Paolo Rou
Caro Tabucchi,
da questo cimitero dos Prazeres, che neanche so se esista davvero o non sia un’immaginazione di Pessoa, Le scrivo dopo aver riletto ancora una volta I pomeriggi del sabato. Riletto con affanno, con l’ansia di ritrovarmi in un inganno imbastito con le mie stesse mani. Avrei potuto scriverLe da Pisa, dove ho cercato inutilmente Sue tracce prima di giungere qui. Ma Pisa è cruda, nelle anse dell’Arno si consuma tutt’al più qualche delitto passionale, non ci sono rovesci di realtà a ingarbugliare le percezioni dei turisti.
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