siate anche inopportuni e irriverenti
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– I cori possono guarirti
curarti la falsa coscienza più di un bisturi.
Attendi qui –
Mi dici
– Proprio dove sei –
Affermi
– L’innovativo spettacolo
apparirà più chiaro di una legge scritta.
Frapponi l’episodio spontaneo
ai software di ogni mattino.
Sii raggiante e sarai illuminata e illustrissima,
ricorderai la vecchia quercia,
il tempo bambino, la semplicità e me –
Lo dici mentre stai fermo lì,
proprio dove sei
muovendo solo il corpo.
Ma una donna è più complessa
non corrisponde a circuiti ON/OFF
è più un cortocircuito di correnti e faville
disobbedienti all’impero di un unico pensiero.
E’ un mutamento lento e complicato,
un convulso nascere e morire.
Un giorno di certezza
e sei d’insicurezza.
Il saggio le sa bene queste cose.
Sul battente di ognuno
regna l’austerità di partiti presi
lontani anni luce dalla comprensione.
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Visual: Fabio D’Angelo
In certi momenti modellati
c’è poco da scherzare
bisogna evitare lo squallido finale,
la lancetta che si ripete,
girovagando selvaggia
eppure anonima,
senza spremere i giorni all’osso.
Veri buongustai erano
i Black Sabbath o Allen Ginsberg,
a noi il gusto rimanere inesplorato,
c’è solo aria di prova generale
e non di vissuto reale.
Nostra madre è la TV
che pascé con cazzate consolatorie.
Nostro padre è un tutorial di you tube
maestro di tecniche di seduzione
dalla voce metallica da bidone.
Se qualcosa di animale abbiamo
è la risata della iena,
forte a sostenerci
come il cucchiaino
per il budino.
Siamo al dolce! E menomale!
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Si disputa
di crocifissi
opportuni, inopportuni
Mentre dietro ai sudari
antiche vicende di umiliazioni
si consumano
nell’eredità continua dei “No”
Oh amica, non sono solo tue
le negazioni di fiori
dal gambo matriarcale
sostituiti da curve prive di grembo.
Curve
nel corpo,
nei pensieri,
per le strade,
Curve!
In cui s’intriga e si perde
il mondo,
perchè lui vuole così.
Nei film risultiamo
dive, ninfe, sante ed eroine
invece siamo donne, donne, donne
A lui suoniamo come danno, danno, danno
A lui appariamo felini dagli artigli affilati
sul piede di guerra
ma è solo rabbia in cerca d’una via d’uscita
E si allontana, lui si allontana
si allontana
quando più le lacrime
lo chiamano in aiuto
e si allontana
con il viso trito e ritrito di chi non ha capito
si allontana
con le mani che fino a notte
ti hanno amata
si allontana
Lo scherno
annulla gli occhi
un dì limpidamente assorti
in giardini
di rinascita perenne
Al bancone dei sentimenti
non ci sono più svendite
e svenanti conseguenze d’insuccesso
E’ vuota la brocca della comprensione
e soffoca di mancamento
che fa morire d’arsura
nella non esistenza di un gusto simile
E lentamente si diventa assente
E lentamente si diventa esente
d’amore, di gioia, di vita
Come nomadi
dovremmo portare
altrove
l’amore,
i piedi,
i capelli
ma rimaniamo
per incapacità
e ne contiamo le pesanti sillabe
In ca pa ci tà!
Caratteri di piombo di un antico tipografo
a cui lasciamo scrivere
il nostro destino.
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Photo:Feminine Grace: Mark Pillai
E sono felice perchè per la seconda volta, la rubrica poetica della rivista Illustrati, sceglie e pubblica una mia poesia. Mentre a novembre era stata scelta “Di foglie ed altro…in precipitare lento” pezzo performativo che fa anche parte della compilation LeitMotiv 13, per marzo è stato scelto “Il mostro è l’opposto”.
Lietissima di stare tra grandi illustratori e tra poeti geniali come Vera D’Atri, Ugo Rapezzi e Silvio Perfetti.
I MOSTRI MONSTERS
ILLUSTRATI marzo 2013
sfogliabile e scaricabile gratuitamente
la versione cartacea nelle librerie che la distribuiscono abitualmente.
Qui i link della rivista di novembre e marzo
http://www.logosedizioni.it/rivista.php?numero=novembre_2012
E’ stupendo il pakistano che fa bottega sotto casa
Indossa un berretto di lana blu con al centro la bandierina dell’Italia e le stellette gialle
Tifa Italia o sente freddo?
Sente freddo, sono certa
Il punto è che quando si ha freddo
o caldo
o che so io, quando si sta male o bene
non vai mica a pensare cosa ci metti sulla testa
l’importante è il risultato
La fede calcistica vale ancora qualcosa
il contrario di quella alla bandiera o alla patria
E non so quale delle due sopprimere
Sparerei ad entrambe se potessi,
ma poi anche no
che tanto siamo ugualmente ciò che siamo
Chi è buono rimane tale e chi è cattivo anche.
Ancora dicotomie sul pianeta terra!
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