SCRIPTUMSLAM

Sullo sfondo accade di tutto di Valentina Gaglione

Si cerca

Si cerca
un segno,
corroso intonaco,
tra muri graffiati,
o merci esposte.
Indice di scelte
da condurre in fondo
nel girotondo d’una testa,
nella vertigine della confusione.

Si cerca.
un segno
tra le impronte del presente,
la sfacciata limpidezza di certa acqua
insinuata
nelle unte profondità dei pensieri.

Le “x” su cui posarsi sono troppe
Le “x” su cui riposarsi sono troppo poche

I punti cardinali
gemono
un uomo senza centro.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Visual: Fabio D’Angelo

si cerca--face

I testi – 09 – Foglie e altro, in precipitare lento (Valentina Gaglione)

I testi – 09 – Foglie e altro, in precipitare lento (Valentina Gaglione).

Illusion my religion

Illusion my religion.

Illusion my religion

Arte
illusione perfetta
di certi semi
piantati millenni di colori fa.
… Forza appassionata
accarezza corpi
stremati di fatica,
storditi dalla norma.
Rami-braccia
accolgono
nell’estasi di una sonata,
di un dipinto,
di un concetto.

Noi viviamo l’illusione
che scompiglia e ricompone,
attimi di tensione
genesi delle migliori stanze umane
Esistiamo ed esitiamo
sull’accordatura di un suono,
la pastosità d’una tinta,
sull’accoppiamento amoroso tra parole.
Noi preghiamo l’illusione perfetta
Noi viviamo l’illusione perfetta
Cura per l’aridità del mondo
i nostri soffi sulla terra folle,
più folle di Michelangelo.

Inutili le cose strette in petto
sulla difensiva
Non servono
di fronte alla bellezza
Esci da questa dura pietra e parla
Esci dal pensiero unico e ri-balla
E i canali non saranno più televisivi
ma interiori e sensitivi.

Noi siamo vivai dell’anima.
Viviamo illusioni perfette
le preferiamo
a realtà imperfette.

“Se leggi,
qualcuno ha scritto per te
Se ascolti,
qualcuno ha suonato per te
Se osservi,
qualcuno ha modellato per te”

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Illustrazione: Fabio D’Angelo

874390f

Il mostro è l’opposto

Il mostro è l'opposto.

Il mostro è l’opposto

La paura di vivere

e’ un mostro stanco

Ogni centimetro d’astrazione

è fetta d’indicibile solitudine.

Tempo che scivola senza lasciare battito.

 

Un mostro malinconico,

arruolato dalla pulizia sociale

nella parte del cattivo che cambia età e storia

ma se gli parlo scopro

che fa parte di me, anche ora.

 

I denti aguzzi che digrigna oggi,

ieri erano bianche ali d’angeli.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

Illustrazione di Fabio D’Angelo

l_una e un quarto circa

Mandalas mantrico poi sfogo

Mandalas mantrico poi sfogo.

Mandalas mantrico poi sfogo

Prendi la rabbia e spaccala in due,

come una noce

Dentro ci troverai i frutti del dolore,

Prendili e spaccali

in piccole scaglie.

Ora guardale,

sono solo piccoli pezzetti di dolore

simili a sbucciature sul ginocchio di un bambino

Con questa consapevolezza puoi andare avanti un giorno,

forse due, o anche tutta la vita.

Chi lo sa?

La penna scorre fluida, ed è mattina.

E’ la punta del giorno appena nato

che s’incontra con la coda della notte,

una delle tanti insonni.

Trascorsa a leggere, pensare,

accoccolarsi al letto,

rincorsa dalla voglia di alzarsi

per sistemare il mondo intorno.

Palliativo dell’esigenza di sistemare,

prima di ogni cosa, lo spazio dentro se.

E non c’è niente di nuovo.

Riempire il tempo,

mentre ci si accontenta

di surrogati di bellezza.

Sono una che attende e si fa attendere,

che lascia la vita e l’ascia di guerra.

Come il migliore dei pittori

mi chiedo quale sia il colore giusto

per dipingere questo pezzo d’esistenza

e come il peggiore dei dilettanti,

sbaglio tinta.

Questo verde fluo

non c’entra con la pacatezza che mi riservavo di trasmettere,

ma forse, anche nell’errore non c’è casualità.

Il traffico del mattino

si accende sempre più

e sempre più somiglia all’acidità

di questa tinta che lasciva lascia

geroglifici illeggibili e illegittimi

Voleva essere un mandalas,

un mantra ma ha preso la via dello sfogo

come acneici punti virulenti

sul viso di un adolescente.

Forse queste facciata è la più semplice da riempire.

Perchè?

Perchè è l’ultima.

E dopo? Cosa farò dopo?

Laverò i piatti?

Spazzerò il pavimento?

Pulirò il cesso?

Ma ho fretta io?

Dal tempo che spreco,

per fare quello che sto facendo,

non si direbbe.

Non si direbbe

che io sia un bianconiglio

con l’orologio sempre a vista

e la corsa facile tra le zampe.

Eppure appena avrò finito,

la testa comincerà a saltare,

nuovamente

da un punto all’altro

Non si riposa mai,

o non ha ancora trovato il metodo

per andare almeno un giorno in ferie.

Per questo penso che sia una stupida

Cosa manca per giungere all’ovvietà?

Nulla, proprio nulla.

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

DSCN2270

Va bene così (andate in guerra)

Va bene così (andate in guerra).

Va bene così (andate in guerra)

“Va bene così”

l’ho detto alla maestosa montagna

Come un primitivo arreso

alla sconvolgente grandezza della natura

“Va bene così”

l’ho detto seguendo il cerchio alla testa

e il pulsare del ventre

arreso alla nuova luna

di dolori conosciuti solo alle donne

“Va bene così”

l’ho detto nuotando nell’imbarazzo

e nella tenerezza ravvisata

poi sparsa tra una parola e l’ennesimo respiro

di malinconia insoddisfazione.

L’ego fa eco a se stesso

i lego fanno giocare ma educano al possesso

Esso è benzina

benzina è possesso

Il sogno è finito andate in guerra!

Valentina Gaglione

Tutti i diritti riservati©

DSCN1552 copia

Navigazione articolo

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora