(tratta da una vicenda di pura fantasia)
Quel tizio è un poeta
non tanto, nel senso che lo è
quanto nel fatto che lo fa
lo fa come lavoro
la fa, per vivere, per campare
lo fa per mangiare, per pagarsi l’affitto, le bollette
quel tizio si guadagna da vivere
come poeta, senza ombra di dubbio
scrive poesie, né troppo belle né troppo brutte
diciamo, giuste, tiepide
di quelle che vanno per la maggiore sui social
su twitter, su facebook
sull’istagram, che ci posti la tua faccia da cazzo
e una riga buttata giù colle emorroidi del culo
poesie semplici, brevi, concise
trappole acchiappa follower
senza concetti complessi
significati nascosti, e parole, astruse
quel tizio, di mestiere, fa il poeta
scrive libri che vanno a ruba
ai suoi reading la folla si sbraccia, fa a manate
specie, la fica, fica giovane fresca
non certo le vecchie bacucche a pagamento
che si scopava gente tipo come Bukowski
o i ragazzetti sudici e volgari che si inchiappettavano
marmaglia stile Flaubert, Wilde
Villon o Pasolini, no no, fica fica fresca, che pulsa
ragazzine che l’alito le profuma di nettarina, di pesca
bocca al fiore di fragola
mica le puttane sifilitiche al terzo stadio
che si sbattono i poeti di asma di poesia
e quel tizio, di mestiere fa il poeta
è famoso, molto famoso
spesso, va in tv a pontificare sul nulla
dice la sua sulla pace, dice la sua sulla guerra
e poi, e poi si gode la vita
gli piace bere, mangiare, fare baldoria
specie bere, il liquore è la sua vera passione
più della passera, più delle auto di lusso
più delle moto da corsa, più della squadra di calcio
più della poesia, anzi, a dirla tutta a lui
non fotte un cazzo della poesia
non gliene è mai fregato un cazzo della poesia
la schifa, la smerda
non ha mai letto un poeta in vita sua
manco quelli che si leggono a scuola, obbligatori, a scuola
Dante, Boccaccio, Petrarca, Manzoni, no no zero zero assoluto
lui, perdilige la prosa
ma non quella dei romanzieri o dei novellisti, no no
la prosa quella della Gazzetta dello Sport
lui odia la poesia, la considera sbobba da froci
lui scrive poesia, giusto solo
per poterlo raccontare agli amici al bar
-ei tu, merdone, lo sai che faccio io nella vita!?
-no che fai!?
-il poeta, il poeta faccio, e con le mie poesie
ci faccio la rivoluzione, mentre tu, tu
con la tua utilitaria di merda del cazzo al massimo arrivi
giusto solo fino a Orte, quindi baciami il retto, e vaffanculo!
e con la sua poesia c’ha avuto successo, soldi, a palate
e giustamente si spacca i lauti guadagni in alcol
l’alcol, che è la sua vera passione
l’alcol è la sua donna mozzafiato
la sua berlina nuova di zecca
e la sua vita privata e professionale va a gonfie vele
soldi a bizzeffe, successo, mignotte da urlo
se non fosse che il medico gli ha diagnosticato l’epatite
e ora, lui
non può più dare sfogo alla sua passione per gli alcolici
-dottore come l’epatite, siamo sicuri!?
-certo giovanotto, lei la ci ha le transaminasi
al settimo cielo, deve darsi una regolata
altrimenti qui la si va a fare i poeti al Cimitero del Verano
vicino alla tomba del Parini o del Carducci
ci siamo capiti si!? quindi da stasera lei basta bere!
-come basta bere!?
-basta stop, basta bere!
da oggi lei può fare tutto, fottere ragazzini
sbattersi travelli, ingravidare le liceali, fumare spinelli
mangiare unto e bisunto, scommettere ai cavalli
l’unica cosa che non può fare, è bere alcolici, sono stato chiaro!?
-e come faccio!?
-a fere che!?
-come a fere che!? a scrivere senza bere!
-be come s’è sempre fatto
prende la penna in mano, poggia il foglio sulla scrivania, e scrive!
-si ma dottore senza bere
io non riesco a buttare giù manco una virgola
manco un apostrofo, manco un rutto, una scoreggia!
-e, mica le ho detto che non deve bere in senso assoluto
che mi vuol fare, morire di sete!? perire di arsura!?
Qua mica stiamo nel Congo Belga zio fa! Stiamo in Europa
Occidente, Mondo Civilizzato, mica cazzi!
se è il gesto quello che le serve
se c’ha bisogno della posa per essere creativo
lei può sempre bere, chessò tisana di tarassaco
che è pure bella depurativa per il fegato
mascherata dentro una bottiglia di vino o di gin se preferisce
-ma dottore…
-niente ma, lei vuole continuare a fare il poeta si!?
vuole continuare a guadagnare dobloni senza sudare si!?
