«Una volta forse la parola era una cellula neurale sana. Ora è un organismo parassita che invade e danneggia il sistema nervoso centrale. L’uomo moderno ha perso la facoltà di scegliere il silenzio».
[p. 59 – 2009, Adelphi]
cette fin du monde de poche s’exprimait tout entière dans la syllabe fragm, identique de “diaphragme” à “fragment” (M. Leiris)
«Una volta forse la parola era una cellula neurale sana. Ora è un organismo parassita che invade e danneggia il sistema nervoso centrale. L’uomo moderno ha perso la facoltà di scegliere il silenzio».
[p. 59 – 2009, Adelphi]
… come scrive Burroughs a proposito del linguaggio: «il linguaggio è uno dei costituenti del corpo… Le parole sono micro organismi, polveri vive che la rivoluzione elettronica riunisce ed ordina, fino a livelli differenziati di senso».
[Paul Virilio, Estetica della sparizione, Liguori editore 1992]
Le domande scendono lente da un vecchio sogno – vento di montagna impigliato nella porta – l’odore di soli affogati che si trascinano dietro la sua biancheria sudore nell’ultimo primate della Storia – come se venissi a chiedere alterazioni ma cielo azzurro sul nostro biglietto che esplose – in ogni caso che spasso date le dure circostanze – Ricordati che ero la nave e affoghiamo – finestra in putrefazione alla fine dei ruscelli – La porta non riusciva a raggiungere la carne – sogno nudo al tuo fianco e il sognatore sparito al sussurro dell’alba –
– neve grigia come morsi di luce solare che cade lieve dal mezzogiorno – l’addio nudo poi silenzio –
[p. 74-75 – 2009, Adelphi]