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Animale senza nome

Paolo Rou

  Ho appreso dell’esistenza di questo animale dalla viva voce del Dr. Sanchez Ruiz de Esteban, che a dispetto del suo cognome è nato e vissuto in Africa. Tempo fa, prima che il mondo cambiasse e l’uomo diventasse meno ragionevole della natura, Sanchez si trovava in Mali, alla direzione di un autentico avamposto sanitario, un pronto soccorso al limitare della savana chiamata Yayardè: contadini aggrediti dalle jene e gestanti ingoiate tutte intere da pitoni. In questo nulla stipato di emergenze inverosimili, il dottore aveva il suo da fare nel purgare gli adolescenti dediti alla masticazione di radici psicotrope, o nel limitare le scorribande contagiose delle puttane di passaggio. Fu lì, mi ha raccontato anni dopo, che si imbatté nell’esistenza di un misterioso animale.

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Lisbona, sabato pomeriggio, Tabucchi

Paolo Rou

Caro Tabucchi,

da questo cimitero dos Prazeres, che neanche so se esista davvero o non sia un’immaginazione di Pessoa, Le scrivo dopo aver riletto ancora una volta I pomeriggi del sabato. Riletto con affanno, con l’ansia di ritrovarmi in un inganno imbastito con le mie stesse mani. Avrei potuto scriverLe da Pisa, dove ho cercato inutilmente Sue tracce prima di giungere qui. Ma Pisa è cruda, nelle anse dell’Arno si consuma tutt’al più qualche delitto passionale, non ci sono rovesci di realtà a ingarbugliare le percezioni dei turisti.

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