Dio vi abbia in gloria. Figli bastardi di Spagna. Nati da madri orfane. E padri fantasma. Bernarda Alba è figlia illegittima della Penisola Iberica Una delle tante metamorfosi del peccato originale.. Di lei si conosce il giorno di nascita. 21 gennaio. Acquario per un grado e ventotto. L’Anno non ci è dato saperlo.il luogo? La putrida periferia di San Sebastian. La città più industriale di Spagna. Una delle tante rivoltose capitali basche. Si mormora che Donna Miraflores, la madre biologica di Bernarda Alba, abbia assunto, durante la travagliata gravidanza, dosi ingenti di paraffina. Questo per accelerare il processo di rottura delle acque. Bernarda nasce così in netto anticipo rispetto al tradizionale fuso orario. Il periodo dello svezzamento procede a singhiozzi. Donna Miraflores ha il vizio della bottiglia. Pinacolada, in particolare. Il sapore del latte materno somiglia più a quello del latte di suocera che al normale latte parzialmente scremato. La piccola Bernarda cresce così con l’ittero tratteggiato sul fegato. La prima parola che pronuncia prima di pappa, bumba, pipì e pannolino è : Genziana. Il primo ceffone da parte di madre è servito. L’infante Bernarda ciuccia Genziana come una fogna rotta in culo. Litri e litri. Damigiane intere di genziana prosciugate come se non ci fosse un domani. Tutto questo etilismo precoce spaventa a morte le miserabili tasche vuote materne. Il punto di non ritorno giunge quando all’età di tre anni Donna Miraflores rivela alla figlia l’identità del padre: Antonio Banderas. Attuele marito della “ponderata” Melanie Griffith. La risposta perentoria della giovane traumatizzata è : Don’t Cry For Me Argentina. La sbronza finale a base di Genziana fatta in casa, e poi la triste decisione di “darsi” in adozione da sola. Bussando alla porta di una famiglia antifascista.
Bernarda, Eziologia di una Dissociazione Somatica
I generali di Franco sono galoppini. Ma sparano. Eccome se sparano. La famiglia adottiva di Bernarda viene accusata di essere “avversa alla dittatura militare”. Scatta l’arresto e la consecutiva fucilazione a muro senza regolare processo. Il pericardio è servito. In particolare, Bernarda soffre per la morte prematura di Gilberto Neto. Adorato fratello. Ucciso a tradimento dai sicari di Franco. Neto era un noto attivista separatista. Bernarda cresce. In fretta. Giornate senza sole. Sonni senza riposo. Notti d’angoscia colpiscono come montanti nello stomaco. Arruolarsi nella milizia partigiana è quaestione di attimi. E non è ancora successo niente. Bernarda spara. La sua quiete non esiste più. Punta sempre l’arma al centro del cuore. Un colpo solo. Non è concesso lo spreco. Perfezionare la mira è l’ordine del giorno. Bernarda, mascelle serrate, dire che ha paura è riduttivo. Eppure spara. Le giubbe nere stramazzano al suolo. I tirapiedi di Franco fanno la figura dei “cigisbei”. Bernarda si fotte in culo il proprio odio. Poi si porta la mano alla bocca…
Angustias, figlia di una Rivolzuzione che mozzica
