Giovan Bartolo Botta

Un attore qualunque 1

In Un attore qualunque on ottobre 1, 2012 at 11:04 am

Mi presentai al provino in anticipo di trenta minuti 14.30 anziché 15. Tutto un altro modo di intendere il tempo. Bergsoniano con strizza. Niente merda teatrale, portavo un pezzo da orgasmo multiplo, l’intro di Full Metal Jacket. Da urlo. Per uccellare Strasberg sull’I don’t believe you abbandonai i miei lunghi riccioli scuri sulla poltrona di un barbiere antico. Roba da Alfa Sud e caffè corretto. Detestavo i parucchieri giovani e le grandi catene di taglio e colore. Roba da succhiapalleatradimento. Il metodo dell’immedesimazione. Grande equivoco. Ma allora non potevo sapere. Passai nel primo bar a scaldarmi la voce con tre Averna lisci, il numero perfetto. Il propoli era rimasto a casa e i vocalizzi non li praticavo perché già allora sentivo puzzo di bruciato. Pagai il conto e via. Titillai il citofono e mi accolse una puffetta virile. Sono Gio Barattolo, avevo chiamato per… Entra! Le prove le faremo qui! Ma questa è una cucina? Il signorino esige il palco con poltrone in Alcantara?! Recita! Ci diedi sotto senza trascurare il sopra. Okay, sei dei nostri amico, gli orari sono questi la paga è bassa, sotto il livello del mare e non è subito. Attività collaterali di facchinaggio nelle scuole obbligatoria! Domande? Troppe, preferisco tenere tutto dentro, tipo stitichezza. E andai non più nel primo bar ma nel secondo.

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