
La bonaccia
Resta immobile, dormi nella bonaccia, o tu che soffri
Con una piaga in gola, bruciando e rigirandoti.
Tutta la notte a galla sopra il tacito mare udimmo il suono
Della ferita avvolta nel lenzuolo salato.Sotto la luna oltre un miglio tremavano ascoltando
Il rombo del mare fluire come sangue dalla piaga sonora,
E quando il lenzuolo salato proruppe in un uragano di canti
Le voci di tutti gli annegati nuotarono nel vento.Apri un varco nella lenta, nella lugubre vela,
Schiudi al vento le porte del vascello vagante
Perché inizi il mio viaggio verso la fine della mia ferita,
Intonò il rombo del mare, disse il lenzuolo salato.
Resta immobile, dormi nella bonaccia, nascondi in gola la bocca,]
O dovremo obbedire, e cavalcare con te fra gli annegati.
(Traduzione di Ariodante Marianni)
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