Ti piacerebbe restare a dormire nei boschi? Qui accanto a me? Angustias Alba, è la prima figlia del lato “oscuro” della luna. Concepita durante “la notte dei lunghi coltelli”, durante una notte d’amore con Paco Liorente. Genus “Loci” della Resistenza Basca. Nato a Bilbao dal ventre di un cingolato. Paco è una “testa matta”. Antimilitarista sino all’orefizio superiore. Odia la Casa Reale. Detesta vessilli alabardati e gonfaloni. Quando sente L’Inno nazionale si tasta i coglioni per allontanare la iella. Tra Paco e Bernarda Cupido ci infila la picconata. Il dardo di carne e sudorazione. Dopo soli cinque mesi di gravidanza nasce Angustias. Ancora adesso la scienza non si spiega l’accaduto. La fanciulla nasce già con tutti i denti. Appena nata infila il dito indice nell’occhio destro della “levatrice” dandole della fascista. Buon sangue non mente. Come sua madre, ha il vizio della Genziana. Ne pretende litri dentro i suoi personali Biberon a forma di Piscina. Nel frattempo, la travolgente passione tra Bernarda e Paco viene bruscamente interrotta dall’evolversi degli eventi. Il Regime Franchista vuole il rivoltoso. Vivo o morto. Meglio vivo. Tortura e morte possono attendere. Ci sono ancora molte confessioni da estorcere. Paco, si vede costretto ad emigrare. Destinazione Venezuela. Caracas. Un ultima notte d’amore. Lenzuola aggredite quasi percosse. Poi più niente. L’abuso sinistro d’un addio. Angustias cresce. È in età da primo giorno di scuola. I voti sono più che discreti. Anzi. Ottimi. Specie nelle materie umanistiche. Ma sono estorti attraverso l’aggressione psicofisica. L’affondo degli incisivi nella carni della maestra elementare. Dicono che alla maestra si debba, in segno di rispetto, regalere una mela. Ad Angustias la frutta fa schifo. Specie quella sciroppata. Viene Lasciata sola a giocare in giardino. Ursus, Brutus e Mastodontic, il trittico di PitBull del vicinato le si avventano contro ringhiando. È il panico. Poncia, l’anziana governante, scende le scale imbracciando la carabina. Sarà costretta a rimetterla nel ripostiglio. I tre molossi giacciono a terra completamente maciullati. La testa di Brutus non verrà più rinvenuta. Ne ora ne mai. Bernarda sarà costretta a risarcire i vicini di “tasca sua”. Per chetarne la furia iconoclasta, alla piccola Angustias, le verrà fatto dono di circa 180 mici. Già sterilizzati. Eredità Materna: Passività Aggressiva
La Monta del Secondo Marito
La Patologia nasce dal trauma irrisolto. Bernarda Alba colleziona traumi irrisolti come nemmeno L’Anna O del dottor Sigmund Freud. Attrae tossicità da tutti i pori. La nevrosi da psichica si fa presto somatica. La Donna, non si nega nulla. Ossessività, Compulsione, Passività Aggressiva, Narcisismo Patologico, Dissociazione Somatoforme, Schizofrenia, Psicosi variegate, Delirio Onnipotente. Gli psichiatri che la visitano sono costretti a sollevare Bandiera Bianca. I farmaci non sortiscono l’effetto sperato. Viene toccato il fondo. Ma non basta. Si può scendere ancora più in basso. Basta scavare. Antonio Maria Benvenuto è il classico uomo da rimorchio. Lo stallone Italiano. Arrivato in Spagna per lavorare nel campo del “farsi mantenere a sbafo”. Bernarda ed Antonio si conoscono ad Ibiza. In spiaggia. Lei stava sfogliando una rivista “patinata”. Lui si stava infilando del cotone nel costumino da bagno. Pacco pluripotenziato in bella mostra. Segatura sparsa sulla pelle per sembrare più “selvatico”. Melassa sulla schiena per darsi un tono d’abbronzatura. Donna Bernarda si fa sedurre da un ruttino. Benvenuto la volta e la penetra senza nemmeno spogliarla. Sbaglia orefizio centrando la cima d’un peschereccio ammarrato li nei dintorni. Una gittata unica come nel Football Americano. Touch Down. L’Ejaculo enrtra dentro l’orecchio di un cavalluccio marino. Il cavalluccio s’incazza. Lesta, Bernarda si riprende con un gesto di mano la sparpaglia spermatica infilandosela “Kinesiologicamente” in sede. Da questo colpo d’arte marziale verranno alle luce le sue quattro successive figlie.
