piallato i gusti poetici sul tardolirico e di lì su instagram, sugli inglesi di Bloom e gli italiani di Sanremo, ha sbarrato le porte alle tradizioni e traduzioni ‘minacciose’ per la gioventù educanda: le conseguenze si vedono). (Non vederle è cecità o malafede).

La mia annotazione in fondo conferma daccapo un post che Renata Morresi pubblicava già due estati or sono: https://slowforward.net/2019/08/06/dei-giovanissimi-poeti-renata-morresi-2019/.

In coda, aggiungo: personalmente, non manco di ascoltare le voci più diverse, e di non limitarmi ai materiali non assertivi. Ma, devo dire, è un po’ difficile non restare di stucco, depressi e schiacciati dalla seriosità, dal confessional floreale, dai metronomi, da inversioni & interiezioni, dalla modularità ikea delle metafore, dal romanticismo, dal kitsch, qualche volta perfino dal moralismo, e — grosso modo sempre — dalla più candida assoluta schiacciante mancanza di ironia (figuriamoci autoironia).

In questo, in tutto questo, i giovani e giovanissimi hanno ricevuto e ricevono un fronte così severo e insieme digeribile di tavole della legge, da parte di così tante legioni di poeti di mezza o terza età, che il balzo all’indietro di tutto il contesto letterario finisce per assomigliare come una seconda goccia d’acqua al momento di passaggio tra anni Settanta e Ottanta.

Ma su questo magari scriverò più avanti.