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“l’infinito del suono” e le spaziature (marco ariano)
Condivido qui quello che scrive Marco Ariano – insieme a Paolo Demitry – con parole che personalmente applicherei quasi senza differenze a quanto faccio in letteratura. La fonte è lo scritto Farsi Fuori. Fenomenologia del corpo-suono e improvvisazione come evento, in ‘Il Corpo nel Suono’, 1, 2017:
notille da un social su “prima dell’oggetto” – reading a villa lais, 28 maggio 2025
grazie a déclic e a Villa Lais Legge per questa occasione di lettura.
è stato il battesimo dell’aria per il libro Prima dell’oggetto, bizzarro meccano entropico di prose 2004-2024 il cui assemblaggio devo al (come sempre generoso) ascolto e invito di Carlo Sperduti.
durante la one-man session di lettura mi sono prodotto in varie verbigerazioni critiche autocritiche, nelle quali ho fatto sfacciato ricorso alle parole “David” e “Lynch” unite insieme.
ho in definitiva cercato di spiegar(mi) perché l’anticlimax creato (soprattutto p. es. in Inland Empire) con certi modi di gestire un lentissimo movimento di macchina (tipo quando svoltando un angolo ci si rivela nientepopodimenoche un comodino, azzerando ogni horror) siano in qualche maniera legati per me a tre cose, nelle lettere che assemblo:
(1) l’inserimento nelle microprose di micromeccanismi di inceppamento o deviazione;
(2) la parallela defezione dello spettacolo in letteratura; e
(3) il non meno parallelo sgambetto che lo scrittore si autoimpone per schivare l’effetto e l’effato.
insomma un’altra strada stradina stradicciuola per non essere assertivi.
e poi: faccenda forse interessante è che questo libro è pure ahimé una complicata sfida che mi infliggo sul piano dell’esecuzione orale. non posso leggerlo come faccio con Oggettistica, salvo in qualche caso (brano).
è di fatto un aggeggio che si fa ‘scandire’ meno con la voce che con gli occhi. gli occhi, loro, percepiscono quello che i movimenti di macchina (cfr. sopra) implicano, non solo nella costruzione della visione testuale, ma anche nei dettagli e nanodettagli grammaticali e tipografici. le parentesi, gli incisi; e le ipotesi, i ritorni o echi tra pagina e pagina, …
ma il discorso qui si fa lungo e così i lettori scappano gettando grida. perciò pace, punto. qui il link al libro: https://www.declicedizioni.it/prodotto/prima-delloggetto/
no language / alessandro broggi. 2007
[…]
Sarebbe insomma importante mantenersi attivi rispetto ai modelli di produzione linguistica e alle retoriche della qualità di massa. Tutti gli elementi di tale produzione dovrebbero essere utilizzabili e nessuna immagine, nessun idioletto – con relative scorciatoie, strategie, insidie – dovrebbe beneficiare dell’impunità, per nessun motivo. (Essendo consapevoli – è elementare – che mettere a nudo un linguaggio è sempre mettere a nudo la comunità che in esso si costruisce o si lascia costruire; e che qualsiasi nuovo modo di vedere deve prima istituirsi in un linguaggio appropriato).
[…]
Alessandro Broggi, da
https://gammm.org/2010/08/30/no-language-alessandro-broggi-2007/
nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’: un’audioannotazione di poetica di lorenzo mari
francis bacon: influenced by…
nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’, in voce: vincenzo ostuni
oggi, 6 novembre, inizia con laura liberale il ciclo degli “autoritratti” su centroscritture.it
Torna in questa nuova stagione il format degli Autoritratti in un unico corso in cui sette autori viventi, diversi per generazione stile e poetica, ripercorrono la propria storia letteraria ricostruendone le ragioni e gli approdi testuali in opere già riconosciute come passaggi significativi del più recente panorama letterario, rimettendola al dialogo e al confronto diretto con la classe.