Martirio, Meccanismo di Respirazione Primaria
Martirio nesce per prima. Trent’anni prima rispetto alle sorelle. Per estrarla dall’Utero sarà necessario l’impiego, da parte dell’ equipe medica di circa 99 Forcepi. La ragazza nasce con un severo problema nel meccanismo di respirazione primaria. Osteopati e Chiropratici si alternano alla manipolazione tutti i giorni. H 24. E qui casca l’asino. Raggiunta dai primi pruriti sessuali, la ragazza pretende soddisfazione. Il baldo Enrique Humanas si dice disposto a dargliela. I due escono insieme la domenica pomeriggio. Lui, nosnostante la concavità cervellare, la porta ogni tanto al Cinema a vedere i Pornazzi. Durante le proiezioni Enrico va in foia! Acchiappa la mano della secondogenita di casa Alba e se la porta sul glande sperando in una masturbazione. La mano della ragazza è ferma. Rigida, immobile, quasi anchilosata. Forse è timidezza. Più probabilmente è osteoporosi. Il delfino della famiglia Humanas, pretende privacy. Impossibile da ottenere quando frequenti una ragazza costretta ad un trattamento fisiatrico H24. Il padre di Enrico va su tutte le furie. Si chiama Gonzalo Humanas, fa il sindacalista. E per il suo rampollo sogna un futuro da “poltrone”. Di questa incresciosa situazione Donna Bernarda ne ha i coglioni “gonfi”. Si impone un aut aut. La matriarca affronta il giovane. I toni sono minacciosi. Segli, o te la pigli con tuti gli acciacchi o te ne vai affanculo! Se ne andrà affanculo. Da quel giorno Martirio Alba, per gli uomini proverà solo più odio. Eredità materna: Disturbo Ossessivo Compulsivo.
Amelia e Maddalena, una padellta in faccia, una badilata sull’anima 1
Amelia ha talento per le arti sceniche. I presupposti ci sono tutti. Voglia di fare un cazzo. Sgranocchia schifezze davanti alla televisione. Divora ore e ore di Reality Show. La sua artista preferita è Tina Cipollari di “Uomini&Donne”. Vorrebbe essere lei. Lo è. La sua voce sembra quella di una Cornacchia presa a ceffoni da una trebbiatrice. Ignorante come una capra. Con tutto rispetto per i poveri ovini. Si nutre solo di Priengles al formaggio di fossa. Ha brufoli pure sui capelli. Vuole fare l’attrice. Poncia convince Bernarda a trascinare la figlia ad un provino. Un provino su parte. La parte è quella di una Betoniera parlante. Sono necessari foto e curriculum. Il Curriculum è immacolato. Un foglio bianco. Immacolato. Le foto, per fortuna, sono venute sfocate. La Ragazza sale sul palco. Suda furiosamente. Poverina, è molto emozionata. Per prepararsi diligentemente alla prova d’arte drammatica, ha preso qualche lezione di tiro con l’arco. Da Robin Di Lockxly. Pricipe dei Ladri. Che, bontà d’animo, non si è manco dare il compenso per il disturbo. Poi si è suicidato. Amelia sale sul palco. Dalla cabina di regia si sente un grido di spavento. Subito qualche anima pia abbassa le luci. Il Regista in sala cessa subito di farsi massaggiare i piedi dai suoi bronzi di Riace. Questa cosa cazzo è?! Amelia, si presenta. Pronuncia il suo nome scraciando un andamento tonale ingustificato per lettera. Sembra di sentire il doppiaggio di Yoghi e Bubu. Il regista, tale Cin Cin Cianfrusaglia, una mezza tacca di busone isterico di sedicesima risma, la aggredisce morsicandola alla carotide. Niente Call Back. Peccato. Il Teatro ha gettato nel cesso la sua unica occa sione di riscatto. Amelia, schifata dalla modernità saprà trovare conforto nella Fede.
Eredità Materna: Delirio D’Onnipotenza e Paranoia.
