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Memoria dell’oggi: Carla Lonzi

Adesso esisto; questa certezza mi giustifica e mi conferisce quella libertà in cui ho creduto da sola e che ho trovato il mezzo di ottenere. Tutte le distinzioni, le categorie che esprimevano appunto il costituirsi della mia identità a partire dal dissenso – non vedevo altra via in quanto donna – non mi appartengono più: faccio ciò che voglio, questo è il contenuto che mi appare in ogni circostanza, non aderisco ad altro che a questo“. [Diario]

[PER I GORILLA SAPIENTI DI MIQUEL BARCELÓ]

Miquel Barceló: Gorilla bianco sulla spiaggia, 1989, tecnica mista su tela.

Il rinoceronte di Dürer, il cardellino di Carel Fabritius, l’usignuolo di Keats, il passero solitario di Leopardi, le pernici di Alcmane, i gatti di Baudelaire, la giraffa di Piero di Cosimo, gli uccelli di Messiaen e di Braque e di Saint-John Perse vengono a conversare nel testo concavo acceso di parole dove tutto accade e tutto ha ritmo e cadenza di figura, dove tutto vortica magnete di senso: per appartenenza alla foresta, per sapienza di naturalità, per sostanza di vita e per fraterna alleanza ecco i gorilla sapienti di Miquel Barceló, ecco la materia pittorica ad addensarsi sulla superficie non più cieca, non più muta, ecco il grido libertario erompere dalla gola del condannato alla prigionia, del condannato alla solitudine.
Per lacerti e per tracce e per risorgenze e per simiglianze e per frammenti e per affioramenti e per fossili rimanenze i gorilla di Miquel Barceló hanno arti e occhi e pelame che anche sono tendini d’antichissimi alberi, pigmenti di grotte pitturate, nodi e grovigli di respiro, di parola allo stato nascente, l’abisso della gola, i labirinti del polmone.
Il pithecanthropus erectus di Charles Mingus, lo scricciolo di Dylan Thomas, il toro di Lorca, le rane di Koyo e di Yves, i bisonti della grotta Chauvet, l’axolotl di Julio Cortázar (e lo scarafaggio di Kafka?) si danno convegno nella concavità accogliente del testo, nel palinsesto continuamente rinnovantesi della scrittura.

IQBAL MASIH – Il profumo della libertà

IL PROFUMO DELLA LIBERTA’

“Non ho paura del mio padrone;
ora è lui ad aver paura di me.”

Il 16 aprile 1995, a 12 anni, Iqbal viene ucciso, vittima di un colpo di fucile, sparato da un assassino rimasto ignoto. Il “sindacalista” dei bambini viene fermato, ma non la sua causa!! Quando fu ucciso correva in bicicletta: forse pensandosi libero di essere soltanto un bambino.