La Biblioteca di RebStein
Quaderni di Traduzioni (LXXXII-LXXXIX, 2022-2024)









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Lucetta Frisa
Délie, oggetto di altissima virtù.
La poesia del desiderio
Perché Délie, oggi? Perché tradurre un testo del 1544 (l’edizione definitiva è del 1564) intitolato Délie. Objet de plus haute vertu, composto da 449 poesie (dette dizaines, di dieci strofe l’una) costellate da cinquanta emblemi, scritto da Maurice Scève, massimo rappresentante della scuola poetica lionese? La risposta è un’altra domanda: perché un testo fondamentale della poesia francese del XVI secolo deve essere affidato solo alla memoria degli studiosi? Qui in Italia, in tempi più recenti, venne stampato solo in minima parte da Einaudi nel lontano 1975, per la traduzione di Diana Grange Fiori.
Continua a leggere La poesia del desiderioMaurice Scève
Tout le repos, ô nuict, que tu me doibs,
Avec le temps mon penser le devore :
Et l’Horologe est compter sur mes doigtz
Depuis le soir jusqu’a la blanche Aurore.
Et sans du jour m’appercevoir encore,
Je me pers tout en si doulce pensée,
Que du veiller l’Ame non offensée,
Ne souffre au Corps sentir celle douleur
De vain espoir tousjours recompensée
Tant que ce Monde aura forme, & couleur.
Tutto il riposo, o notte, che mi devi,
Col tempo il mio pensare lo divora:
E il mio Orologio è contare sulle dita
Dalla sera fino alla bianca Aurora.
E senza ancora accorgermi del giorno
Tutto mi sperdo in sì dolce pensiero
Che l’anima non stanca di vegliare
Rifiuta al corpo di patir dolore:
Speranza vana sempre ripagata
Fino a che il Mondo avrà forma e colore.
Traduzione di Lucetta Frisa.
Da “Quaderni di Traduzioni“,
vol. LXXXIV, aprile 2023.
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