Amelia e Maddalena una padellata in faccia una badilata sull’anima 2
Maddalena è alta come un montacarichi. Quando era ancora in fasce era già alta come L’Empire State Building. A due anni, viene scritturata dal Circo Togni in qualità di “pertica”. Premio d’ingaggio: una nocciolina e due supposte. A cinque anni durante una scampagnata di famiglia in America, viene notata da Trevor Bicks, il coach dei Chicago Bulls. Bicks la pretende in squadra. Farà da spalla a Michel Jordan. Maddalena ha l’ossatura di Karim Abdul Jabbar, ma tratta il pallone con la “grezzezza” di un picconatore di ghiaia. Troppo forte. Scoppia L’Invidia nello spogliatoio dei “Tori Rossi”. Ammutinamento. Jordan,classica prima donna, è invipertito dal successo della sua compagna di squadra. Gli avversari storcono il naso. Si mormora che l’atleta sotto sotto sia provvista di “pene”. E sacca scrotale. In Federazione si bofonchia si “squilibrio ormonale”. Bernarda Alba difende la sua giovane creatura dalle infamanti accuse. “ Se la N.B.A sfotte ancora la mia bambina, la iscriverò a pallavolo”. Così sarà. Maddalena farà le fortune del “Dream Team” targato Julio Velasco. Andrea Zorzi, Lollo Bernardi, Andrea Giani, Fefè De Giorgi, Lucky Lucchetta e poi “lei”. La Ricezione per antonomasia. Maddalena Alba. Poi dopo l’oro iridato, gli esami antidoping. La massicciapresenza di “minestrone al ginseng” nel sangue. Il processo sportivo. La Radiazione. Il ricovero, Nove tentativi di suicidio. L’Uscita dal tunnel. Gli studi alberghieri. L’impiego come “vedetta” al Careffour . La vita è una giostra. Una girandola balorda. Eredità materna: Dipendenza da farmaci
Adela. Caro agli Dei chi indossa il grimaldello
Troppo giovane per vivere. Troppo giovane per morire. Troppo giovane per essere vista. Dicono in paese, che Adela, la più giovane tra le figlie di Bernarda Alba, sia anche graziosa. Graziosa e piacente. Ciò che si dice “un bel figurino”. In famiglia stravedono per lei. Tanto che una volta raggiunta la maggior età, madre e governante la portano a farsi la messa in piega dalla “Pettinatrice”. Il primo Cinturone di Castità arriva presto. Regalo di natale della sua tredicesima primavera. In concomitanza coll’arrivo del Primo Ciclo. I famigerati giorni della “merla”, insomma. È un Cinturone “DeluxE”. Prezzo proibitivo. Fabbricato dalle inossidabili acciaierie di Terni. Copre tutto il corpo. Viso Compreso. Non sono previsti passaggi d’aria o pertugi per lasciar traspirare l’aria. Il riciclo d’ossigeno è garantito da una botola posizionalta all’altezza del perineo. Tutto ciò che può manifestare erotismo è accuratamente sepolto da quintali e quintali di laminato plastico. La giovane fanciulla è costretta a concentrasi sugli studi. Riceve i docenti a casa, nella sua cameretta situata a 180 metri sotto il livello del mare. È compito di Poncia. La saggia governante, provvedere al suo nutrimento, passandogli i crostini di pane tostato attraverso il boccaglio. Adela mangia solo pane tostato. Pasto Unico. Alle sei del mattino. Arrivata alla soglia del mezzo secolo, madre e governante si decidono ad iscriverla al suo primo concorso di Bellezza. Ritenendola così finalmente pronta al “grande salto” nell’infame mondo dello show business. Alassio. Zona Budello. Adela Alba gareggia per lo scettro di “Miss Fragola”. Un concorso di bellezza seguito da anziani e pipparoli. La regola del concorso è severa. È prevista la sfilata in costume da bagno.Pena squalifica. Bernarda progetta per la sua “pupilla” uno splendido tre pezzi in cobalto cucito a mano. Mutandone, Fasciatura seni tipo “mummia”e casco integrale. Scatta il qui pro quo. Le forze dell’ordine pensano subito all’attacco terroristico. Si sente qualche sparo, la folla si disperde. Il volto di Carlo Conti si fa pallido. Vince Sofia Loren. O ciò che ne resta. Poco male, Pepe il Romano (nato a Guidonia ma tifoso accanito del Frosinone) il maschio per antonomasia dall’alfa all’omega, saprà consolare L’Erninni squalificata. Eredità materna: Latente Istinto omicida
Poncia un filo Rosso tra le mutilate Repubbliche