Bene, e allora si regoli di conseguenza, basta bere!
da oggi solo tisana al cardo mariano!
e vedrà che urina che mi piscia!
trasparente come lo sperma di un tisico!
poi ci si rivede tra sei mesi
palpeggiamo il fegato, ripetiamo gli esami
e se i valori si sono abbassati
può tornare a bersi il caffè corretto sambuca, ma nulla di più
-manco la birra analcolica!?
-aaa aridaje, la birra analcolica
non è analcolica manco per il cazzo
ci sta sempre quel residuo minimo di alcol sul fondo
altrimenti non sarebbe birra, ma piscio, urina di sorcio
ora lei, mi dia ascolto, si accenda una bella sigaretta elettronica
e sfrutti il suo successo per scaricare i coglioni
si vada a fare una bella scopata con qualche minorenne
ma potessi avere io le sue possibilità
e invece no, m’è toccato di fare il medico
sa, anche a me piaceva scrivere
alle medie già scribacchiavo poesie alla fidazatina
volevo fare il poeta in alternativa lo scrittore
poi però crescendo, appena l’ho accennato ai miei genitori
mia madre m’ha sputato in faccia
e mio padre ha sguinzagliato i cani
e così ho messo da parte i miei sogni di poeta
e ho rinnegato le mie ambizioni di scrittore
e sono diventato medico
e la mia massima aspirazione, ora
è ammazzare la gente
prescrivendo chemioterapie e vaccini a muzzo
comunque che ci vuoi fare, è andata così
ognuno c’ha la sua croce sulle spalle da trascinare
questione di karma, di camicia con baffi!
e comunque questi sono cazzi miei, lei non ci pensi
dia retta a me, accanni il vino, lasci perdere la vodka
e vada ad ejaculare nel sederino di qualche bella fanciulla
lei che è una mazza star della letteratura, lei che può
e il poeta, lo fa, prova a sostituire l’alcol con la fica
siccome è famoso, rimorchia senza problemi
gli basta schioccare le dita, tirare fuori di tasca la grana!
ma il getto dell’ejaculo, non è più quello di prima
di prima di quando ancora beveva, intendo
ora, senza l’ausilo della bumba
il getto di sperma gli esce di cappella, stanco
moscio, esausto, e soprattutto inodore e insapore
non è più quel fiordo di sborra
che ubriacava le sue puttane
col solo guardare, senza toccare
senza il bere, le sue poesie
hanno perso di mordente
non provoca più non attacca non ringhia non graffia
ora gli basta essere di sinistra
e schierarsi con la Palestina, e L’Ukraina, il gioco è fatto
e senza il bere nulla più lo appassiona
la sua squadra di calcio del cuore
ha appena vinto lo scudetto, ma lui manco ci fa caso
Amazo.n gli fa recapitare a casa
una ferrari fresca di conio, con tanto di pilota annesso
ma lui depresso la rispedisce al mittente
lo chiamano in tv a bofonchiare del nulla
e lui davanti alle telecamere appare sempre più smunto
smagrito, pallido, pare un cencio, uno strofinaccio
vince l’ennesimo premio poetico
ma di qualla maledetta targhetta in argento platinato
non sa che farsene
allora, la regala a un bimbo del Biafra morto di fame
-tiè prendi, vattici a comprare i preservativi e dalli al babbo
che così magari al prossimo giro
la tua mamma non ne sforna più un altra nidiata
che poi venite qui, al mio paese a cagare il cazzo
che poi, mi fate vincere la destra, và!
e quel tizio, è un poeta, di successo
che gli piace bere e che però
gli è stata diagnosticata l’epatite
e ora non può più bere
e il peggio è che la patologia
mica l’ha contratta tracannando vernaccia
come sarebbe stato giusto aspettarsi, no no, magari…
l’ha contratta puncicandosi accidentalmente
coll’ago, quello che s’usa in farmacia
per misurare i livelli di glicemia
lui è andato in farmacia per comprarsi
un gastroprotettore, da bello alcolizzato provetto, e…
-sai già che ci siamo fammi un po vedere
come stiamo messi a glicemia
e l’ago era infetto, che il farmacista, mezzo ebbro pure lui
l’ha usato, prima per misurare la glicemia
ad un tossico cirrotico hpv positivo in stadio avanzato di aids
e s’è scordato di cambiare l’ago
s’era distratto che doveva fare
una dose di antinfluenzale a una vecchia babbiona stordita
e s’è scordato di cambiare l’ago per la glicemia
e il poeta, famoso, s’è buscato l’epatite
così da stronzo, come un coglione qualunque
senza manco avere il piacere di infettarsi bevendoci sopra
come sarebbe stato giusto e corretto
quando ci si guadagna da vivere
come poeti dediti alla libagione
e non c’è niente d’interessante in tutto questo
e la vita, a volte, è così beffarda, che forse
sarebbe meglio non viverla, non praticarla
evitarla, schernirsi, schernirla, difendersi, coprirsi le spalle
si insomma, come con un amore tossico
smettere, di frequentarsi.