6 NOVEMBRE 2023 Incontro con Laura Liberale
13 NOVEMBRE 2023 Incontro con Andrea Inglese
20 NOVEMBRE 2023 Incontro con Marcello Frixione
27 NOVEMBRE 2023 Incontro con Tommaso Di Dio
4 DICEMBRE 2023 Incontro con Gilda Policastro
11 DICEMBRE 2023 Incontro con Giorgiomaria Cornelio
18 DICEMBRE 2023 Incontro con Silvia Bre
info e iscrizioni:
https://www.centroscritture.it/service-page/3-3-autoritratti-poeti-allo-specchio
_
domani, 6 novembre, inizia il ciclo degli “autoritratti” su centroscritture.it
Torna in questa nuova stagione il format degli Autoritratti in un unico corso in cui sette autori viventi, diversi per generazione stile e poetica, ripercorrono la propria storia letteraria ricostruendone le ragioni e gli approdi testuali in opere già riconosciute come passaggi significativi del più recente panorama letterario, rimettendola al dialogo e al confronto diretto con la classe.
6 NOVEMBRE 2023 Incontro con Laura Liberale
13 NOVEMBRE 2023 Incontro con Andrea Inglese
20 NOVEMBRE 2023 Incontro con Marcello Frixione
27 NOVEMBRE 2023 Incontro con Tommaso Di Dio
4 DICEMBRE 2023 Incontro con Gilda Policastro
11 DICEMBRE 2023 Incontro con Giorgiomaria Cornelio
18 DICEMBRE 2023 Incontro con Silvia Bre
info e iscrizioni:
https://www.centroscritture.it/service-page/3-3-autoritratti-poeti-allo-specchio
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duchamp: “notes”
ponge: “non par la récitation d’un produit fini, mais par l’exemple d’une opération en acte”
il ne s’agit pas tellement de dire, au sens d’« avoir dit », il s’agit de dire au sens intransitif du « dire », c’est-à-dire de parler dans le moment présent, et de montrer comment les choses se font dans le moment même, de créer la communication directe, non par la récitation d’un produit fini, mais par l’exemple d’une opération en acte, d’une parole (et donc d’une pensée) à l’état naissant
Francis Ponge
(Entretiens Ponge/Sollers)
l’atto, non l’agìto. il dire, non il detto. aion, non chronos. il soggetto dell’inconscio, non l’io,
direbbe CB
bruno munari, da “teoremi sull’arte” (1961)
Bruno Munari, (1961), Teoremi sull’arte [art Theorems] [art Théorèmes], English translation by Isobel Butters Caleffi, French translation by Annie Pissard Mirabel, Corraini Edizioni, Mantova, 2003 [First published by All’insegna del pesce d’oro, Scheiwiller, Milano, 1961] _ Imgs: https://at.tumblr.com/garadinervi/bruno-munari-1961-teoremi-sullarte-art/zd9dzzq0ug7f



le tossine del romanticismo (2)
È impensabile che un movimento di grandi dimensioni non rilasci nel tempo, anche una volta esaurito il suo senso storico, le proprie tossine. Eventi profondi hanno logicamente conseguenze di lunga durata. Così il Romanticismo. Che infatti periodicamente si ripropone, addirittura in un secolo, come il Novecento, che di suo ha fatto di tutto per affrancarsene.
Ed è così che nei poeti italiani, segnatamente negli anni Ottanta, in termini di poetica e insieme di editoria (Mondadori, Specchio, orfismi ecc.), e poi da circa cinque-sei anni in qua, ad opera di generazioni nuove che un tempo sarebbero rimaste fisse e senza eco, in un coltivato sottobosco, si produce e riproduce neoromanticismo.
E poiché questo ha – come alleati – lo spettacolo da una parte e lo spettacolo dell’editoria dall’altra, può
1) ambire a qualche vendita in più (in una situazione antropologicamente, culturalmente devastata da metà anni Novanta a oggi),
2) parassitare anzi deforestare gli ecosistemi alternativi,
3) proseguire nella sua operazione di valorizzazione del confessional, dell'”impegno” in affanno pompier, del citabile banale, del bel canto, dell’aproblematico, del limpido-secco o limpido-barocco (indifferente la sintassi: è “il limpido” linguistico la dominante).