Poncia è un gioco di specchi. L’altra faccia di Bernarda Alba. Bernarda strappa. Poncia ricuce. Riga da una parte, baffetti, gibbosità pronuniciata, orologio sul polsino, voce cadenzata, labbra nascoste dietro l’arcata dentaria. Diplomatica nata. Manipolatrice sopraffina, Se non fosse Poncai sarebbe D’Alema. O Andreotti. Rapporti occulti con l’Intero Arco Parlamentare. Simpatie Anarcoidi ma di comodo. A Destra la rispettano, a sinistra le leccano il culo al centro le baciano entrambe le chiappe. Prodiga di consigli. Quasi sempre fallimentari. Tuttologa, pur non avendo mai letto manco uno scontrino della spesa. Dove Bernarda scapoccia, Poncia partica l’arte maligna della maieutica. Capace di portare avanti un discorso per giorni interi, senza sostenere tesi alcuna. Noiose filippiche prive di sostanza. Eppure Rettorati e Dottorandi pendono dalle sue labbra. Non si muove foglia che Poncia non voglia. Andreotti baciò Totò Riina sul labbro. Poncia seppe infilarci la lingua. Si dice che da giovane abbia paraticato sesso per arrivare ai “vertici” del potere. Il suo primo ed unico marito Kim Ham Cazz lavorava come spia per il regime Nordcoreano. La coppia ebbe 199 figli, tutti messi a disposizione dello Stato. Si dice che in seguito abbia assassinato Kim per seguire una sua sventatezza sentimentale di gioventù. Evaristo il Colorin. Suo compaesano. Professione fancazzista. Colorin le diede due figli. Entrambi morti a 27 anni per overdose da Brbiturici. Si chiamavano Jenis e Jim. Professione Rock Star. Poncia. La miscredente. I suoi idoli sono mantidi ingioiellate tipo Golda Maier, Hillary Clinton, Frau Merkel, Condolezza Rice, Nilde Iotti e Margareth Tatcher. Liberista Oltremodo. I poveri e i pezzenti le stanno sui coglioni. Con Bernarda si conoscono ai tempi della Resistenza. Alla prima occhiata scatta subito l’intesa. Le due ribelli circuiscono e seducono la gurdia armata franchista per ottenere preziose informazioni. Stordiscono i militi di vino e li squartano prima dell’amplesso a fendenti di taglierino. Poncia, governante simulata, saprà proteggere le adorabili figlie dell’amica Bernarda, dalle cattiverie del mondo esterno. Un mondo dove non c’è nulla d’autentico. Nulla Compreso.
Pepe il Romano Parole di Burro
Tanta Dinamite/ Poca Miccia. Pepe il Romano ha imparato l’arte della seduzione. Un semplice meccanismo di perpetuazione della specie che oscilla tra il bio chimico e la capacità di discernere tra le bestialità del vocabolario. Un vero e proprio gioco di potere. L’Amore non c’entra nulla. Non esiste. O se esiste non si sa che cazzo sia. Forse è amore quello per una squadra di soft/ball o per un gruppo musicale. Quando già si passa al proprio canarino di compagnia o al proprio elettrodomestico di garanzia, o macellaio di fiducia, si chiama attaccamento. Anche l’amore per i proprii figli non è amore. L’Amore per i figli degli altri si chiama “Bastadata”. I figli che amano i genitori mentono. Spudoratamente. Infarciteli con 145 vaccini o vi cresceranno su Bugiardi Patologici. Pepe Il Romano è il processo dell’eccessiva ospedalizzazione. Una spropositata medicalizzazione del figlio perpetreta ostinatamente dai genitori. Il risultato è un bugirado patologico cresciuto dentro un clima di assoluta “bambagia”. Incapace anche di tagliarsi da solo le unghie dei piedi. Crescuito a latte e buffetti sulla guancia. La mano tremolante delle nonne che gli lavava il pistolino nel bacile. L’Acqua ovviamente bollente. Le zie rimbesuite che lo riempivano di regali. Una comunicazione verbale abbondante di vezzeggiativi. “il mio piccolo orsetto lavatore”, “il tesoruccio che fa la pupù”. La porzione inconscia del poppante capisce subito come fare a sottomettere e manipolare la sua “nutrita” gens matriarcale. Basta un singhiozzetto, una bua, un fru fru. Che subito gli viene posato il succhiotto su di un piatto d’argento. L’andamento scolastico fa pena. Ma con qualche pausa al punto giusto, il ragazzo covince la famiglia che non è lui il babbeo. Sono i docenti gli stupidi. Bocciato a ripetizione. Ottiene il diploma di perito alla Radio Elettra. Cinque Anni in Uno. Con un ritardo tre lustri sull’ordinaria scadenza. Orgoglio di famigla. Anche da decedute le zie continuano a massaggiargli le tempie. Al primo raffreddore stagionale gli ordinano la cassa da morto. Meglio mettere le mani avanti. Pepe è la bugia fatta a persona. Mente anche qundo dice che uno più uno fa due. Sarà Lui il capitolo finale di una famiglia dove la patologia regna sovrana.